martedì 8 maggio 2007


Ho pensato ad un tempo vago e indefinito in cui tutto tornerà a essere come allora..come quando c'era Daniele, da adorare e idolatrare, come quando con Checco c'erano discussioni interminabili sui libri letti e quelli ancora da leggere, con quella foga e quella sorta di sottile perdizione letteraria, che solo allora era possibile...Ho pensato a questo, e a mille altre cose, tutto è diventato incredibilmente veloce nella mia testa, come il motorino nella notte milanese..e mi sono passati davanti i semafori rossi attraversati con noncuranza, le luci fredde e tristi di viale Abruzzi, la facciata tetra del Politecnico, i travestiti all'angolo della mia via, la periferia estrema che si perde laggiù nel buio, oltre il paesaggio squallido e sospeso della tangenziale. Tutto è entrato dentro così, con una potenza devastante. Il film visto, l'allegra boria di Elio Germano, la scena finale, con la distesa infinita del mare, e le sue grandi promesse, tutto, tutto si è mescolato al ricordo dolcissimo, che perdura nonostante tutto, nonostante il tempo che lacera, che squarta nel profondo, e sembra lasciarsi dietro il nulla.

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