Ieri sera sono rimasta a casa e con Vi abbiamo visto "La sconosciuta", un film che mi ha emozionato tantissimo sia per la storia molto forte, dura, sia per l'atmosfera di mistero, sospensione, accentuata dall'ambientazione mitteleuropea in una Trieste grigia, cui fanno da contraltare dei flash back della protagonista in una Sicilia calda e soleggiata. Mi ha commosso profondamente e Tornatore si conferma uno dei miei registi preferiti, insieme a Marco Tullio Giordana e il Sorrentino de "Le conseguenze dell'amore". Di tutte ste manfrine sul cinema italiano in crisi a me non può fregar di meno.
Sul fronte letture ho iniziato finalmente "Uomini e cani" di Omar Di Monopoli, ambientato in un paese immaginario del Salento, genialmente chiamato Torre Languorina. E' un libro prezioso, non solo in sè, ma per tutto quello che rappresenta e che mi ricorda. Poi questa mattina in una bancarella del mercato ho scovato un altro libro delle edizioni Isbn (che trovo bellissime): si chiama mASIAfucker di Il'ja Stogoff, l'autore del durissimo "Boys don't cry" (peraltro film bellissimo). Mi ha colpito l'incipit e naturalmente non ho potuto fare a meno di comprarlo:
"Una strada ha senso solo se è la strada che porta a casa.
Tutto al mondo ha senso solo se ti aiuta a trovarti là dove ti devi trovare.
La strada che porta a casa è tortuosa. Percorrere i rettilinei è sempre più facile. Ma che fare, se la strada diritta ti conduce dove non hai alcuna intenzione di andare? In tal caso è molto importante fermarsi, fare una completa inversione di marcia...e dirigerci là dove ci aspettano".
Ecco, è così che mi sento io ora.
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