sabato 22 settembre 2007

Ieri sera sono rimasta a casa e con Vi abbiamo visto "La sconosciuta", un film che mi ha emozionato tantissimo sia per la storia molto forte, dura, sia per l'atmosfera di mistero, sospensione, accentuata dall'ambientazione mitteleuropea in una Trieste grigia, cui fanno da contraltare dei flash back della protagonista in una Sicilia calda e soleggiata. Mi ha commosso profondamente e Tornatore si conferma uno dei miei registi preferiti, insieme a Marco Tullio Giordana e il Sorrentino de "Le conseguenze dell'amore". Di tutte ste manfrine sul cinema italiano in crisi a me non può fregar di meno.

Sul fronte letture ho iniziato finalmente "Uomini e cani" di Omar Di Monopoli, ambientato in un paese immaginario del Salento, genialmente chiamato Torre Languorina. E' un libro prezioso, non solo in sè, ma per tutto quello che rappresenta e che mi ricorda. Poi questa mattina in una bancarella del mercato ho scovato un altro libro delle edizioni Isbn (che trovo bellissime): si chiama mASIAfucker di Il'ja Stogoff, l'autore del durissimo "Boys don't cry" (peraltro film bellissimo). Mi ha colpito l'incipit e naturalmente non ho potuto fare a meno di comprarlo:

"Una strada ha senso solo se è la strada che porta a casa.
Tutto al mondo ha senso solo se ti aiuta a trovarti là dove ti devi trovare.
La strada che porta a casa è tortuosa. Percorrere i rettilinei è sempre più facile. Ma che fare, se la strada diritta ti conduce dove non hai alcuna intenzione di andare? In tal caso è molto importante fermarsi, fare una completa inversione di marcia...e dirigerci là dove ci aspettano".

Ecco, è così che mi sento io ora.

venerdì 21 settembre 2007

Lui pronunica il mio nome in una maniera che ha in sè qualcosa di infinitamente prezioso e irripetibile...Le ultime lettere del mio nome o quell'inconfondibile saluto assumono una declinazione dolce, nel delicato flettersi della sua voce...la sua voce, il suono della sua voce, quel tono roco e vagamente sensuale...La notte è ambrata, e tutto è ormai lontano...sembra che quei suoni vogliano ripetersi all'infinito, nuotare a lungo nella mia testa, come una nenia che giunge da un tempo e un luogo indefiniti...una melodia che martella il cuore, lo dilania, e non fa male...Mi si staglia dentro, nettamente, questa ferita, e mi taglia, e fa sì che dentro mi si aprano orrizzonti infiniti, maree dolcissime, una risacca nel cuore, un'ubriacatura folle. E vorrei non si fermasse più. Vorrei continuasse a farmi male così, per sempre.

martedì 18 settembre 2007

"E' troppo facile perdonare. Io amo la vendetta. Posso dimenticare ma mai perdonare"

Karl Lagerfeld

sabato 15 settembre 2007

Nome non ha

Nome non ha,
amore non voglio chiamarlo
questo che provo per te,
non voglio tu irrida al cuor mio
com’altri a’ miei canti,
ma, guarda,
se amore non è
pur vero è
che di tutto quanto al mondo vive
nulla m’importa come di te,
de’ tuoi occhi de’ tuoi occhi
donde sì rado mi sorridi,
della tua sorte che non m’affidi,
del bene che mi vuoi e non dici,
oh poco e povero, sia,
ma nulla al mondo più caro m’è,
e anch’esso,
e anch’esso quel tuo bene
nome non ha...
Sibilla Aleramo - 1929

venerdì 14 settembre 2007

Settembre...

Ascolto l'ennesimo disco consigliatomi da Ste..è "La quinta stagione" di Cristina Donà...mi ha affascinato il perchè di questo titolo...la quinta stagione nella tradizione cinese è il periodo tra la fine dell'estate e l'autunno, un periodo in cui tutto si acutizza, e l'anima si prepara al dolore, alla sofferenza...il disco è tutto intriso della dolcezza amara di questa strana, sospesa stagione dello spirito..e mi sembra che davvero possa diventare la colonna sonora di questo periodo..negli ultimi giorni mi è sembrato che una sorta di inerzia mi avesse scavato dentro un solco profondo, creando una barriera protettiva tra me e il mondo...è stato come se la quotidianità, il lavoro, lo studio mi avessero portato in una spirale di indifferenza, un'atarassia in cui non sentivo più nulla...Oggi tutto questo sembra passato...non so se sia merito del fatto che parlare con Stefano ieri sera mi ha riportato di nuovo all'estate appena trascorsa, alla vertigine splendida di quei giorni...ma qualcosa, qualcosa di straziante e forte nello stesso tempo,ha iniziato di nuovo a scivolarmi dentro in maniera sinuosa e avvolgente, come seta preziosa, infinitamente preziosa. Come tutto quello che mi unisce ad alcune persone.

Dal diario di Cristina Donà, un'immagine bellissima..
"Tu, si proprio tu, appoggiato alla colonna di quella casa che stava per crollare. Sei il mio pilastro da sempre. Riusciremo a curare le crepe del respiro e a saldare la vita con l'amore, come è sempre stato".

martedì 11 settembre 2007

Milano e l'impossibile - Diego Mancino

Che cosa c'è di invisibile
quando la gente cammina distratta
in tutto il rumore del mondo
ma cosa c'è di impossibile
quando mi guardi così mentre ti parlo
di tutta la vita che voglio
sapessi com'è strano
sentirsi invisibile a milano
sapessi com'è strano... a milano
Ma cosa c'è di impossibile
di impossibile, di impossibile per te
che cosa c'è di impossibile
di impossibile, di impossibile per te l
'impossibile non c'è l'impossibile non c'è...
Avere il mondo in tasca
e non sentire niente
desiderare tutto
e non amare niente
in un mondo che sa tutto
non sapere fare niente
sapessi com'è strano sentirsi invisibile a Milano
sapessi com'è strano... a Milano

domenica 9 settembre 2007

Fuga a Vigevano questo fine settimana...Bisogno estremo di cambiare aria, anche solo per poche maledette ore. Un rigetto per lo studio che mai avrei pensato di avere, pur nella consapevolezza che gli esami si avvicinano e, porca troia, non finiranno mai. La serata al Bar Greco dell'ex di Mary mi ha riportato un pò alle notti estive al Soul Food, dove avrei voluto vivere qualche malinconica ora di settembre...idea che ha continuato a nuotarmi nella testa per tutto il corso della serata..E' seguita una nottata tranquilla, un sonno senza sogni, in cui sono rimasta immersa finchè il sole che irradia le risaie e un trillo malevolo non mi hanno riportato a questo stato di veglia infame e opprimente...Ritorno a Milano, mi bevo le ultime immagini di campi verdi, presto sostituiti dai palazzoni che si ergono tristi a San Cristoforo. Mia sorella, bontà sua, mi riporta a casa in motorino, l'aria è ancora stranamente calda e serena...Milano, la domenica mattina, può sembrare bella in una maniera quasi straziante. Domani tornerà alle sue brutture e io ci sarò immersa fino al collo. Ancora una volta. E per la prima volta da settimane aspetterò. Cercherò di avere pazienza. Un'attesa che si tingerà di quella bellezza straziante come la Milano di questa mattina. La bellezza del vuoto e dell'assenza, ancora ancora e ancora. Chissà se stavolta riuscirò a venirne fuori.
"[...] E però anche se è sbagliato, non riesco a smettere di sperare. Neanche di sperare, anzi. Di aspettare. Di sentire che in un modo o nell'altro lo rivedrò"


Mary McCarthy, Il gruppo

giovedì 6 settembre 2007

"Separarsi ogni giorno. Imparare a immaginare. Fino a che restano le immagini soltanto. Il supplizio, l'agonia della memoria, che tutto chiede mentre fugge. Che niente lascia alla vita, eppure tutto vuole riprendersi per vivere"


Vinicio Capossela

mercoledì 5 settembre 2007

Closing time..


Closing time dei Semisonic...mi fa tornare in mente un sacco di settembre passati..erano tutti bellissimi, nonostante le lacrime, nonostante quel mio lasciare San Foca a malincuore, tornando a casa in motorino, letteralmente in lacrime per un'altra estate finita..e non capivo, allora come adesso, la bellezza di quei momenti, la bellezza di quel sentimento struggente che c'è nella fine di ogni cosa..Non l'ho colta nemmeno al momento di andar via quest'anno..Ho solo pensato a versare lacrime inutili, senza scorgere la meraviglia che questo distacco mi ha lasciato dentro...Tu sei lì, e forse nella via spettrale di casa tua puoi ancora sentirla..ti prego, tieni dentro quella bellezza anche un pò per me..so che tu puoi farlo, e so anche che lo farai nella migliore delle maniere...Tu ci sei sempre, ci sei nelle sferzate del vento là fuori, cazzo che bello sto vento, è come in una delle canzoni di Concato (Ricordi? "troppo vento, non c'è niente di fermo, di certo, e nemmeno tu..") ci sarai nel cielo terso domani, quel cielo insolitamente azzurro per Milano di cui ti parlavo, ci sarai nei libri, come sempre, nelle canzoni, e nel mio bicchiere di vino, che è sempre mezzo pieno, per fortuna, specie dacchè ti ho vicino. Sei il migliore amico che ho. E so che tutto quello che sto scrivendo ti entrerà dentro, ancora una volta, come sempre...

sabato 1 settembre 2007

La contraddizione del sentimento

Galimberti è stato una volta, per così dire, l'artefice del mio strampalato destino: dopo la lettura di un suo libro, anni fa, ho preso una decisione di cui non mi sono mai pentita...Oggi, come ogni sabato, sbocconcellando la frutta comprata al mercatino, compro la Repubblica nella piccola edicola di Via Conte Rosso e proprio leggendo la rubrica di Galimberti mi imbatto in una lettera che sembra scritta da me e di cui riporto l'ultimo, illuminante passo sulle contraddizioni dell'amore..


"Si spacciano come maestri o amici, irresistibili complici e amanti, poi si scopre che sono feriti, tropo grandi e con troppe responsabilità, che si stanno ancora cercando, che vogliono la terra sotto i piedi e l'aria vorticosa intorno, che si sentono meno, o che si sentono più, per finire in un'unica e sola idea di uomo, un ammasso di tutti i volti, di tutti i travestimenti appena appiccicati addosso, solo appoggiati, una parvenza di simpatico compagno di giochi che fa l'educato, pronto alle evenienze, pronto a spossessarsi per qualunque grande e maestoso dio. Altrettanto pronto a dissolversi sotto la mia fame d'amore e amore"

Nemmeno Galimberti riesce a trovare una soluzione a questa contraddizione. Però dice una cosa verissima: nell'era della tecnica l'amore ha cambiato forma, l'amore diventa indispensabile per la propria realizzazione come mai lo era stato prima, e al tempo stesso impossibile, perchè, nella relazione d'amore, ciò che si cerca non è l'altro, ma, attraverso l'altro, la realizzazione di sè.
E così anche io vorrei trovare una via insospettata che porti alla soluzione di questo dilemma...ma non conosco vie d'uscita, io conosco solo sogni, e legami, legami forti che mi tengono avvinta e mi rendono caracollante, a volte debole, a volte insospettabilmente forte...e probabilmente la bellezza di questi legami è proprio in questa loro natura ambigua e sempre un pò irrealizzata, qualcosa di straordinariamente in divenire, che rende un pò più dolce l'acredine della vita reale.