venerdì 27 luglio 2007

Solo il mio adorato Truman avrebbe potuto scrivere un piccolo capolavoro come "Preghiere esaudite". E' davvero un peccato che non abbia potuto terminarlo. Ed è un peccato ancora maggiore che i suoi contemporanei non abbiano capito la grandezza del libro e abbiano visto nello stesso solo un volgare susseguirsi di volgari pettegolezzi. Invece è uno spaccato della società newyorkese di quelli anni, uno splendido ritratto dell'elite americana, impietoso e implacabile come solo il migliore Capote sa essere.
Ora sono alle prese con i racconti di Olivier Adam, ancora una volta istantanee perfette nel loro essere così scarne e struggenti, e con il tanto osannato Caos Calmo di Sandro Veronesi, appena iniziato e su cui per ora non esprimo giudizi.

Oggi è il mio ultimo giorno qui a Milano. Finalmente si torna a casa per le tanto agognate ferie estive. Ascoltavo Coming Home di John Legend ieri sera poco prima di uscire e pensavo a quanto stia caricando di aspettative queste vacanze, a quanta voglia io abbia di divertirmi sul serio, senza gli inutili altalenanti labirinti mentali che ero solita attraversare in passato. Sarà una grande estate, me lo sento. E sarà solo l'inizio. Voglio che cambi finalmente qualcosa, voglio dare una svolta, specie lavorativa, al mio rientro qui. Sebbene già sappia che molte cose sono destinate a cambiare. E non sempre in meglio. Alcune persone mi mancheranno terribilmente. E come sempre vorrei restare sospesa e fermare tutto. Ma non è possibile. "Non posso continuare. Continuerò", scrisse una volta Beckett.

Nessun commento: