
La mia storia finisce e io paradossalmente leggo un sacco sull'amore, nelle sue mille accezioni. Ho comprato un libro di Eva Cantarella, "L' amore e' un dio" di cui pubblico la scheda della casa editrice Feltrinelli.
In breve
Gli Atridi, Saffo, Ulisse e Penelope, Achille, Elena, Antigone. Agamennone. Tutti i personaggi della storia, della letteratura e della mitologia greca tornano a parlarci di noi. Un libro che rinfresca spiritosamente la memoria a chi ha frequentato il mondo classico e la suscita in chi lo conosce poco.
Il libro
L’origine di questo libro è una trasmissione radiofonica, “Sex and the polis”, dove Eva Cantarella si è divertita a fare quello che forse aveva sempre desiderato: raccontare attualizzando storie di uomini e di donne che continuano a somigliarci."L'amore. Cominciamo da qui, parliamo d'amore. Ma per farlo dobbiamo ricordare che anche i sentimenti hanno una storia. Tutto cambia nel tempo, persino questo sentimento che una retorica tanto facile quanto ingannevole ci spinge a considerare immutabile. Dimentichiamo allora la concezione romantica e cerchiamo di capire che cos'era l'amore per i greci, cerchiamo, addentrandoci in un mondo lontano, di cogliere i diversi volti di quell'amore.Innanzitutto, per i greci l'amore era un dio di nome Eros. Un dio armato, che con il proprio arco scoccava frecce spesso mortali. Chi ne veniva colpito non aveva scampo: si innamorava. Ma Eros non era solo sentimento, era anche desiderio sessuale..."Eva Cantarella
Quarta di copertina:
"Tutto e' cominciato allora.
Quando per riconquistare una donna
si muovevano mille navi.
Quando la passione confondeva il cielo
e la terra, i vegetali e gli animali,
gli uomini e le bestie.
Quando l'amore era un dio"
Ho sempre amato la mitologia greca, e insieme quella lingua straordinaria, cosi' pittorica e dotata di mille sfumature...solo per designare l'amore esistono svariate parole, l'amore e' eros, il desiderio sessuale, l'amore e' agape (come nel Cantico dei Cantici, in cui la donna canta "IO sono del mio amato, il mio amato e' mio").
Sono letture che servono a farmi stare meglio, non a distogliermi dal pensiero di lui, ma a interiorizzarlo, a metabolizzarlo dentro di me come qualcosa di infinitamente prezioso che in qualche sua oscura, profonda componente non finira' mai. Non so se lui senta quanto sento io ora. So solo che la sua telefonata di ieri, il risentire la sua voce, parlare del piu' e del meno come se nulla fosse, mi ha fatto bene e male nello stesso tempo. Ma va bene cosi'. Dentro di me ancora qualcosa si muove e si trasforma, impercettibilmente.
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