martedì 20 marzo 2007
Sono entrata in libreria e in un eccesso di nostalgia per i tempi del liceo ho comprato un libro di Banana Yoshimoto. Poi sono uscita e, nell'insolito gelido di una primavera interrotta, mi sono mischiata alla fiumana degli studenti della Statale. Ho pensato a lungo a quanto accaduto negli ultimi giorni, alla rivoluzione che mi ha investito dentro in un venerdì insolitamente caldo, mentre, seduta all'entrata della mega Feltrinelli di Piazza Piemonte, parlavo al telefono con lui e sbirciavo dentro che arrivasse Daniele Silvestri. E' seguito un sabato surreale, un sabato di nomadismi in motorino, cene allegre e sguardi contraddittori, c'è stato quel ballare e quel bere smodato al Leonka. C'è stato lui che chiamava tardi, ma senza fare male. Ho sentito investirmi una forza che sembra sorreggermi ancora adesso, adesso che tutto è diventato così difficile. In tv si susseguono le notizie della liberazione di Mastrogiacomo, la tiritera stancante su Vallettopoli e io penso a quanto è accaduto. E sento che ora sono forte e che potrò restargli accanto e dargli il mio sostegno incondizionato. Succedono cose dalle quali mi sento tagliata fuori. Ma per il semplice fatto che gli voglio bene resto qui e aspetto paziente. E prego che tutti tornino sereni
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