venerdì 21 dicembre 2007
Vorrei allontanare l'idea di te dal quotidiano...è così gramo e infimo e inutile il quotidiano...non puoi appartenergli...vorrei fossi lontano da qui. E' una notte lunga e domani partirò. Ho aspettato a lungo che arrivasse questo momento. Ora tutto è cambiato e mi sfugge dalle mani, come quella sabbia dorata che accarezzavo la scorsa estate, la stessa estate in cui ho penato, pianto, vomitato alcol e rancore. L'inverno è gelido ma nello stesso tempo è diventato un periodo propizio, il periodo in cui mi sono ritrovata e ti ho perso. Poco male, forse. Presto lo saprò.
venerdì 14 dicembre 2007
Poi penso che tra una settimana ti vedo, e penso alle cazzate che scrivo, e penso che mi manchi, e penso che va benissimo così, che per la prima volta in vita mia sento davvero la vita scorrermi tra le dita, sento che tutto è possibile, e che al di là di tutto tu ci sarai. Ma il problema è capire cosa significa questo riverderlo, cosa mi si agita nella mente ogni volta che l'atro torna,è una maledizione che mi ripeto nel cuore, una nenia che risuona costante e non dà pace..Sono stata tentata dal chiudere questo blog, ora mi sembra tutto così inutile..ho imparato a pulire la tazza del cesso, a fare finta di nulla..so che sto scrivendo boiate, ma stasera avrebbe un senso solo se tu fossi qui, Ste...capisci? questo blog devo chiuderlo perchè sta diventando un monologo con te...allora l'unica cosa da fare sarebbe poter parlare con te, parlare con te di quanto mi porto dentro, e vorrei non si estinguesse, come sta facendo....perchè come in un racconto di Stani "vorrei mangiarti..e perchè? perchè vorrei averti sempre dentro la pancia..", dentro la pancia come era nei primi tempi...e non come ora..che tutto sembra diradarsi piano...e io vorrei fermarlo..
mercoledì 5 dicembre 2007
Cronache dell'incazzatura costruttiva....e 2
E ho anche imparato che ne ho piene le palle del provincialismo di certa gente, nascosto dietro una ridicola facciata radical-chic, della loro presunta voglia di evasione, che e' solo l'ennesimo tentativo inutile, falso, grottesco, di restare ancorati alle loro piccole certezze. Io voglio, io bramo, io pretendo altro. E pretendo soprattutto di sentire vicine le persone che contano davvero per me e per le quali davvero conto. Persone che non mi facciano sentire inadeguata e con le quali non debba fingere innate passioni per cose che invece odierei. Sto gia' bene.
Cronache dell'incazzatura costruttiva 1
Ho rinunciato a te come si rinuncia all'ultimo bicchiere, all'ultimo sorso che avrebbe potuto distruggermi. Ho rinunciato a te perche' mi sembra che i miei ricordi siano ormai cancellati. Ho rinunciato a te perche' in fondo ho capito che ne avevo fin sopra i capelli e che forse mi importa piu' di una borsa di Chanel che di te e della tua lingua in bocca. E' una verita', misera, infima, meschina. Ma e' la mia verita'. E la musica di fondo di tutto cio' non e' la melodia struggente di Back to black ma un riff energico e viscerale come in What ever happened degli Strokes. In fondo "I want to be forgotten" e' tutto cio' che io desidero ora. Perche' io non devo dimenticare. L'ho gia' fatto. E sono serena. Coi miei libri, i film, la musica, i tragitti in motorino a notte fonda, con la birra calda in corpo trangugiata in maniera forsennata, e i viali squallidi di Milano, la citta' che amo e odio, e che proprio per questo e' la mia citta'. Lontana da te. In fondo non siamo all'altezza dell'amore.
domenica 25 novembre 2007
giovedì 22 novembre 2007
martedì 20 novembre 2007
Non mi ami ancora
"Alla nota stonata, al mosto acido, al calice amaro, alle vecchie relazioni inacidite, al risentimento che si nasconde nell'amore, alla solitudine che si nasconde nell'amicizia. Alle pessime scopate. A chi dimentica che è stata pessima. A chi telefona a una vecchia amante e finge di dimenticare che è stata pessima, a chi ci finisce di nuovo a letto sapendo che non dovrebbe, a chi raschia il fondo."
....a me in definitiva...Il mio prossimo acquisto in libreria:
Jonathan Lethem, Non mi ami ancora, Il Saggiatore
....a me in definitiva...Il mio prossimo acquisto in libreria:
Jonathan Lethem, Non mi ami ancora, Il Saggiatore
domenica 18 novembre 2007
Lasciati
"Nel greto della nostra intimità
a volte le parole si prosciugano
e il fiato non ha via d'uscita
momenti che si perdono così
un libro aperto quando viene il buio e noi
colpevoli di troppo aridità"
Ho trascorso una domenica di assoluta solitudine nel vano tentativo di scrivere la tesi...L'unica compagnia sono stati Rino Gaetano, Chiara Civello e i Subsonica..."Lasciati" mi accompagna tutt'ora, è come se mi prendesse la mano e mi trascinasse con sè nuovamente in una vorticosa discesa verso il buio assoluto...sta succedendo ancora...come poco tempo fa...poi c'è stata la sua presenza così rassicurante, una panacea miracolosamente risolutiva che ha scacciato via i fantasmi...Adesso, nuovamente, questa maledetta distanza, che non è solo fisica, questa smania autodistruttiva...quante volte ho sboccato oggi? Ho perso il conto...Quante volte ho evitato di veder riflessa la mia scialba immagine nello specchio, per evitare di scorgervi quell'espressione vuota, quasi attonita, di fronte a questi miei gesti insensati? Me lo sentivo, la rassicurante tranquillità dei giorni scorsi era solo un'illusione, quella mia smania di fare, quella mia energia, a tratti quasi estatica, era solo l'ultimo barlume prima dell'esplosione definitiva...Dove mi trovo ora non c'è nessuno, è un luogo di assoluta desolazione, un deserto squallido in cui nessuno può raggiungermi.
a volte le parole si prosciugano
e il fiato non ha via d'uscita
momenti che si perdono così
un libro aperto quando viene il buio e noi
colpevoli di troppo aridità"
Ho trascorso una domenica di assoluta solitudine nel vano tentativo di scrivere la tesi...L'unica compagnia sono stati Rino Gaetano, Chiara Civello e i Subsonica..."Lasciati" mi accompagna tutt'ora, è come se mi prendesse la mano e mi trascinasse con sè nuovamente in una vorticosa discesa verso il buio assoluto...sta succedendo ancora...come poco tempo fa...poi c'è stata la sua presenza così rassicurante, una panacea miracolosamente risolutiva che ha scacciato via i fantasmi...Adesso, nuovamente, questa maledetta distanza, che non è solo fisica, questa smania autodistruttiva...quante volte ho sboccato oggi? Ho perso il conto...Quante volte ho evitato di veder riflessa la mia scialba immagine nello specchio, per evitare di scorgervi quell'espressione vuota, quasi attonita, di fronte a questi miei gesti insensati? Me lo sentivo, la rassicurante tranquillità dei giorni scorsi era solo un'illusione, quella mia smania di fare, quella mia energia, a tratti quasi estatica, era solo l'ultimo barlume prima dell'esplosione definitiva...Dove mi trovo ora non c'è nessuno, è un luogo di assoluta desolazione, un deserto squallido in cui nessuno può raggiungermi.
martedì 13 novembre 2007
Vabbè, Serena disquisisce teneramente col suo amore, Vittoria giace avvinghiata tra le possenti braccia di Morfeo e io me ne sto qui a bere in solitaria la mia tisana relax, a guardare le fotine inviatemi da Stani, le fotine dei bei tempi recentemente andati e a pensare che cazzo quanto vorrei fosse ancora quel giorno lì, quella domenica uggiosissima, con quella nebbiolina tipicamente milanese a infestare l'aria, con quel cambio di sta cavolo di ora legale osolare, boh non ho mai capito, e quel treno soppresso, questa concomitanza di eventi che mi ha regalato due ore in più con te, due ore che per la maggior parte della gente non significano nulla, e invece per me hanno contato tanto, più di quanto conti ora ogni singolo momento di questa mia vita grama, di questi giorni milanesi che sembrano ripetersi, sempre uguali a se stessi, e continuano ad accavallarsi, in questa buffa, inutile, maniera inerme, che soffoca e da cui, cazzo, non riesco a venir fuori. E resto come ancorata a questa sorta di malcelata rassegnazione. Chi mi conosce pensa che abbia raggiunto la tranquillità, ma in realtà sono in questo stato di torpore catalettico in cui nulla si muove....Vorrei, dovrei avere il coraggio, l'ardire, l'incoscienza di urlare come stanno veramente le cose e tentare, cazzo almeno tentare, di cambiarle. Ma non ci riesco. Non ne ho la forza. E' come se il disgustoso, assordante, vagamente rassicurante ronzio di ogni giorno si fosse fatto più forte di tutto il resto, di tutto ciò che conta davvero per me, di tutto ciò che in cuor mio dovrei davvero rischiare per essere felice.
lunedì 12 novembre 2007
Tu, forse non essenzialmente tu...
Ieri sera in tv la tanto attesa (almeno da parte mia) fiction sulla vita di Rino Gaetano (l'unico al mondo che per ora abbia pronunciato in quella sua maniera unica le magiche parole I love you Marianna). A me e' parsa piuttosto deludente, senza un reale approfondimento psicologico sul personaggio, che invece secondo me avrebbe dovuto essere rilevante, se non altro perche' ne avrebbe meglio spiegato la vena dissacrante, ironica, sarcastica, geniale. Unica nota positiva l'interpretazione di Claudio Santamaria e il modo impressionante in cui quest'ultimo riesce a riprodurre il timbro di voce di Rino. Ah, e naturalmente il fatto di riascoltare i meravigliosi pezzi di questo grande artista, soprattutto due tra i miei preferiti, Sfiorivano le viole e Tu forse non essenzialmente tu.
"Tu / forse non essenzialmente tu un'altra / ma è meglio fossi tu / hai scavato dentro me / e l'amicizia c'è / Io che ho bisogno di raccontare la necessità di vivere / rimane in me e sono ormai convinto da molte lune / dell'inutilità irreversibile del tempo / mi scegli alle nove e sei decisamente tu"
Gia'...sei desisamente tu...
"Tu / forse non essenzialmente tu un'altra / ma è meglio fossi tu / hai scavato dentro me / e l'amicizia c'è / Io che ho bisogno di raccontare la necessità di vivere / rimane in me e sono ormai convinto da molte lune / dell'inutilità irreversibile del tempo / mi scegli alle nove e sei decisamente tu"
Gia'...sei desisamente tu...
L'amore che non faremo mai insieme...
L'amour que nous ne ferons jamais ensemble,
Est le plus beau,
le plus violent,
le plus pur,
le plus enivrant
Serge Gainsbourg, Lemon Incest
Est le plus beau,
le plus violent,
le plus pur,
le plus enivrant
Serge Gainsbourg, Lemon Incest
giovedì 8 novembre 2007
Spazio pigramente tra la lettura de "L'impero dell'effimero" (un'analisi interessante della moda nella societa' d'oggi, lettura per la tesi, sia chiaro!) e il colore del cielo la' fuori, un cielo insolitamente limpido, di un blu che sa davvero di infinito e di mille promesse che verranno. Penso a quello che faro' dopo, alla mia tranquilla routine settimanale, alla palestra dopo il lavoro, la cena con Vi e Sere, la musica tranquilla, una tisana calda mentre studio. E poi ancora lo shopping domani con la Ale, lo spettacolo a teatro, la cena con tutta la cricca sabato. E mi illudo che non serva altro se non questi pensieri rassicuranti. L'inquietudine sembra essersi dissolta, stemperata nel mare un po' torbido e monotono dei miei giorni milanesi. E questo stato d'animo ha in se' qualcosa di innaturale, come se ci fosse in realta' qualcosa dentro pronto ad esplodere e librarsi al di sopra di tutto. Mi scaverei dentro se non avessi questa paura raggelante che me lo impedisce. O forse sono talmente stanca che lascio l'animale sopito e aspetto. Aspetto che qualcosa cambi. E' inevitabile che accada.
lunedì 5 novembre 2007
Oggetti di desiderio
E succede che proprio in quei giorni in cui ti ho vicino mi capita tra le mani dopo anni quel libro forte lacerante viscerale che è Nove oggetti di desiderio di Mian Mian
"L'amore è convogliare in modo irrefrenabile verso di te tutti i miei sguardi, le mie azioni, i miei ricordi, far sì che ti ricordi di me per sempre"
"Era le lacrime che non riuscivo a versare, le parole che non riuscivo a dire, era lo spirito nel mio specchio, il terrore nel mio sorriso, la mia bellezza morta, l'amore che avevo e non ho più"
E non è un caso che lo abbia ritrovato ora quel libro..perchè è come quel filo sottile che ci tiene sospesi avvinti uniti, e che è altrettanto forte...e noi continuiamo nei nostri funambolici giri a camminare sospesi sul crinale...ma farlo sapendo che ci sei tu vicino rende tutto migliore
"L'amore è convogliare in modo irrefrenabile verso di te tutti i miei sguardi, le mie azioni, i miei ricordi, far sì che ti ricordi di me per sempre"
"Era le lacrime che non riuscivo a versare, le parole che non riuscivo a dire, era lo spirito nel mio specchio, il terrore nel mio sorriso, la mia bellezza morta, l'amore che avevo e non ho più"
E non è un caso che lo abbia ritrovato ora quel libro..perchè è come quel filo sottile che ci tiene sospesi avvinti uniti, e che è altrettanto forte...e noi continuiamo nei nostri funambolici giri a camminare sospesi sul crinale...ma farlo sapendo che ci sei tu vicino rende tutto migliore
lunedì 29 ottobre 2007
He walks away and the sun goes down...
Mi domando come si faccia a mettere ordine nei pensieri quando tutto diventa così incredibilmente forte, quando i giorni e le singole ore che li compongono si tingono di una luce d'infinito, come è accaduto nel corso di questo fine settimana. Allora resto ferma, felicemente inerme, e per la prima volta mi dico che le parole non servono in questi casi, che alcuni frangenti non necessitano di descrizioni o resoconti. Perchè inevitabilmente questi ultimi sarebbero scarni, mortificanti rispetto a quello che è stato e qualcosa andrebbe perso. Invece voglio che tutto resti qui, in questo spazio prezioso e incontaminato, questo spazio della mente, che appartiene solo a noi, e in cui ci sei tu, che in realtà ci sei da sempre, prima di quei giorni di aprile dall'infinito profumo di oleandri, prima delle ore calde e speziate dell'estate, prima del tempo, prima di tutto. Tu ci sei e mi togli il veleno, mi restituisci al mondo e al più dolce dei tormenti.
domenica 21 ottobre 2007
Sono stanca, stanca di ingoiare veleno, stanca di mettermi davanti ad un maledetto cesso per vomitare dolore, rancore e sofferenze inflittemi da persone squallide, indegne di qualsiasi rispetto, gente a cui per ragioni oscure non riesco a dire quello che penso davvero di loro, gente nei confronti della quale nutro l'odio migliore, un odio estremo, viscerale, risolutivo, se solo avessi la capacità di sputarlo fuori, come il veleno che sputo ogni giorno, più volte al giorno, nella tazza di un water. Per poi sentire l'acido dei succhi gastrici salire fino a distruggermi lo stomaco, intaccare il cervello, avvelenare la vita. E sono anche stanca di pensare a me e qualcun altro come a due novelli Paolo e Francesca, quando all'inferno ci sono finita solo io, e vi precipito ogni giorno un pò di più, un metro in più verso il buio ogni maledetto giorno, ogni volta che parlo con te e sento qualcosa nel basso ventre liquefarsi in un languore indicibile, e sento parimenti il dovere di reprimerlo, sperando che tutto passi presto, che vada via, una volta per tutte, quella sensazione fortissima di piacere frammisto ad un dolore estremo straziante indecrifrabile.
giovedì 18 ottobre 2007
Ricevo la sua telefonata in un tiepido dormiveglia. E' una notizia bellissima quella che mi dà e sono davvero felice che abbia voluto condividerla con me. E' come se fosse l'ennesima, dolcissima prova di quella sorta di naturale complicità che si è stabilita tra noi, nonostante tutto. Nonostante il fatto che ci sia qualcos'altro, di infinitamente bello e altrettanto naturale, che inficia la nostra amicizia. In quella sorta di torpore poi penso, e questa convinzione mi fa quasi tremare, che se quella notizia un giorno dovesse riguardare direttamente lui, vorrei accadesse come nel film di Gondry, vorrei essere dimentica di tutto, cancellare tutto e credere che lui non ci sia mai stato. Mai. Ho pensato tutto questo nel buio della stanza, debolmente rischiarata da veloci schegge di luci, e ho provato una tristezza infinita. Come quella che si sente quando l'estate finisce o alla vigilia della partenza per un posto lontano.
sabato 13 ottobre 2007
venerdì 12 ottobre 2007
Conosco a memoria la sua maniera di fare, quel suo agire viscido e insinuante, il suo atteggiamento sardonico, la malevola noncuranza quando decide di escluderti dal suo piccolo inutile ridicolo abietto mondo...Me ne sto qui, e mi pare di stare bene in fondo. Cosa ho perso? Null'altro che falsità, ipocrisie. Fuori è una bellissima serata di ottobre. Insolitamente tiepida, quasi surreale. E presto arriverà il tempo migliore. Quello in cui mi sembrerà di avere il mondo in tasca, come nella canzone di Diego Mancino. Resto ad aspettare. E nel frattempo disperdo pensieri, in maniera libera e discontinua. A volte riesco persino a sentirmi felice. Ma forse mi illudo.
giovedì 11 ottobre 2007
Fiducia
"Non c'è nulla di peggio quando tu hai cominciato ad aver fiducia in qualcosa, e l'hai avuta fino in fondo, e alla fine quel qualcosa si è rivelato indegno di fiducia"
Il'ja Stogoff, mASIAfucker Cronaca del perdersi e (forse) del trovarsi
...quel qualcosa e quel qualcuno aggiungerei io...è una cosa che mi sta avvelenando l'anima questa della perdita di fiducia...Sono una persona che non conosce mezze misure, del tutto incapace di mediare tra la razionalità e l'odio profondo...Così quest'ultimo mi divora, mi dilania, mi sconquassa...E vorrei solo che quel qualcuno potesse pagare caro il prezzo di questa mia sofferenza, di questo prostrarmi arrendevole alle mie paure e alle mie debolezze, maledette proiezioni di quella voragine oscura che mi porto dentro...Ma passerà, forse, come è passato dodici anni fa. Anche se viene da chiedersi se sia davvero passato tutto o se gli strascichi di quello che è stato allora non me li sia in realtà portati dentro, come conflitti irrisolti che non ho mai voluto davvero affrontare. Semplicemente perchè adesso come allora non ne avrei la forza. E così, ciclicamente,ritornano. Ma poi penso che c'è tutto il resto, e il resto ha una bellissima luce diafana, una consistenza adamantina, quasi. E lo ritrovo nei ricordi dell'estate, in quell'inanellare conversazioni pigre davanti a una birra calda, in quel qualcosa che ancora esiste dentro e la cui proiezione è negli occhi di qualcuno, e mi dà una forza enorme.
Il'ja Stogoff, mASIAfucker Cronaca del perdersi e (forse) del trovarsi
...quel qualcosa e quel qualcuno aggiungerei io...è una cosa che mi sta avvelenando l'anima questa della perdita di fiducia...Sono una persona che non conosce mezze misure, del tutto incapace di mediare tra la razionalità e l'odio profondo...Così quest'ultimo mi divora, mi dilania, mi sconquassa...E vorrei solo che quel qualcuno potesse pagare caro il prezzo di questa mia sofferenza, di questo prostrarmi arrendevole alle mie paure e alle mie debolezze, maledette proiezioni di quella voragine oscura che mi porto dentro...Ma passerà, forse, come è passato dodici anni fa. Anche se viene da chiedersi se sia davvero passato tutto o se gli strascichi di quello che è stato allora non me li sia in realtà portati dentro, come conflitti irrisolti che non ho mai voluto davvero affrontare. Semplicemente perchè adesso come allora non ne avrei la forza. E così, ciclicamente,ritornano. Ma poi penso che c'è tutto il resto, e il resto ha una bellissima luce diafana, una consistenza adamantina, quasi. E lo ritrovo nei ricordi dell'estate, in quell'inanellare conversazioni pigre davanti a una birra calda, in quel qualcosa che ancora esiste dentro e la cui proiezione è negli occhi di qualcuno, e mi dà una forza enorme.
lunedì 8 ottobre 2007
Creep
Non è un caso che sia tornata in mente, così all'improvviso. Ma va bene, va tutto bene. Stavolta avrò tutto sotto controllo. Spero.
I don't care if it hurts,
I want to have control.
I want a perfect body,
I want a perfect soul.
I want you to notice,when I'm not around.
You're so fucking special,I wish I was special.
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here
Periodo denso, quest'ultimo...pieno, fin troppo pieno...non solo di cose da fare ma anche di pensieri, cattivi pensieri, a dire il vero...E cosi l'ho fatto ancora, e' terribile e aberrante, ma non riesco a farne a meno...e' come se nell'attimo dopo, l'attimo che segue quella pulsione insopportabile, mi sentissi completamente libera...libera da quella sensazione di inadeguatezza che mi sovrasta sempre, come una sorta di divinita' cattiva e implacabile...Sento il rumore sordo che quel gesto produce e mi sembra abbia la stessa disperata consistenza di un grido d'aiuto...ma spero sempre che qualcuno non arrivi in mio soccorso...
In mezzo a questo mare un po' torbido c'e' la lettura del libro del figlio del commissario Calabresi, un libro commovente che racconta la pena senza fine delle famiglie di vittime del terrorismo, e un breve viaggio a Madrid, in cui ho ritrovato dopo anni Priscilla ed e' sembrato che per un attimo si potesse tornare a quell'inverno a Barcellona, che resta dentro al cuore, sempre.
In mezzo a questo mare un po' torbido c'e' la lettura del libro del figlio del commissario Calabresi, un libro commovente che racconta la pena senza fine delle famiglie di vittime del terrorismo, e un breve viaggio a Madrid, in cui ho ritrovato dopo anni Priscilla ed e' sembrato che per un attimo si potesse tornare a quell'inverno a Barcellona, che resta dentro al cuore, sempre.
sabato 22 settembre 2007
Ieri sera sono rimasta a casa e con Vi abbiamo visto "La sconosciuta", un film che mi ha emozionato tantissimo sia per la storia molto forte, dura, sia per l'atmosfera di mistero, sospensione, accentuata dall'ambientazione mitteleuropea in una Trieste grigia, cui fanno da contraltare dei flash back della protagonista in una Sicilia calda e soleggiata. Mi ha commosso profondamente e Tornatore si conferma uno dei miei registi preferiti, insieme a Marco Tullio Giordana e il Sorrentino de "Le conseguenze dell'amore". Di tutte ste manfrine sul cinema italiano in crisi a me non può fregar di meno.
Sul fronte letture ho iniziato finalmente "Uomini e cani" di Omar Di Monopoli, ambientato in un paese immaginario del Salento, genialmente chiamato Torre Languorina. E' un libro prezioso, non solo in sè, ma per tutto quello che rappresenta e che mi ricorda. Poi questa mattina in una bancarella del mercato ho scovato un altro libro delle edizioni Isbn (che trovo bellissime): si chiama mASIAfucker di Il'ja Stogoff, l'autore del durissimo "Boys don't cry" (peraltro film bellissimo). Mi ha colpito l'incipit e naturalmente non ho potuto fare a meno di comprarlo:
"Una strada ha senso solo se è la strada che porta a casa.
Tutto al mondo ha senso solo se ti aiuta a trovarti là dove ti devi trovare.
La strada che porta a casa è tortuosa. Percorrere i rettilinei è sempre più facile. Ma che fare, se la strada diritta ti conduce dove non hai alcuna intenzione di andare? In tal caso è molto importante fermarsi, fare una completa inversione di marcia...e dirigerci là dove ci aspettano".
Ecco, è così che mi sento io ora.
Sul fronte letture ho iniziato finalmente "Uomini e cani" di Omar Di Monopoli, ambientato in un paese immaginario del Salento, genialmente chiamato Torre Languorina. E' un libro prezioso, non solo in sè, ma per tutto quello che rappresenta e che mi ricorda. Poi questa mattina in una bancarella del mercato ho scovato un altro libro delle edizioni Isbn (che trovo bellissime): si chiama mASIAfucker di Il'ja Stogoff, l'autore del durissimo "Boys don't cry" (peraltro film bellissimo). Mi ha colpito l'incipit e naturalmente non ho potuto fare a meno di comprarlo:
"Una strada ha senso solo se è la strada che porta a casa.
Tutto al mondo ha senso solo se ti aiuta a trovarti là dove ti devi trovare.
La strada che porta a casa è tortuosa. Percorrere i rettilinei è sempre più facile. Ma che fare, se la strada diritta ti conduce dove non hai alcuna intenzione di andare? In tal caso è molto importante fermarsi, fare una completa inversione di marcia...e dirigerci là dove ci aspettano".
Ecco, è così che mi sento io ora.
venerdì 21 settembre 2007
Lui pronunica il mio nome in una maniera che ha in sè qualcosa di infinitamente prezioso e irripetibile...Le ultime lettere del mio nome o quell'inconfondibile saluto assumono una declinazione dolce, nel delicato flettersi della sua voce...la sua voce, il suono della sua voce, quel tono roco e vagamente sensuale...La notte è ambrata, e tutto è ormai lontano...sembra che quei suoni vogliano ripetersi all'infinito, nuotare a lungo nella mia testa, come una nenia che giunge da un tempo e un luogo indefiniti...una melodia che martella il cuore, lo dilania, e non fa male...Mi si staglia dentro, nettamente, questa ferita, e mi taglia, e fa sì che dentro mi si aprano orrizzonti infiniti, maree dolcissime, una risacca nel cuore, un'ubriacatura folle. E vorrei non si fermasse più. Vorrei continuasse a farmi male così, per sempre.
martedì 18 settembre 2007
sabato 15 settembre 2007
Nome non ha
Nome non ha,
amore non voglio chiamarlo
questo che provo per te,
non voglio tu irrida al cuor mio
com’altri a’ miei canti,
ma, guarda,
se amore non è
pur vero è
che di tutto quanto al mondo vive
nulla m’importa come di te,
de’ tuoi occhi de’ tuoi occhi
donde sì rado mi sorridi,
della tua sorte che non m’affidi,
del bene che mi vuoi e non dici,
oh poco e povero, sia,
ma nulla al mondo più caro m’è,
e anch’esso,
e anch’esso quel tuo bene
nome non ha...
Sibilla Aleramo - 1929
amore non voglio chiamarlo
questo che provo per te,
non voglio tu irrida al cuor mio
com’altri a’ miei canti,
ma, guarda,
se amore non è
pur vero è
che di tutto quanto al mondo vive
nulla m’importa come di te,
de’ tuoi occhi de’ tuoi occhi
donde sì rado mi sorridi,
della tua sorte che non m’affidi,
del bene che mi vuoi e non dici,
oh poco e povero, sia,
ma nulla al mondo più caro m’è,
e anch’esso,
e anch’esso quel tuo bene
nome non ha...
Sibilla Aleramo - 1929
venerdì 14 settembre 2007
Settembre...
Ascolto l'ennesimo disco consigliatomi da Ste..è "La quinta stagione" di Cristina Donà...mi ha affascinato il perchè di questo titolo...la quinta stagione nella tradizione cinese è il periodo tra la fine dell'estate e l'autunno, un periodo in cui tutto si acutizza, e l'anima si prepara al dolore, alla sofferenza...il disco è tutto intriso della dolcezza amara di questa strana, sospesa stagione dello spirito..e mi sembra che davvero possa diventare la colonna sonora di questo periodo..negli ultimi giorni mi è sembrato che una sorta di inerzia mi avesse scavato dentro un solco profondo, creando una barriera protettiva tra me e il mondo...è stato come se la quotidianità, il lavoro, lo studio mi avessero portato in una spirale di indifferenza, un'atarassia in cui non sentivo più nulla...Oggi tutto questo sembra passato...non so se sia merito del fatto che parlare con Stefano ieri sera mi ha riportato di nuovo all'estate appena trascorsa, alla vertigine splendida di quei giorni...ma qualcosa, qualcosa di straziante e forte nello stesso tempo,ha iniziato di nuovo a scivolarmi dentro in maniera sinuosa e avvolgente, come seta preziosa, infinitamente preziosa. Come tutto quello che mi unisce ad alcune persone.
Dal diario di Cristina Donà, un'immagine bellissima..
"Tu, si proprio tu, appoggiato alla colonna di quella casa che stava per crollare. Sei il mio pilastro da sempre. Riusciremo a curare le crepe del respiro e a saldare la vita con l'amore, come è sempre stato".
Dal diario di Cristina Donà, un'immagine bellissima..
"Tu, si proprio tu, appoggiato alla colonna di quella casa che stava per crollare. Sei il mio pilastro da sempre. Riusciremo a curare le crepe del respiro e a saldare la vita con l'amore, come è sempre stato".
martedì 11 settembre 2007
Milano e l'impossibile - Diego Mancino
Che cosa c'è di invisibile
quando la gente cammina distratta
in tutto il rumore del mondo
ma cosa c'è di impossibile
quando mi guardi così mentre ti parlo
di tutta la vita che voglio
sapessi com'è strano
sentirsi invisibile a milano
sapessi com'è strano... a milano
Ma cosa c'è di impossibile
di impossibile, di impossibile per te
che cosa c'è di impossibile
di impossibile, di impossibile per te l
'impossibile non c'è l'impossibile non c'è...
Avere il mondo in tasca
e non sentire niente
desiderare tutto
e non amare niente
in un mondo che sa tutto
non sapere fare niente
sapessi com'è strano sentirsi invisibile a Milano
sapessi com'è strano... a Milano
quando la gente cammina distratta
in tutto il rumore del mondo
ma cosa c'è di impossibile
quando mi guardi così mentre ti parlo
di tutta la vita che voglio
sapessi com'è strano
sentirsi invisibile a milano
sapessi com'è strano... a milano
Ma cosa c'è di impossibile
di impossibile, di impossibile per te
che cosa c'è di impossibile
di impossibile, di impossibile per te l
'impossibile non c'è l'impossibile non c'è...
Avere il mondo in tasca
e non sentire niente
desiderare tutto
e non amare niente
in un mondo che sa tutto
non sapere fare niente
sapessi com'è strano sentirsi invisibile a Milano
sapessi com'è strano... a Milano
domenica 9 settembre 2007
Fuga a Vigevano questo fine settimana...Bisogno estremo di cambiare aria, anche solo per poche maledette ore. Un rigetto per lo studio che mai avrei pensato di avere, pur nella consapevolezza che gli esami si avvicinano e, porca troia, non finiranno mai. La serata al Bar Greco dell'ex di Mary mi ha riportato un pò alle notti estive al Soul Food, dove avrei voluto vivere qualche malinconica ora di settembre...idea che ha continuato a nuotarmi nella testa per tutto il corso della serata..E' seguita una nottata tranquilla, un sonno senza sogni, in cui sono rimasta immersa finchè il sole che irradia le risaie e un trillo malevolo non mi hanno riportato a questo stato di veglia infame e opprimente...Ritorno a Milano, mi bevo le ultime immagini di campi verdi, presto sostituiti dai palazzoni che si ergono tristi a San Cristoforo. Mia sorella, bontà sua, mi riporta a casa in motorino, l'aria è ancora stranamente calda e serena...Milano, la domenica mattina, può sembrare bella in una maniera quasi straziante. Domani tornerà alle sue brutture e io ci sarò immersa fino al collo. Ancora una volta. E per la prima volta da settimane aspetterò. Cercherò di avere pazienza. Un'attesa che si tingerà di quella bellezza straziante come la Milano di questa mattina. La bellezza del vuoto e dell'assenza, ancora ancora e ancora. Chissà se stavolta riuscirò a venirne fuori.
giovedì 6 settembre 2007
mercoledì 5 settembre 2007
Closing time..

Closing time dei Semisonic...mi fa tornare in mente un sacco di settembre passati..erano tutti bellissimi, nonostante le lacrime, nonostante quel mio lasciare San Foca a malincuore, tornando a casa in motorino, letteralmente in lacrime per un'altra estate finita..e non capivo, allora come adesso, la bellezza di quei momenti, la bellezza di quel sentimento struggente che c'è nella fine di ogni cosa..Non l'ho colta nemmeno al momento di andar via quest'anno..Ho solo pensato a versare lacrime inutili, senza scorgere la meraviglia che questo distacco mi ha lasciato dentro...Tu sei lì, e forse nella via spettrale di casa tua puoi ancora sentirla..ti prego, tieni dentro quella bellezza anche un pò per me..so che tu puoi farlo, e so anche che lo farai nella migliore delle maniere...Tu ci sei sempre, ci sei nelle sferzate del vento là fuori, cazzo che bello sto vento, è come in una delle canzoni di Concato (Ricordi? "troppo vento, non c'è niente di fermo, di certo, e nemmeno tu..") ci sarai nel cielo terso domani, quel cielo insolitamente azzurro per Milano di cui ti parlavo, ci sarai nei libri, come sempre, nelle canzoni, e nel mio bicchiere di vino, che è sempre mezzo pieno, per fortuna, specie dacchè ti ho vicino. Sei il migliore amico che ho. E so che tutto quello che sto scrivendo ti entrerà dentro, ancora una volta, come sempre...
sabato 1 settembre 2007
La contraddizione del sentimento
Galimberti è stato una volta, per così dire, l'artefice del mio strampalato destino: dopo la lettura di un suo libro, anni fa, ho preso una decisione di cui non mi sono mai pentita...Oggi, come ogni sabato, sbocconcellando la frutta comprata al mercatino, compro la Repubblica nella piccola edicola di Via Conte Rosso e proprio leggendo la rubrica di Galimberti mi imbatto in una lettera che sembra scritta da me e di cui riporto l'ultimo, illuminante passo sulle contraddizioni dell'amore..
"Si spacciano come maestri o amici, irresistibili complici e amanti, poi si scopre che sono feriti, tropo grandi e con troppe responsabilità, che si stanno ancora cercando, che vogliono la terra sotto i piedi e l'aria vorticosa intorno, che si sentono meno, o che si sentono più, per finire in un'unica e sola idea di uomo, un ammasso di tutti i volti, di tutti i travestimenti appena appiccicati addosso, solo appoggiati, una parvenza di simpatico compagno di giochi che fa l'educato, pronto alle evenienze, pronto a spossessarsi per qualunque grande e maestoso dio. Altrettanto pronto a dissolversi sotto la mia fame d'amore e amore"
Nemmeno Galimberti riesce a trovare una soluzione a questa contraddizione. Però dice una cosa verissima: nell'era della tecnica l'amore ha cambiato forma, l'amore diventa indispensabile per la propria realizzazione come mai lo era stato prima, e al tempo stesso impossibile, perchè, nella relazione d'amore, ciò che si cerca non è l'altro, ma, attraverso l'altro, la realizzazione di sè.
E così anche io vorrei trovare una via insospettata che porti alla soluzione di questo dilemma...ma non conosco vie d'uscita, io conosco solo sogni, e legami, legami forti che mi tengono avvinta e mi rendono caracollante, a volte debole, a volte insospettabilmente forte...e probabilmente la bellezza di questi legami è proprio in questa loro natura ambigua e sempre un pò irrealizzata, qualcosa di straordinariamente in divenire, che rende un pò più dolce l'acredine della vita reale.
"Si spacciano come maestri o amici, irresistibili complici e amanti, poi si scopre che sono feriti, tropo grandi e con troppe responsabilità, che si stanno ancora cercando, che vogliono la terra sotto i piedi e l'aria vorticosa intorno, che si sentono meno, o che si sentono più, per finire in un'unica e sola idea di uomo, un ammasso di tutti i volti, di tutti i travestimenti appena appiccicati addosso, solo appoggiati, una parvenza di simpatico compagno di giochi che fa l'educato, pronto alle evenienze, pronto a spossessarsi per qualunque grande e maestoso dio. Altrettanto pronto a dissolversi sotto la mia fame d'amore e amore"
Nemmeno Galimberti riesce a trovare una soluzione a questa contraddizione. Però dice una cosa verissima: nell'era della tecnica l'amore ha cambiato forma, l'amore diventa indispensabile per la propria realizzazione come mai lo era stato prima, e al tempo stesso impossibile, perchè, nella relazione d'amore, ciò che si cerca non è l'altro, ma, attraverso l'altro, la realizzazione di sè.
E così anche io vorrei trovare una via insospettata che porti alla soluzione di questo dilemma...ma non conosco vie d'uscita, io conosco solo sogni, e legami, legami forti che mi tengono avvinta e mi rendono caracollante, a volte debole, a volte insospettabilmente forte...e probabilmente la bellezza di questi legami è proprio in questa loro natura ambigua e sempre un pò irrealizzata, qualcosa di straordinariamente in divenire, che rende un pò più dolce l'acredine della vita reale.
giovedì 30 agosto 2007
"Fai un lungo respiro e vivi, senza alcuna riserva, quello che pensi sia giusto e vero. Sempre, per tutta la vita"
Vanessa Redgrave
..Ho cercato di ricordare il viso rugoso, ma nello stesso tempo bellissimo e struggente di Vanessa Redgrave, e queste sue parole.. Mi sono svegliata inuna casa vuota e silenziosa con questo languore che dilania le ossa, la pelle, tutto...E ho capito che non c'e' altro posto al mondo dove io possa star bene se non la mia personale, bellissima Torre Languorina...Sono stati giorni in cui mi sono sentita pienamente vitale, in cui ho creduto che davvero tutto potesse essere possibile, e in cui ho vissuto tutto in quella maniera ossessivamente intensa cui tengo tanto. Perche' e' vero, noi non conosciamo la medieta' e non ci frega nulla che medieta' voglia dire saggezza...Noi siamo eccessivi, esagerati, smodati. Ed e' cosi che vogliamo vivere.
Vorrei parlarti di questo tempo immobile, di questa pioggia e questo vento caldo che segnano la fine dell'estate, della nostra estate...Invece me ne resto qui, inerme, gloriosamente invischiata in un torpore atarassico, in cui non ci sei, perchè lontano, dolorosamente distante...E questa maledetta distanza, tuttavia, si stempera in una dolcezza amara, la dolcezza di giorni piovosi, giorni segnati da un abissale sensazione di vuoto e di fine, e se solo chiudo gli occhi posso sentirti, una presenza, costante e bellissima, che si fonde nell'aria sospesa. Amo questo periodo, e sebbene a volta faccia così male, credo di non aver bisogno che di questo ora, di questa distanza che amplifica tutto, che mi fa arrivare dentro ad un'intensità che ubriaca, tutte le canzoni, le immagini infinite della città pulsante, la sensazione struggente del distacco che intacca l'anima e la lascia nuda.
Vanessa Redgrave
..Ho cercato di ricordare il viso rugoso, ma nello stesso tempo bellissimo e struggente di Vanessa Redgrave, e queste sue parole.. Mi sono svegliata inuna casa vuota e silenziosa con questo languore che dilania le ossa, la pelle, tutto...E ho capito che non c'e' altro posto al mondo dove io possa star bene se non la mia personale, bellissima Torre Languorina...Sono stati giorni in cui mi sono sentita pienamente vitale, in cui ho creduto che davvero tutto potesse essere possibile, e in cui ho vissuto tutto in quella maniera ossessivamente intensa cui tengo tanto. Perche' e' vero, noi non conosciamo la medieta' e non ci frega nulla che medieta' voglia dire saggezza...Noi siamo eccessivi, esagerati, smodati. Ed e' cosi che vogliamo vivere.
Vorrei parlarti di questo tempo immobile, di questa pioggia e questo vento caldo che segnano la fine dell'estate, della nostra estate...Invece me ne resto qui, inerme, gloriosamente invischiata in un torpore atarassico, in cui non ci sei, perchè lontano, dolorosamente distante...E questa maledetta distanza, tuttavia, si stempera in una dolcezza amara, la dolcezza di giorni piovosi, giorni segnati da un abissale sensazione di vuoto e di fine, e se solo chiudo gli occhi posso sentirti, una presenza, costante e bellissima, che si fonde nell'aria sospesa. Amo questo periodo, e sebbene a volta faccia così male, credo di non aver bisogno che di questo ora, di questa distanza che amplifica tutto, che mi fa arrivare dentro ad un'intensità che ubriaca, tutte le canzoni, le immagini infinite della città pulsante, la sensazione struggente del distacco che intacca l'anima e la lascia nuda.
mercoledì 29 agosto 2007
martedì 28 agosto 2007
Estate
Estate
sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
E il cuore mio vorrebbe cancellare
Odio l'estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furor
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà
Odio l'estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L'estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Odio l'estate Odio l'estate...
sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
E il cuore mio vorrebbe cancellare
Odio l'estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furor
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà
Odio l'estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L'estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Odio l'estate Odio l'estate...
lunedì 27 agosto 2007
L'aria è ancora così calda a Milano, mi fende l'anima come tutto il resto, come quest'orda inarrestabile di pensieri che dopo questa estate sembra non volermi dar pace..non ho la lucidità per scrivere oggi, e fa male, cazzo, fa male come una lama che scava la carne nuda..E poi le parole adatte non le trovo, non le trovo..vorrei poterle inventare, trovarle dentro di me, come trovo questa energia indefinita a cui un nome saprei darlo..E' stato tutto bello nella sua imperfezione, persino nelle sfuriate di quaranta minuti al telefono e nei conseguenti chiarimenti per cui mille e ancora mille grazie non sarebbero sufficienti..."Così funziona, per fissazione, nostalgia e fissazione...". Quella lettura illuminante di Vinicio, le canzoni ascoltate in notti interminabili, dita ubriache che scrivono la pelle per ricordarci che in fondo siamo solo ordinary people...Lasciamo tutto così, lasciami ancora credere che davvero siamo solo i personaggi di un libro che qualcuno sta scrivendo, un libro meraviglioso, un libro di pancia, che senti nelle viscere, nella carne viva, nella cane che sanguina...Voglio tenere tutto dentro, tutte quelle persone meravigliose che mi hanno circondato e che vorrei non lasciare mai..
" E dicono che sei ci sei anche tu
sembro meno nervosa
è che tu mi togli i nervi
e te ne vai
So solo che la curva del tuo collo
è il posto più perfetto che ci sia
per questa fronte
e se mi abbracci
è come entrare in casa
sapendo che non ci si può restare.."
" E dicono che sei ci sei anche tu
sembro meno nervosa
è che tu mi togli i nervi
e te ne vai
So solo che la curva del tuo collo
è il posto più perfetto che ci sia
per questa fronte
e se mi abbracci
è come entrare in casa
sapendo che non ci si può restare.."
venerdì 27 luglio 2007
Solo il mio adorato Truman avrebbe potuto scrivere un piccolo capolavoro come "Preghiere esaudite". E' davvero un peccato che non abbia potuto terminarlo. Ed è un peccato ancora maggiore che i suoi contemporanei non abbiano capito la grandezza del libro e abbiano visto nello stesso solo un volgare susseguirsi di volgari pettegolezzi. Invece è uno spaccato della società newyorkese di quelli anni, uno splendido ritratto dell'elite americana, impietoso e implacabile come solo il migliore Capote sa essere.
Ora sono alle prese con i racconti di Olivier Adam, ancora una volta istantanee perfette nel loro essere così scarne e struggenti, e con il tanto osannato Caos Calmo di Sandro Veronesi, appena iniziato e su cui per ora non esprimo giudizi.
Oggi è il mio ultimo giorno qui a Milano. Finalmente si torna a casa per le tanto agognate ferie estive. Ascoltavo Coming Home di John Legend ieri sera poco prima di uscire e pensavo a quanto stia caricando di aspettative queste vacanze, a quanta voglia io abbia di divertirmi sul serio, senza gli inutili altalenanti labirinti mentali che ero solita attraversare in passato. Sarà una grande estate, me lo sento. E sarà solo l'inizio. Voglio che cambi finalmente qualcosa, voglio dare una svolta, specie lavorativa, al mio rientro qui. Sebbene già sappia che molte cose sono destinate a cambiare. E non sempre in meglio. Alcune persone mi mancheranno terribilmente. E come sempre vorrei restare sospesa e fermare tutto. Ma non è possibile. "Non posso continuare. Continuerò", scrisse una volta Beckett.
Ora sono alle prese con i racconti di Olivier Adam, ancora una volta istantanee perfette nel loro essere così scarne e struggenti, e con il tanto osannato Caos Calmo di Sandro Veronesi, appena iniziato e su cui per ora non esprimo giudizi.
Oggi è il mio ultimo giorno qui a Milano. Finalmente si torna a casa per le tanto agognate ferie estive. Ascoltavo Coming Home di John Legend ieri sera poco prima di uscire e pensavo a quanto stia caricando di aspettative queste vacanze, a quanta voglia io abbia di divertirmi sul serio, senza gli inutili altalenanti labirinti mentali che ero solita attraversare in passato. Sarà una grande estate, me lo sento. E sarà solo l'inizio. Voglio che cambi finalmente qualcosa, voglio dare una svolta, specie lavorativa, al mio rientro qui. Sebbene già sappia che molte cose sono destinate a cambiare. E non sempre in meglio. Alcune persone mi mancheranno terribilmente. E come sempre vorrei restare sospesa e fermare tutto. Ma non è possibile. "Non posso continuare. Continuerò", scrisse una volta Beckett.
martedì 17 luglio 2007
Minimi storici
"Il sesso e' un veicolo diverso, che fa deragliare tempo e significati, un iperspazio biologico lontano dall'esistenza cosciente non meno dei sogni, non meno dell'acqua dall'aria"
McEwan , Sabato.
Ecco, argomento sesso: mai tematica fu piu' lontana dal mio orizzonte mentale che questa...Naturalmente mi riferisco solo all'ultimo periodo, vale a dire questo lasso di tempo in cui tutte le piu' appetibili tentazioni sembrano scomparse dalla mia visuale non solo fisica ma, azzardo, anche onirica. Il desiderio e' ai minimi storici, e non potrebbe fregarmene di meno. Il vero dramma e' proprio questo. E' passato un mese dacche' le mie "inafferabili" tentazioni si sono inevitabilmente allontanate. Un mese. In circostanze passate sarebbe stato un tempo infinitamente lungo. Ora sembra passare senza grandi contraccolpi. Qualcuno una volta mi disse: "Il tempo passa tranquillo o infuriato ma senza che l'immagine di te ne risenta". E' quello che provo io ora. Ma questa famosa, bellissima, sensuale immagine ha tratti sfumati e non riesco proprio a capire di chi possa assumere le fattezze. E' un'immagine liquida, scivola languidamente e si ferma li'. Un istante prima che possa assumere connotazioni riconoscibili e toccare picchi di desiderio vero. Aspetto che la mia brama proverbiale ritorni. O non mi riconoscero' piu'.
McEwan , Sabato.
Ecco, argomento sesso: mai tematica fu piu' lontana dal mio orizzonte mentale che questa...Naturalmente mi riferisco solo all'ultimo periodo, vale a dire questo lasso di tempo in cui tutte le piu' appetibili tentazioni sembrano scomparse dalla mia visuale non solo fisica ma, azzardo, anche onirica. Il desiderio e' ai minimi storici, e non potrebbe fregarmene di meno. Il vero dramma e' proprio questo. E' passato un mese dacche' le mie "inafferabili" tentazioni si sono inevitabilmente allontanate. Un mese. In circostanze passate sarebbe stato un tempo infinitamente lungo. Ora sembra passare senza grandi contraccolpi. Qualcuno una volta mi disse: "Il tempo passa tranquillo o infuriato ma senza che l'immagine di te ne risenta". E' quello che provo io ora. Ma questa famosa, bellissima, sensuale immagine ha tratti sfumati e non riesco proprio a capire di chi possa assumere le fattezze. E' un'immagine liquida, scivola languidamente e si ferma li'. Un istante prima che possa assumere connotazioni riconoscibili e toccare picchi di desiderio vero. Aspetto che la mia brama proverbiale ritorni. O non mi riconoscero' piu'.
“L’amore mio /è una scheggia impazzita /mentre mi penetra /il cuore e mi graffia la carne./L’amore mio /è labile fretta omicida /quando apre gli occhi /e mi sveglia,/quando il confine /tra dolore e pace /si perde /nella maestosità /dell’attimo che sfugge /e poi muore”.
“Scolpirò il tuo volto /nell’incavo delle dita /affinché nessuno possa vederlo;/ogni amore che avrò dovrà assomigliarti, /perché io possa continuare ad amare,/sempre”.
Alessandra Nicita, Sono stata molto delusa dai mirtilli, Besa Editrice
“Scolpirò il tuo volto /nell’incavo delle dita /affinché nessuno possa vederlo;/ogni amore che avrò dovrà assomigliarti, /perché io possa continuare ad amare,/sempre”.
Alessandra Nicita, Sono stata molto delusa dai mirtilli, Besa Editrice
giovedì 12 luglio 2007
L'arte di leggere - Aforismi sulla lettura
Nei libri ho incontrato l'universo: assimilato, classificato, etichettato, pensato, temibile anche; e ho confuso il disordine delle mie esperienze libresche con il corso casuale degli avvenimenti reali.
Jean-Paul Sartre, Le parole
L'arte di leggere - Aforismi sulla lettura
a cura di Paolo Mauri
Einaudi
Jean-Paul Sartre, Le parole
L'arte di leggere - Aforismi sulla lettura
a cura di Paolo Mauri
Einaudi
martedì 3 luglio 2007
Eloisa To Abelard (Alexander Pope)
How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd
(Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio)
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd
(Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio)
lunedì 2 luglio 2007
Serata tranquilla ma perfetta proprio in questa sua tranquillità..non c'è niente che scalfisca la perfezione di queste notti ultimamente...luci soffuse...buona buonissima musica..green eyes dei Coldplay, consigliata da Ste stasera, messa su a ripetizione, insieme a pezzi dei Marlene e di Joss Stone..mescolanza insolita, mi rendo conto...ma va bene così..A volte vorrei fermare tutto, fermare il tempo e il flusso di coscienza, le parole degli amici, i rumori di sottofondo delle notti d'estate, dovunque mi trovi, Lecce o Milano, poco importa, già importa poco, se riesco a sentire alcune persone così dolcemente vicine...e tutto scivola lieve...come una carezza...
"..e tu scopri che il mondo deve essere pieno di cose meravigliose e, per conoscerle tutte,
visto che una vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri."
( Umberto Eco - Baudolino)
"..e tu scopri che il mondo deve essere pieno di cose meravigliose e, per conoscerle tutte,
visto che una vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri."
( Umberto Eco - Baudolino)
sabato 30 giugno 2007
mercoledì 27 giugno 2007
L' Autostrada
A volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole vedere che in fondo si muove dormire distesa su un letto di viole"
mi disse e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre volare lontano sentirmi rapace, capace di dirti ti amo aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire pensando alle cose che avevo da offrire
Parole che mi si sono annidate dentro ieri sera dopo il concerto di Silvestri...bella, bellissima notte di giugno, in cui mi è sembrato che ogni canzone potesse essere per qualcuno...
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole vedere che in fondo si muove dormire distesa su un letto di viole"
mi disse e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre volare lontano sentirmi rapace, capace di dirti ti amo aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire pensando alle cose che avevo da offrire
Parole che mi si sono annidate dentro ieri sera dopo il concerto di Silvestri...bella, bellissima notte di giugno, in cui mi è sembrato che ogni canzone potesse essere per qualcuno...
lunedì 25 giugno 2007
Giornate che prevedevo tragiche in realta' scorrono mediamente serene, solo ogni tanto interrotte da guizzi di insofferenza. Piu' che altro provocati dalla pochezza di alcune persone. Ma tutto scivola di dosso. Silenziosamente quasi. Resto ancorata alle mie cose preziose, alle voci di quelle persone che adoro, lontane senza dubbio, ma solo fisicamente. E nulla piu' sembra far troppo male. Ritrovo me stessa in sinuosita' dolci che credevo perdute. E sorrido, cavolo, sorrido di brutto. E penso che questi giorni passeranno in fretta. E poi sara' di nuovo estate, sara' di nuovo il mio mare adorato, saranno di nuovo giorni indimenticabili con gli amici che amo. Intanto mi godo questo periodo di letture, studio, riflessioni in una Milano che lentamente si svuota e mi sembra ancora piu' mia.
"Non ho tempo da perdere,
mi interessa solo cio' che puo' finir bene"
Torquato Neto, poeta brasiliano (1944-72)
da Giap! Wu Ming
"Non ho tempo da perdere,
mi interessa solo cio' che puo' finir bene"
Torquato Neto, poeta brasiliano (1944-72)
da Giap! Wu Ming
giovedì 21 giugno 2007
Amore, Prozac e altre curiosita'
Ripreso in mano questo libro, dopo averlo letto mesi fa, in cerca di ispirazione per un progetto che mi sta prendendo un sacco..e ho trovato questo brano..
"Avrai molte passioni, aveva detto la mia mappa astrale. Un'egida di amori intensi e fugaci. Un rosario di nomi tenuti insieme dai baci. Alcuni di loro distaccati, altri teneri. Più alti o più bassi, castani o bruni, ce n'è di ogni tipo. Con un unico comune denominatore: un membro virile che gli freme inquieto in mezzo alle gambe... Potrai amarli ma non li avrai mai. Potranno amarti anche di più ma non ti avranno mai. Schivi e ridanciani, fugaci, detonanti, dietro di sé non hanno lasciato scia o impronta. Giusto il ricordo, incerto e nostalgico, delle ore felici, le sole che contano, quelle realmente vissute."
Lucia Etxebarria
"Avrai molte passioni, aveva detto la mia mappa astrale. Un'egida di amori intensi e fugaci. Un rosario di nomi tenuti insieme dai baci. Alcuni di loro distaccati, altri teneri. Più alti o più bassi, castani o bruni, ce n'è di ogni tipo. Con un unico comune denominatore: un membro virile che gli freme inquieto in mezzo alle gambe... Potrai amarli ma non li avrai mai. Potranno amarti anche di più ma non ti avranno mai. Schivi e ridanciani, fugaci, detonanti, dietro di sé non hanno lasciato scia o impronta. Giusto il ricordo, incerto e nostalgico, delle ore felici, le sole che contano, quelle realmente vissute."
Lucia Etxebarria
mercoledì 20 giugno 2007
"Il primo bacio glielo diedi sotto il portico di Su Ventu in un tardo pomeriggio di luglio che anche le ombre prendevano fuoco dalla calura. Fu più dolce che succhiare tutto in una volta il nettare di mille fiori di pervinca.."
Salvatore Niffoi, La vedova scalza
Scogliera di Olivier Adam mi ha folgorato, è uno di queli libri che si leggono e sembra che il tempo si dilati a dismisura per portarti lontano, in un luogo indefinito che appartiene solo a te e allo scrittore...pensavo non mi sarebbe più successo, pensavo che fosse solo una prerogativa dei miei diciassette anni, di quella totale mancanza di equilibrio che c'era allora, e che c'è ancora ma in una maniera totalmente diversa. Pensavo che quel periodo si fosse concluso per sempre con la morte di Daniele. Pensavo che certe intensità non si potesserro più toccare. E invece è bello scoprire, ancora una volta, che grazie ad un libro a volte si può tornare indietro. E che ora quel libro è in buone, buonissime mani.
Salvatore Niffoi, La vedova scalza
Scogliera di Olivier Adam mi ha folgorato, è uno di queli libri che si leggono e sembra che il tempo si dilati a dismisura per portarti lontano, in un luogo indefinito che appartiene solo a te e allo scrittore...pensavo non mi sarebbe più successo, pensavo che fosse solo una prerogativa dei miei diciassette anni, di quella totale mancanza di equilibrio che c'era allora, e che c'è ancora ma in una maniera totalmente diversa. Pensavo che quel periodo si fosse concluso per sempre con la morte di Daniele. Pensavo che certe intensità non si potesserro più toccare. E invece è bello scoprire, ancora una volta, che grazie ad un libro a volte si può tornare indietro. E che ora quel libro è in buone, buonissime mani.
Il cd è sulla scrivania. Sembra che lo abbia abbandonato malamente. Non è così, naturalmente. Ma per ora non riesco ad ascoltarlo. Sento che sarebbe infinitamente doloroso riascoltare quella che è stata la colonna sonora di giorni che mi sono impressi nella memoria in maniera indelebile. E ora che sono qui, che sono sola, ora che vorrei spaccare tutto o accelerare il tempo, se solo mi fosse possibile, sento questo dolore sordo. Sento che questo mio sentirmi in bilico fra luoghi, affetti, persone a volte finisce davvero per dilaniarmi. Vorrei tornare a giovedi sera quando tutto è iniziato. Vorrei ritrovare quelle stesse persone che mi sono state vicine in questi giorni, quelle persone che ho riscoperto e che hanno reso questi giorni infinitamente belli e densi e indimenticabili come pochi giorni nella vita possono essere. Paola, Stefania, Carmine, Miriam, Stefano, Francesco anche se da lontano, quelli che credevo di aver perso, quelli che sono tornati..vorrei restassero per sempre ora. Vorrei che questo tempo prezioso non mi scivolasse più dalle dita, vorrei che si fosse fermato a queste sere di inizio estate, e darmi quell'illusione dolce di un tempo che non conosce età e non conosce cambiamenti...
"Avere il mondo in tasca e non sentire niente, desiderare tutto e non amare niente.."
"Avere il mondo in tasca e non sentire niente, desiderare tutto e non amare niente.."
sabato 9 giugno 2007
mercoledì 6 giugno 2007
Mettiamola giu' sincera: e' piu' forte il terrore di non sentirlo anche solo un giorno che la voglia effettiva di chiamarlo. Meglio cosi'. Meglio starsene rintanate in camera mia in queste sere di giungo ad ascoltare la voce scivolosa di Erika Badu e a leggere ad un ritmo forsennato. Tanto il tempo inclemente non consente alternative. Cosi' ho finito per divorare Rio di Leonardo Colombati e il mio giudizio potrebbe essere riassunto nella simpatica espressione: "A Colomba' ma che te fumi?", come nella miglior tradizione romana cui lui sembra tenere tanto. Mi sono fidata perche' avevo letto che e' amico di Desiati, Piperno e Saviano, tre scrittori che apprezzo, specie l'ultimo. Ma con Colombati porprio non ci siamo. La scrittura innanzitutto: troppo compiaciuta, troppo ricercata, al limite del parossismo. Una scrittura che manca di naturalezza, che non sgorga da dentro. Si nota subito di come sia "studiata". Poi magari mi sbaglio ma e' questa l'impressione che ne ho ricavato. Per non parlare della trama: sto pariolino di Colombati racconta del figlio di un palazzinaro che assurge alle elite economico-finanziarie e a quelle letterarie di livello internazionale, conservando sempre, fino alla fine, un cinismo vomitevole. Ma dietro a tutto mi sembra ci sia solo un'aura di snobismo dell'autore che dichiara: "Avrei potuto essere io il narratore se solo avessi preso un paio di decisioni sbagliate". Mah!Forse avrebbe fatto meglio a dedicarsi alle conseguenze di tali decisioni che alla scrittura di questo libro inutile.
martedì 5 giugno 2007
Tu piu' di chiunque altro

"Questo dolore, questo senso di morte, è del tutto normale. ... La vita è così, un disastro, e io sono pazza a sperare in qualcosa di diverso."
Miranda July, Tu piu' di chiunque altro
...e' il prossimo libro che comprero' quello dell'eclettica regista del tenerissimo Me You and Everyone we know nonche' artista multimediale Miranda July. Mi aspetto grandi cose da lei e sicuramente non mi deludera'.
Miranda July, Tu piu' di chiunque altro
...e' il prossimo libro che comprero' quello dell'eclettica regista del tenerissimo Me You and Everyone we know nonche' artista multimediale Miranda July. Mi aspetto grandi cose da lei e sicuramente non mi deludera'.
domenica 3 giugno 2007
Sono sul baratro. Non sopporto più nell'ordine:il mio aspetto fisico verso cui sto sviluppando una preoccupante idiosincrasia; il mio lavoro di merda (chè poi sta storia di elemosinare il rinnovo del contratto in un posto schifoso sta inziando davvero a nausearmi, quindi andassero tutti a cagare e via di nuovo con l'invio di curricula), le mie coinquiline, mia madre e mia sorella (da prendere sempre in piccolissime dosi), e poi sta storia-non storia che mi sta lacerando il sistema nervoso, soprattutto per questa insana dipendenza psicologica che ho per l'idea di lui.
Mi sento soffocare. Mi sembra che nonci sia via d'uscita. Ritornano gli attacchi di panico, le paturnie. Ho voglia di piangere, spaccare tutto con una violenza inaudita, andar via lontano e ricominiciare una vita che sia diametralmente opposta a quella che conduco ora. Così, forse, troverò pace. O continuando semplicemente ad ascoltare la versione di Moon River cantata da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, sentendomi anch'io un pò folle e insofferente come Holly.
Mi sento soffocare. Mi sembra che nonci sia via d'uscita. Ritornano gli attacchi di panico, le paturnie. Ho voglia di piangere, spaccare tutto con una violenza inaudita, andar via lontano e ricominiciare una vita che sia diametralmente opposta a quella che conduco ora. Così, forse, troverò pace. O continuando semplicemente ad ascoltare la versione di Moon River cantata da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, sentendomi anch'io un pò folle e insofferente come Holly.
sabato 2 giugno 2007
E mi chiedo come mai nell'unico fine settimana in cui non ho lezione ci sia, guarda caso, una pioggerellina incessante, aria novembrina e una bruma lattiginosa che inficia l'aria. Va bene. Cerco di restare calma, di passare un sabato sera a casa guardando per l'ennesima volta Colazione da Tiffany e cercare di farmene una ragione. Fra è partito per il fine settimana, Giovanni e Fabrizio indecisi sul da farsi. Alla fine non li seguirò a ste festa della birra di cui parlavano. Non sento l'estate. E allora tanto vale restarsene qui e aspettare che arrivi davvero sta benedetta estate. Soprattutto dentro.
Io sarò un ribelle
“Anche da morto / io sarò un ribelle / uno strano tipo / giacché non c’è altro modo / oltre la morte / di curare i rimorsi i dispiaceri / la noia dei soprusi / le bruttezze le violenze / i capogiri della vita. / Mi sentirò bene anche da morto / e puro e semplice e ribelle”.
Salvatore Toma
Salvatore Toma
venerdì 1 giugno 2007
Preghiere esaudite
"Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte"
Truman Capote
Non c'è niente di più vero ora, me lo sto vivendo sulla pelle, e fa sanguinare. Terribilmente.
Truman Capote
Non c'è niente di più vero ora, me lo sto vivendo sulla pelle, e fa sanguinare. Terribilmente.
mercoledì 30 maggio 2007
Niente da ridere
Che in questa mia giornata non ci sia davvero niente da ridere e' fuor di dubbio...tutti sembrano possedere una ragione buona per avercela con me, dall'ex fidanzato "tunonceriquandoneavevobisogno" all'ultima fiamma "vorreiscusamimanonposso"...be' andatevene tutti a cagare un po', veleggiando dritti dritti verso altri orizzonti, tanto sapete cosa cazzo me ne fotte? Un bel niente me ne fotte, ecco, a maggior ragione perche' in questi giorni c'e' altro che mi allieta, vale a dire la pregevolissima lettura del libro che da' il titolo al mio post, libro di cui mi sono fottutamente invaghita, e di cui e' autore Livio Romano, osannato dal mio amico Checco, e a ragione. Livio ha una scrittura a dir poco straordinaria, a mio parere, una scrittura con delle trovate linguistiche fantastiche, e una capacita' di srotolare letteralmente una storia, tanto da lasciarti incollato alle sue pagine finche' non sarai arrivato alla fine. Ho iniziato a leggerlo ieri e ne ho divorato già più della metà. E mi sono innamorata del protagonista, Gregorio Parigino...tanto da desiderare di essere Wanda e smetterla di star dietro ai miei coetanei artistoidisimiltormentati, per fuggire con questo trentacinquenne, sposato e con prole, candidamente inconsapevole dell'aurea di fascino che gli alita intorno.
Ne riporto alcuni passi, che mi sono gia' diventati cari:
"Ormai c'e' nell'aria l'aroma dell'estate. La brezza calda che viene dal mare e' carica di resina silvestre e mirto e salvia.."
"L'ho osservata che nuotava liberata da quella faccia avvilita e insieme sfuggente, indolente. Era come se il mare, questo nostro mare gia' profondo in riva, regalasse a Rosina una chiarezza perduta per sempre, come se tutta quell'acqua intorno e tutto quel barbaglio del sole sul crinale, inghiottissero per un momento il caglio acidulo di dolore dall'esofago della ragazza"
"E se non ci si innamora, metti. Se ci si parla soltanto. Come si passa poi alla fase sesso? E se si stabilisce che ok, non ci si innamora, metti che si stabilisce cosi. Si fa venire a casa la donzella in questione? Diventa parte della tribu' in quanto Amica Della Quale Non Ci Si E' Innamorati Ma Con la Quale Si fa Sesso?"
Straordinario.
Mariu'
Ne riporto alcuni passi, che mi sono gia' diventati cari:
"Ormai c'e' nell'aria l'aroma dell'estate. La brezza calda che viene dal mare e' carica di resina silvestre e mirto e salvia.."
"L'ho osservata che nuotava liberata da quella faccia avvilita e insieme sfuggente, indolente. Era come se il mare, questo nostro mare gia' profondo in riva, regalasse a Rosina una chiarezza perduta per sempre, come se tutta quell'acqua intorno e tutto quel barbaglio del sole sul crinale, inghiottissero per un momento il caglio acidulo di dolore dall'esofago della ragazza"
"E se non ci si innamora, metti. Se ci si parla soltanto. Come si passa poi alla fase sesso? E se si stabilisce che ok, non ci si innamora, metti che si stabilisce cosi. Si fa venire a casa la donzella in questione? Diventa parte della tribu' in quanto Amica Della Quale Non Ci Si E' Innamorati Ma Con la Quale Si fa Sesso?"
Straordinario.
Mariu'
domenica 27 maggio 2007
Ancora Le notti bianche...
"Adesso noi ci incontriamo di nuovo dopo una così lunga separazione, perchè è da molto che vi ho conosciuta, perchè è da tanto tempo che cercavo qualcuno, e questo incontro è un segno che cercavo proprio voi e che ci era destinato di incontrarci ora. Adesso nella mia testa si sono aperti mille torrenti e io devo rovesciare fuori fiumi di parole, altrimenti soffoco..."
giovedì 24 maggio 2007
"...Fu creato forse allo scopo di rimanere vicino al tuo cuore, sia pure per un attimo?..."
(Ivan Turgenev)
Va cosi', continua ad andare cosi', la mia vita si snoda attraverso pagine di libri...i libri la raccontano e le restituiscono senso, e' da sempre cosi'...ho sempre vissuto cosi' poco la vita reale che non posso che credere che qualcuno stia scrivendo la mia storia o l'abbia gia' scritta...Anche perche' e' un periodo in cui non posso fare altrimenti, non posso fare altro che dipingerla per metafore letterarie staccandomi progressivamente dalla realta'...E' anche per questa ragione che ho deciso che d'ora in poi scrivero' su questo blog anche stralci di quel libro che ho nella testa da troppo tempo ormai...
(Ivan Turgenev)
Va cosi', continua ad andare cosi', la mia vita si snoda attraverso pagine di libri...i libri la raccontano e le restituiscono senso, e' da sempre cosi'...ho sempre vissuto cosi' poco la vita reale che non posso che credere che qualcuno stia scrivendo la mia storia o l'abbia gia' scritta...Anche perche' e' un periodo in cui non posso fare altrimenti, non posso fare altro che dipingerla per metafore letterarie staccandomi progressivamente dalla realta'...E' anche per questa ragione che ho deciso che d'ora in poi scrivero' su questo blog anche stralci di quel libro che ho nella testa da troppo tempo ormai...
Le notti bianche
"Vi ringrazio! Sì, vi ringrazio per questo amore, perché nella mia memoria si è impresso come un dolce sogno, che ricordo a lungo dopo il risveglio. Ricorderò per sempre il momento in cui, come un fratello, mi avete aperto il vostro cuore e avete accettato in dono il mio, mortificato, per proteggerlo, accarezzarlo, guarirlo... Se mi perdonerete, il vostro ricordo sarà reso sublime in me dall'eterno sentimento di gratitudine verso di voi, che non potrà mai essere cancellato dalla mia anima... Io custodirò questa memoria, le sarò fedele, non la tradirò, non tradirò il mio cuore: esso è troppo costante. Ieri è tornato così in fretta a colui al quale già apparteneva.
Ci rivedremo, voi verrete da noi, non ci abbandonerete, sarete per sempre il mio amico, il mio fratello... Quando ci vedremo, mi tenderete la mano... vero? Me la darete? Mi perdonerete, è vero?"
Dostoevskij, Le notti bianche (Dalle memorie di un sognatore)
Ci rivedremo, voi verrete da noi, non ci abbandonerete, sarete per sempre il mio amico, il mio fratello... Quando ci vedremo, mi tenderete la mano... vero? Me la darete? Mi perdonerete, è vero?"
Dostoevskij, Le notti bianche (Dalle memorie di un sognatore)
martedì 22 maggio 2007
Sono stati giorni in cui un bisogno assoluto si e' fuso nella carne, nello spirito, e non mi ha dato scampo. Non ho l'animo di porvi rimedio, sebbene una parte di me mi imponga di farlo. E al piu' presto. Perche' sta diventando necessario. Necessario per una serie di buone ragioni, di limiti da non valicare, di cui, nello stesso tempo, sembra non fottermi davvero. Incurante, come sono sempre, delle conseguenze di ogni mio gesto. Qualcosa dentro si dibatte ancora e in maniera impercettibile si arrende. Vorrei che questo cerchio potesse non chiudersi mai, vorrei che quelli attimi di perfezione assoluta potessero baluginare ancora nella mia mente per giorni e giorni, e anche piu' a lungo, destando la meraviglia di qualcosa che si e' visto all'improvviso, magicamente, in una luce nivea.
"..in quei momenti non chiedevo niente di più alla vita, le chiedevo soltanto di continuare a essere una serie infinita di pomeriggi radiosi"
M. Proust
"..in quei momenti non chiedevo niente di più alla vita, le chiedevo soltanto di continuare a essere una serie infinita di pomeriggi radiosi"
M. Proust
giovedì 17 maggio 2007
Forse il mio blog sta diventando un guazzabuglio di citazioni, ma per ora va cosi'...anche perche' spesso mi si disegnano addosso in maniera sorprendente..
"Il cervello puo' accettare consigli, non il cuore, e l'amore, che non ha geografia, non conosce confini"
Truman Capote - Altre voci, altre stanze
"Il cervello puo' accettare consigli, non il cuore, e l'amore, che non ha geografia, non conosce confini"
Truman Capote - Altre voci, altre stanze
mercoledì 16 maggio 2007
Le cose dell'amore
"Amore non è solo vicenda di corpi, ma traccia di una lacerazione, e quindi incessante ricerca di quella pienezza, di cui ogni amplesso è memoria, tentativo, sconfitta"
Le cose dell'amore, Umberto Galimberti
Le cose dell'amore, Umberto Galimberti
martedì 15 maggio 2007
Finito Cortesie per gli ospiti di McEwan. Inquietante come Il giardino di cemento. Un capolavoro come tutti i suoi libri. Iniziata la biografia di Truman, finalmente. Persino Marco, il libraio, mi sfotte per la mia impazienza. Ho aspettato una settimana che arrivasse e ora che e' qui davanti, per la stessa impazienza, vorrei non finirlo!
Sono instabile, inquieta, inchiodata a strane, inaspettate idee. Che restano in un limbo indefinito, perche' non sarei capace nemmeno di ammetterle con me stessa. Lo sto facendo e ho una paura che si annida sottilmente dentro. Ma e' una paura dolce, e mi piace sentirla. Fino a quando potro'. Fino a quando verra' tutto fuori, irrimediabilmente. O forse no.
Sono instabile, inquieta, inchiodata a strane, inaspettate idee. Che restano in un limbo indefinito, perche' non sarei capace nemmeno di ammetterle con me stessa. Lo sto facendo e ho una paura che si annida sottilmente dentro. Ma e' una paura dolce, e mi piace sentirla. Fino a quando potro'. Fino a quando verra' tutto fuori, irrimediabilmente. O forse no.
martedì 8 maggio 2007

Ho pensato ad un tempo vago e indefinito in cui tutto tornerà a essere come allora..come quando c'era Daniele, da adorare e idolatrare, come quando con Checco c'erano discussioni interminabili sui libri letti e quelli ancora da leggere, con quella foga e quella sorta di sottile perdizione letteraria, che solo allora era possibile...Ho pensato a questo, e a mille altre cose, tutto è diventato incredibilmente veloce nella mia testa, come il motorino nella notte milanese..e mi sono passati davanti i semafori rossi attraversati con noncuranza, le luci fredde e tristi di viale Abruzzi, la facciata tetra del Politecnico, i travestiti all'angolo della mia via, la periferia estrema che si perde laggiù nel buio, oltre il paesaggio squallido e sospeso della tangenziale. Tutto è entrato dentro così, con una potenza devastante. Il film visto, l'allegra boria di Elio Germano, la scena finale, con la distesa infinita del mare, e le sue grandi promesse, tutto, tutto si è mescolato al ricordo dolcissimo, che perdura nonostante tutto, nonostante il tempo che lacera, che squarta nel profondo, e sembra lasciarsi dietro il nulla.
lunedì 7 maggio 2007
27 Aprile
Pubblico questi versi del mio tesoro..Checco sono tra i più belli che tu abbia mai scritto...grazie di cuore, grazie perchè è così che vorrei ricordarlo sempre..
c'era questo pomeriggio immobile
e non c'eri da così tanto
che sembrava ieri
i'm not a stanger to this place
where real life and dream collide
c'era questo pomeriggio immobile
e non c'eri da così tanto
che sembrava ieri
i'm not a stanger to this place
where real life and dream collide
da www.illanzillotto.splinder.com
domenica 6 maggio 2007
A sangue freddo
Ho quasi finito di leggerlo...racconto e resoconto giornalistico si fondono alla perfezione...è come se Capote riuscisse a mantenere l'esatta distanza tra coinvolgimento emotivo e freddezza da cronista. Come il migliore degli antropologi. Credo sia davvero la sua opera migliore. Il suo momento di elezione. Come accade davvero poche volte nella vita di uno scrittore. Sono caduta in una spirale di curiosità morbosa quando Perry e Smith descrivono il momento dell'assassinio della famiglia Clutter. Non riuscivo a staccarmi dalle pagine. Ero imprigionata, quasi atterrita. Non avrei mai creduto di possedere questo sentimento morboso. Capote mi ha spiazzata.
Ho fatto giri interminabili su internet per saperne di piu'. Cosi ho scoperto che esiste una biografia di Capote in cui, oltre al resto, si racconta anche del rapporto che lo scrittore stabili' con i due condannati a morte: un rapporto psicologicamente perverso, quasi, soprattutto con Perry Smith. Come quest'ultimo, anche Capote aveva avuto una madre suicida, e mi e' parso di capire che lo scrittore si sentisse incredibilmente vicino all'assassino dei Clutter. Tanto da attivare su quella sinistra figura una sorta di transfert, che lo ha portato all'autodistruzione. A sangue freddo e' stata la sua opera piu' grande ma anche quella che ha segnato il declino di Capote uomo. Come si legge nell'intervista rilasciata a Grobel, se Truman avesse potuto scegliere, avrebbe preferito non scrivere: "Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l'autoflagellazione."
Ho fatto giri interminabili su internet per saperne di piu'. Cosi ho scoperto che esiste una biografia di Capote in cui, oltre al resto, si racconta anche del rapporto che lo scrittore stabili' con i due condannati a morte: un rapporto psicologicamente perverso, quasi, soprattutto con Perry Smith. Come quest'ultimo, anche Capote aveva avuto una madre suicida, e mi e' parso di capire che lo scrittore si sentisse incredibilmente vicino all'assassino dei Clutter. Tanto da attivare su quella sinistra figura una sorta di transfert, che lo ha portato all'autodistruzione. A sangue freddo e' stata la sua opera piu' grande ma anche quella che ha segnato il declino di Capote uomo. Come si legge nell'intervista rilasciata a Grobel, se Truman avesse potuto scegliere, avrebbe preferito non scrivere: "Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l'autoflagellazione."
mercoledì 2 maggio 2007
L'unica preghiera
"Tu non ricordi / ma in un tempo / così lontano che non sembra stato / ci siamo dondolati / su un’altalena sola // Che non finisse mai quel dondolio / fu l’unica preghiera in senso stretto / che in tutta la mia vita / io abbia levato al cielo”
Michele Mari
Cento poesie d'amore a LadyHawke
Einaudi
Michele Mari
Cento poesie d'amore a LadyHawke
Einaudi
Protection
Mi sembra di non poter più ritrovare la bellezza del momento in cui lui mi è apparso davanti tra la folla festante. Mi sembra di non riuscirci nemmeno a costo di scavare a fondo. Posso solo limitarmi a sentire dentro questa nostalgia, che ha in sè qualcosa di infinitamente dolce e lento, come un fotogramma che scivola impercettibile davanti agli occhi. Nostalgia che oggi sembra amplificata da un giorno di pioggia incessante, e da una distanza che dilania. Come fossimo alle battute finali di Protection dei Massive Attack. Come se quella voce mi stesse tagliando ancora dentro, nel medesimo istante in cui lui avvicina il suo viso al mio e mi definisce "piccola". E sento ancora oggi l'odore forte di terra bagnata, la voglia dentro che si dibatte e si stempera nella tenerezza di quell'istante. Nulla davvero può restituire la perfezione di quell'attimo. Allora resto semplicemente immobile, nell'interstizio prezioso di un tempo sospeso. E lui diventa ricerca, diventa perdita, diventa un anelito dolcissimo, sinuoso, che mi entra dentro, senza mediaziona alcuna.
This girl I know needs some shelter
She don't believe anyone can help her
She's doing so much harm, doing so much damage
But you don't want to get involved
You tell her she can manage
And you can't change the way she feels
But you could put your arms around her
I know you want to live yourself
But could you forgive yourself
If you left her just the wayYou found her
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a boy and i'm a girl
But you know you can lean on meAnd I don't have no fear
I'll take on any man here
Who says that's not the way it should be
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
She's a girl and you're a boy
Sometimes you look so small, look so small
You've got a baby of your own
When your baby's gone, she'll be the one
To catch you when you fall
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a girl and i'm a boy
Sometimes you look so small, need some shelter
Just runnin' round and round, helter skelter
And I've leaned on me for years
Now you can lean on me
And that's more than love, that's the way it should be
Now I can't change the way you feel
But I can put my arms around you
That's just part of the deal
That's the way I feel
I'll put my arms around you
I stand in front of youI'll take the force of the blow
ProtectionI stand in front of youI'll take the force of the blow
Protection
You're a boy and i'm a girl
This girl I know needs some shelter
She don't believe anyone can help her
She's doing so much harm, doing so much damage
But you don't want to get involved
You tell her she can manage
And you can't change the way she feels
But you could put your arms around her
I know you want to live yourself
But could you forgive yourself
If you left her just the wayYou found her
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a boy and i'm a girl
But you know you can lean on meAnd I don't have no fear
I'll take on any man here
Who says that's not the way it should be
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
She's a girl and you're a boy
Sometimes you look so small, look so small
You've got a baby of your own
When your baby's gone, she'll be the one
To catch you when you fall
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
I stand in front of you
I'll take the force of the blow
Protection
You're a girl and i'm a boy
Sometimes you look so small, need some shelter
Just runnin' round and round, helter skelter
And I've leaned on me for years
Now you can lean on me
And that's more than love, that's the way it should be
Now I can't change the way you feel
But I can put my arms around you
That's just part of the deal
That's the way I feel
I'll put my arms around you
I stand in front of youI'll take the force of the blow
ProtectionI stand in front of youI'll take the force of the blow
Protection
You're a boy and i'm a girl
martedì 24 aprile 2007
Il nuovo libro di McEwan
Di seguito il link all'articolo del Corriere della Sera sull'ultimo libro del grande McEwan, accolto ancora una volta come un capolavoro. Il titolo e' On Chesil beach..attendo con ansia la traduzione italiana...
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/04_Aprile/24/mcewan_on_chesil_beach.shtml
Ne riporto un passo, breve ma scritto magistralmente..come in Espiazione, McEwan e' in grado di trasportarti dove lui desidera..e' uno dei pochi in grado di indurmi ad una lettura "totalizzante", come quando oscillavo tra i 17 e i 18 anni...pochi scrittori ancora ci riescono..
«Invece era rimasto in un freddo e orgoglioso silenzio nel crepuscolo estivo, guardandola camminare in fretta lungo la riva, il suono del procedere difficoltoso perso sull’infrangersi delle piccole onde, fino a che lei non fu un punto sfuocato che si allontanava nell’immensa strada di ciottoli luccicanti nella pallida luce »
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/04_Aprile/24/mcewan_on_chesil_beach.shtml
Ne riporto un passo, breve ma scritto magistralmente..come in Espiazione, McEwan e' in grado di trasportarti dove lui desidera..e' uno dei pochi in grado di indurmi ad una lettura "totalizzante", come quando oscillavo tra i 17 e i 18 anni...pochi scrittori ancora ci riescono..
«Invece era rimasto in un freddo e orgoglioso silenzio nel crepuscolo estivo, guardandola camminare in fretta lungo la riva, il suono del procedere difficoltoso perso sull’infrangersi delle piccole onde, fino a che lei non fu un punto sfuocato che si allontanava nell’immensa strada di ciottoli luccicanti nella pallida luce »
sabato 21 aprile 2007
Pubblico un passo da "La ragazza dello Sputnik" di Haruki Murakami. E' quello che descrive il legame stabilitosi tra Sumire e Myu, le due protagoniste. Un sentimento tra due donne, anche se la delicata penna di Murakami riesce a descrivere sempre qualcosa di universale.
“E in quel momento capii. Eravamo state meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita. In lontananza potremmo anche essere belle a vedersi, come stelle cadenti. Ma in realtà non siamo che prigioniere, ognuna confinata nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun’altra parte. Quando le orbite dei nostri satelliti per caso si incrociano, le nostre facce si incontrano. E forse, chissà, anche le nostre anime vengono a contatto. Ma questo non dura che un attimo. Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assoluta solitudine. Fino al punto in cui bruceremo e saremo completamente azzerate.”
La ragazza dello Sputnik, Haruki Murakami
“E in quel momento capii. Eravamo state meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita. In lontananza potremmo anche essere belle a vedersi, come stelle cadenti. Ma in realtà non siamo che prigioniere, ognuna confinata nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun’altra parte. Quando le orbite dei nostri satelliti per caso si incrociano, le nostre facce si incontrano. E forse, chissà, anche le nostre anime vengono a contatto. Ma questo non dura che un attimo. Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assoluta solitudine. Fino al punto in cui bruceremo e saremo completamente azzerate.”
La ragazza dello Sputnik, Haruki Murakami
"La cosa importante è essere capaci in qualsiasi momento di sacrificare quello che siamo per quello che potremmo diventare" (Charles Dubois)
Ci sono stati giorni che sono sembrati infiniti, giorni in cui ero persa in orbita neanche fossi sul serio la ragazza dello Sputnik, come nel libro di Murakami che ho appena finito di leggere. Giorni a Lecce che avrei preferito non vivere. Poi tornata qui qualcosa all'improvviso è cambiato. Quello che è più stupefacente è che questo qualcosa è cambiato dentro. E senza nessuna ragione manifesta, come solo raramente accade, per lo meno in questa folle carambola che è la mia vita. Mi sembra di passare indenne attraverso tutto, ogni nebbia si è diradata, trasformata in una sostanza ancora più inconsistente, lattiginosa. Riesco ad apprezzare persino Milano e il caos in cui è immersa in questi giorni di aprile. Mi hanno resa dimentica. Lui è lontano anni luce, chiuso in una specie di campana di vetro che lo ha reso sconosciuto ai miei occhi. E' così che mi è apparso in quelle notti salentine su cui tanto avevo ricamato. Mi ha destabilizzato nel profondo, stupita, annientata. Fino a quasi a lacerarmi dentro. Ora non c'è più, a parte nei rari momenti in cui è l'alcol a suggerirmi di comporre quel numero maledetto. Solo per sentire, ancora una volta, quelli squilli vuoti, che sembrano ripetersi all'infinito. Al mattino non ricordo quasi più niente. Come fossi passata attraverso un territorio inesplorato che resta così, incontaminato. Un territorio aspro, in cui non metterò più piede.
Ci sono stati giorni che sono sembrati infiniti, giorni in cui ero persa in orbita neanche fossi sul serio la ragazza dello Sputnik, come nel libro di Murakami che ho appena finito di leggere. Giorni a Lecce che avrei preferito non vivere. Poi tornata qui qualcosa all'improvviso è cambiato. Quello che è più stupefacente è che questo qualcosa è cambiato dentro. E senza nessuna ragione manifesta, come solo raramente accade, per lo meno in questa folle carambola che è la mia vita. Mi sembra di passare indenne attraverso tutto, ogni nebbia si è diradata, trasformata in una sostanza ancora più inconsistente, lattiginosa. Riesco ad apprezzare persino Milano e il caos in cui è immersa in questi giorni di aprile. Mi hanno resa dimentica. Lui è lontano anni luce, chiuso in una specie di campana di vetro che lo ha reso sconosciuto ai miei occhi. E' così che mi è apparso in quelle notti salentine su cui tanto avevo ricamato. Mi ha destabilizzato nel profondo, stupita, annientata. Fino a quasi a lacerarmi dentro. Ora non c'è più, a parte nei rari momenti in cui è l'alcol a suggerirmi di comporre quel numero maledetto. Solo per sentire, ancora una volta, quelli squilli vuoti, che sembrano ripetersi all'infinito. Al mattino non ricordo quasi più niente. Come fossi passata attraverso un territorio inesplorato che resta così, incontaminato. Un territorio aspro, in cui non metterò più piede.
domenica 1 aprile 2007
Basta con il mio buonismo, basta con lo sperare inutilmente, cercando di coltivare solo il meglio di me..voglio avere di nuovo il potere di incazzarmi, di odiare chi mi fa del male, di vomitargli in faccia il mio dolore e la mia rabbia..voglio tornare alla mia vita, non voglio più quest'equilibrio...non è mio, non mi contraddistingue...voglio sentirmi di nuovo libera di piangere, disperarmi, odiare, vivere tutto all'eccesso, finchè le lacrime mi sconquasserano ancora il petto..la mia salvezza non è in quel coltivare la mia parte illuminata, non ci credo più..io sono più forte, profonda e complessa e la mia vita è tutto questo e molto di più..Non voglio vivere una vita di quieta disperazione..voglio esagerare anche nella sofferenza..voglio l'eccesso. In questo è la mia felicità.
giovedì 29 marzo 2007
mercoledì 28 marzo 2007
L'amore e' un dio

La mia storia finisce e io paradossalmente leggo un sacco sull'amore, nelle sue mille accezioni. Ho comprato un libro di Eva Cantarella, "L' amore e' un dio" di cui pubblico la scheda della casa editrice Feltrinelli.
In breve
Gli Atridi, Saffo, Ulisse e Penelope, Achille, Elena, Antigone. Agamennone. Tutti i personaggi della storia, della letteratura e della mitologia greca tornano a parlarci di noi. Un libro che rinfresca spiritosamente la memoria a chi ha frequentato il mondo classico e la suscita in chi lo conosce poco.
Il libro
L’origine di questo libro è una trasmissione radiofonica, “Sex and the polis”, dove Eva Cantarella si è divertita a fare quello che forse aveva sempre desiderato: raccontare attualizzando storie di uomini e di donne che continuano a somigliarci."L'amore. Cominciamo da qui, parliamo d'amore. Ma per farlo dobbiamo ricordare che anche i sentimenti hanno una storia. Tutto cambia nel tempo, persino questo sentimento che una retorica tanto facile quanto ingannevole ci spinge a considerare immutabile. Dimentichiamo allora la concezione romantica e cerchiamo di capire che cos'era l'amore per i greci, cerchiamo, addentrandoci in un mondo lontano, di cogliere i diversi volti di quell'amore.Innanzitutto, per i greci l'amore era un dio di nome Eros. Un dio armato, che con il proprio arco scoccava frecce spesso mortali. Chi ne veniva colpito non aveva scampo: si innamorava. Ma Eros non era solo sentimento, era anche desiderio sessuale..."Eva Cantarella
Quarta di copertina:
"Tutto e' cominciato allora.
Quando per riconquistare una donna
si muovevano mille navi.
Quando la passione confondeva il cielo
e la terra, i vegetali e gli animali,
gli uomini e le bestie.
Quando l'amore era un dio"
Ho sempre amato la mitologia greca, e insieme quella lingua straordinaria, cosi' pittorica e dotata di mille sfumature...solo per designare l'amore esistono svariate parole, l'amore e' eros, il desiderio sessuale, l'amore e' agape (come nel Cantico dei Cantici, in cui la donna canta "IO sono del mio amato, il mio amato e' mio").
Sono letture che servono a farmi stare meglio, non a distogliermi dal pensiero di lui, ma a interiorizzarlo, a metabolizzarlo dentro di me come qualcosa di infinitamente prezioso che in qualche sua oscura, profonda componente non finira' mai. Non so se lui senta quanto sento io ora. So solo che la sua telefonata di ieri, il risentire la sua voce, parlare del piu' e del meno come se nulla fosse, mi ha fatto bene e male nello stesso tempo. Ma va bene cosi'. Dentro di me ancora qualcosa si muove e si trasforma, impercettibilmente.
lunedì 26 marzo 2007
Ieri sono stata a teatro a vedere un monologo con Mastandrea..e' stato bellissimo, lui e' un grande, e' di una duttilita' che lascia basiti..riesce a passare da un registro all'altro con una disinvoltura estrema...mi ha fatto bene, ha davvero assolto una funzione catartica, in una piovosa domenica pomeriggio seguita ad un sabato devastante...cena a casa con Francesco, Stani e compagnia bella..e di seguito a ballare all'Alcatraz, con l'alcool e le luci che non hanno fatto altro che amplificare l'angoscia che mi portavo dentro..fino a che non sono scoppiata in un pianto cosi' forte da farmi spolmonare...mentre nella testa mi nuotavano le note di una canzone bellissima di Lauryn Hill, I gotta find a piece of mind. Penso molto a lui, ma sto bene. Negli ultimi tempi non ero piu' felice. Si era rotto qualcosa tra noi, si era arrivati tristemente ad un punto di non ritorno. Non credo di avere nulla da rimproverarmi. E' stata la sua mancanza di entusiasmo a rovinare tutto, quella sua atarassia che non gli consente di dare un svolta. Non lo giudico, gli voglio un mondo di bene, come potrei farlo? Ma non ce la facevo a vederlo cosi'. Sono una persona piena di energie e voglio continuare ad esserlo. Ieri c'e' stato un bellissimo meeting. C'era anche Michele, l'amico della Mile. Qualcosa dentro di me e' cambiato. Non che non ci siano piu' momenti neri. Ma ora riesco a gestirli meglio, ad affrontarli con un altra disposizione d'animo. La prossima tappa sara' imparare ad amarmi di piu'. Anche quando tutto fuori sembra uno schifo, anche quando gli amici fanno cose inspiegabili. Mettere me stessa al centro di tutto nonostante tutto.
giovedì 22 marzo 2007
Ogni volta che entrero' in questo blog mi ricordero' di lui..ma ora e' tempo di fare reset..di mettere tutto nel cassetto dei bei ricordi e andare avanti, anche questa volta come quelle passate..di rialzare la testa e non serbare rancore...di restarmene un po' da sola e pensare a quanto questa storia mi facesse stare male negli ultimi tempi..Ieri sera non volevo accettare quanto il Gohonzon cercava di mettermi sotto gli occhi, ho passato una terribile notte insonne, notti che credevo non avrei piu' vissuto..ma oggi so che e' cosi' che deve andare.."Soffri per quel che c'e' da soffrire e gioisci per quello che c'e' da gioire e considera entrambe, gioia e sofferenza, come fatti della vita...". Spero solo che tu starai bene, e che sarai felice. Ti voglio un mondo di bene.
mercoledì 21 marzo 2007

"Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano. (…)
Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore. (…)"
Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore. (…)"
Daria Bignardi, dalla Prefazione di "Le donne che leggono sono pericolose" ed Rizzoli
martedì 20 marzo 2007
Sono entrata in libreria e in un eccesso di nostalgia per i tempi del liceo ho comprato un libro di Banana Yoshimoto. Poi sono uscita e, nell'insolito gelido di una primavera interrotta, mi sono mischiata alla fiumana degli studenti della Statale. Ho pensato a lungo a quanto accaduto negli ultimi giorni, alla rivoluzione che mi ha investito dentro in un venerdì insolitamente caldo, mentre, seduta all'entrata della mega Feltrinelli di Piazza Piemonte, parlavo al telefono con lui e sbirciavo dentro che arrivasse Daniele Silvestri. E' seguito un sabato surreale, un sabato di nomadismi in motorino, cene allegre e sguardi contraddittori, c'è stato quel ballare e quel bere smodato al Leonka. C'è stato lui che chiamava tardi, ma senza fare male. Ho sentito investirmi una forza che sembra sorreggermi ancora adesso, adesso che tutto è diventato così difficile. In tv si susseguono le notizie della liberazione di Mastrogiacomo, la tiritera stancante su Vallettopoli e io penso a quanto è accaduto. E sento che ora sono forte e che potrò restargli accanto e dargli il mio sostegno incondizionato. Succedono cose dalle quali mi sento tagliata fuori. Ma per il semplice fatto che gli voglio bene resto qui e aspetto paziente. E prego che tutti tornino sereni
lunedì 12 marzo 2007
L'aria odorava di fuoco appena spento,
fuoco di carta o di paglia, forse di legno,
fuoco però domestico
anche se si spargeva in tutta la città
nel vecchio centro.
Non essere felici dentro quell'aria
pareva un sacrilegio.
Il solito rumore
si acquietava, la strada
che mi portava a casa era nel giusto,
deserta per un po' e poi animata.
Non era caldo, ma non era freddo.
Sembrava primavera. Anzi lo era.
Patrizia Cavalli, Pigra divinità e pigra sorte
Quando ho letto questa poesia mi sono sentita magicamente a casa, ho sentito quell'odore di ulivi bruciati in pomeriggi caldi e silenziosi come solo i pomeriggi del mio amato Salento sanno essere. E avrei voluto piangere e ridere insieme. E sentire ancora quelle sensazioni così nette che solo a casa mia riesco a sentire. A casa mia e tra le sue braccia. Che a volte mi pare non mi appartengano più.
Oggi ho letto una recensione a "Gli amori difficili" di Calvino. Parlava dell'incomunicabilità nel rapporto amoroso, un aspetto che "costituisce non solo una ragione di disperazione ma pure un elemento fondamentale - se non l'anima stessa - del sentimento amoroso". Parole sante....fin troppo.
fuoco di carta o di paglia, forse di legno,
fuoco però domestico
anche se si spargeva in tutta la città
nel vecchio centro.
Non essere felici dentro quell'aria
pareva un sacrilegio.
Il solito rumore
si acquietava, la strada
che mi portava a casa era nel giusto,
deserta per un po' e poi animata.
Non era caldo, ma non era freddo.
Sembrava primavera. Anzi lo era.
Patrizia Cavalli, Pigra divinità e pigra sorte
Quando ho letto questa poesia mi sono sentita magicamente a casa, ho sentito quell'odore di ulivi bruciati in pomeriggi caldi e silenziosi come solo i pomeriggi del mio amato Salento sanno essere. E avrei voluto piangere e ridere insieme. E sentire ancora quelle sensazioni così nette che solo a casa mia riesco a sentire. A casa mia e tra le sue braccia. Che a volte mi pare non mi appartengano più.
Oggi ho letto una recensione a "Gli amori difficili" di Calvino. Parlava dell'incomunicabilità nel rapporto amoroso, un aspetto che "costituisce non solo una ragione di disperazione ma pure un elemento fondamentale - se non l'anima stessa - del sentimento amoroso". Parole sante....fin troppo.
martedì 6 marzo 2007
Ti ho appena visto amore mio, anche se attraverso il freddo schermo di un pc...mi hai riportato sulla terra..fino a pochi istanti fa ero in orbita..sola...in uno spazio sterminato e silenzioso dell'universo..un pò come la ragazza dello Sputnik..ma quando arrivi tu amore mio arriva riesco a tornare indietro..grazie.
Sono esausta..chissà se riuscirò a mantenere questi ritmi deliranti fino a giugno..tra lavoro, master, le tesine da fare a casa, le attività con la Soka Gakkai la sera sono uno straccio...echa polvo...completamente...i miei ritmi di vita sono praticamente quasi del tutto incompatibili con quelli del mio amore e, cavolo, quanto mi dispiace..spero arrivi presto Pasqua per stare un pò con lui in un completo, quanto mai agognato, relax salentino..
Finita la tortura di Good Life (è stata una sofferenza arrivare fino all'ultima pagina, è come se McInerney avesse prosciugato del tutto la verve dei tempi di Le mille luci di New York, non so se la fase riflessiva post 11 Settembre abbia giovato alla sua scrittura, anzi francamente direi di no), ho iniziato Incontro d'estate di Truman Capote, che mi sembra abbia la giusta ambientazione per il mio umore del momento, quella malinconia sottile che riporta verso estati lontane, gioie lontane...è come se con quella cappa di soffocante calura descritta nel romanzo volessi soffocare, reprimere certi cattivi pensieri che mi vengono...momenti in cui mi sento indescrivibilmente sola, come ora, in questo preciso istante, sento che tutto è infinitamente lontano e non potessi raggiungerlo..sarà stato il maledetto tempo di oggi..pensavamo che ormai la primavera fosse cosa fatta e invece è ritornato il grigio e la minaccia di pioggia imminente...e anche se recito a volte mi sembra di dover necessariamente sentire o leggere le parole della Mile o della Barbara o di Pippi stesso per poter ancora credere che è proprio tutto vero..
Finita la tortura di Good Life (è stata una sofferenza arrivare fino all'ultima pagina, è come se McInerney avesse prosciugato del tutto la verve dei tempi di Le mille luci di New York, non so se la fase riflessiva post 11 Settembre abbia giovato alla sua scrittura, anzi francamente direi di no), ho iniziato Incontro d'estate di Truman Capote, che mi sembra abbia la giusta ambientazione per il mio umore del momento, quella malinconia sottile che riporta verso estati lontane, gioie lontane...è come se con quella cappa di soffocante calura descritta nel romanzo volessi soffocare, reprimere certi cattivi pensieri che mi vengono...momenti in cui mi sento indescrivibilmente sola, come ora, in questo preciso istante, sento che tutto è infinitamente lontano e non potessi raggiungerlo..sarà stato il maledetto tempo di oggi..pensavamo che ormai la primavera fosse cosa fatta e invece è ritornato il grigio e la minaccia di pioggia imminente...e anche se recito a volte mi sembra di dover necessariamente sentire o leggere le parole della Mile o della Barbara o di Pippi stesso per poter ancora credere che è proprio tutto vero..
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