lunedì 29 ottobre 2007
He walks away and the sun goes down...
Mi domando come si faccia a mettere ordine nei pensieri quando tutto diventa così incredibilmente forte, quando i giorni e le singole ore che li compongono si tingono di una luce d'infinito, come è accaduto nel corso di questo fine settimana. Allora resto ferma, felicemente inerme, e per la prima volta mi dico che le parole non servono in questi casi, che alcuni frangenti non necessitano di descrizioni o resoconti. Perchè inevitabilmente questi ultimi sarebbero scarni, mortificanti rispetto a quello che è stato e qualcosa andrebbe perso. Invece voglio che tutto resti qui, in questo spazio prezioso e incontaminato, questo spazio della mente, che appartiene solo a noi, e in cui ci sei tu, che in realtà ci sei da sempre, prima di quei giorni di aprile dall'infinito profumo di oleandri, prima delle ore calde e speziate dell'estate, prima del tempo, prima di tutto. Tu ci sei e mi togli il veleno, mi restituisci al mondo e al più dolce dei tormenti.
domenica 21 ottobre 2007
Sono stanca, stanca di ingoiare veleno, stanca di mettermi davanti ad un maledetto cesso per vomitare dolore, rancore e sofferenze inflittemi da persone squallide, indegne di qualsiasi rispetto, gente a cui per ragioni oscure non riesco a dire quello che penso davvero di loro, gente nei confronti della quale nutro l'odio migliore, un odio estremo, viscerale, risolutivo, se solo avessi la capacità di sputarlo fuori, come il veleno che sputo ogni giorno, più volte al giorno, nella tazza di un water. Per poi sentire l'acido dei succhi gastrici salire fino a distruggermi lo stomaco, intaccare il cervello, avvelenare la vita. E sono anche stanca di pensare a me e qualcun altro come a due novelli Paolo e Francesca, quando all'inferno ci sono finita solo io, e vi precipito ogni giorno un pò di più, un metro in più verso il buio ogni maledetto giorno, ogni volta che parlo con te e sento qualcosa nel basso ventre liquefarsi in un languore indicibile, e sento parimenti il dovere di reprimerlo, sperando che tutto passi presto, che vada via, una volta per tutte, quella sensazione fortissima di piacere frammisto ad un dolore estremo straziante indecrifrabile.
giovedì 18 ottobre 2007
Ricevo la sua telefonata in un tiepido dormiveglia. E' una notizia bellissima quella che mi dà e sono davvero felice che abbia voluto condividerla con me. E' come se fosse l'ennesima, dolcissima prova di quella sorta di naturale complicità che si è stabilita tra noi, nonostante tutto. Nonostante il fatto che ci sia qualcos'altro, di infinitamente bello e altrettanto naturale, che inficia la nostra amicizia. In quella sorta di torpore poi penso, e questa convinzione mi fa quasi tremare, che se quella notizia un giorno dovesse riguardare direttamente lui, vorrei accadesse come nel film di Gondry, vorrei essere dimentica di tutto, cancellare tutto e credere che lui non ci sia mai stato. Mai. Ho pensato tutto questo nel buio della stanza, debolmente rischiarata da veloci schegge di luci, e ho provato una tristezza infinita. Come quella che si sente quando l'estate finisce o alla vigilia della partenza per un posto lontano.
sabato 13 ottobre 2007
venerdì 12 ottobre 2007
Conosco a memoria la sua maniera di fare, quel suo agire viscido e insinuante, il suo atteggiamento sardonico, la malevola noncuranza quando decide di escluderti dal suo piccolo inutile ridicolo abietto mondo...Me ne sto qui, e mi pare di stare bene in fondo. Cosa ho perso? Null'altro che falsità, ipocrisie. Fuori è una bellissima serata di ottobre. Insolitamente tiepida, quasi surreale. E presto arriverà il tempo migliore. Quello in cui mi sembrerà di avere il mondo in tasca, come nella canzone di Diego Mancino. Resto ad aspettare. E nel frattempo disperdo pensieri, in maniera libera e discontinua. A volte riesco persino a sentirmi felice. Ma forse mi illudo.
giovedì 11 ottobre 2007
Fiducia
"Non c'è nulla di peggio quando tu hai cominciato ad aver fiducia in qualcosa, e l'hai avuta fino in fondo, e alla fine quel qualcosa si è rivelato indegno di fiducia"
Il'ja Stogoff, mASIAfucker Cronaca del perdersi e (forse) del trovarsi
...quel qualcosa e quel qualcuno aggiungerei io...è una cosa che mi sta avvelenando l'anima questa della perdita di fiducia...Sono una persona che non conosce mezze misure, del tutto incapace di mediare tra la razionalità e l'odio profondo...Così quest'ultimo mi divora, mi dilania, mi sconquassa...E vorrei solo che quel qualcuno potesse pagare caro il prezzo di questa mia sofferenza, di questo prostrarmi arrendevole alle mie paure e alle mie debolezze, maledette proiezioni di quella voragine oscura che mi porto dentro...Ma passerà, forse, come è passato dodici anni fa. Anche se viene da chiedersi se sia davvero passato tutto o se gli strascichi di quello che è stato allora non me li sia in realtà portati dentro, come conflitti irrisolti che non ho mai voluto davvero affrontare. Semplicemente perchè adesso come allora non ne avrei la forza. E così, ciclicamente,ritornano. Ma poi penso che c'è tutto il resto, e il resto ha una bellissima luce diafana, una consistenza adamantina, quasi. E lo ritrovo nei ricordi dell'estate, in quell'inanellare conversazioni pigre davanti a una birra calda, in quel qualcosa che ancora esiste dentro e la cui proiezione è negli occhi di qualcuno, e mi dà una forza enorme.
Il'ja Stogoff, mASIAfucker Cronaca del perdersi e (forse) del trovarsi
...quel qualcosa e quel qualcuno aggiungerei io...è una cosa che mi sta avvelenando l'anima questa della perdita di fiducia...Sono una persona che non conosce mezze misure, del tutto incapace di mediare tra la razionalità e l'odio profondo...Così quest'ultimo mi divora, mi dilania, mi sconquassa...E vorrei solo che quel qualcuno potesse pagare caro il prezzo di questa mia sofferenza, di questo prostrarmi arrendevole alle mie paure e alle mie debolezze, maledette proiezioni di quella voragine oscura che mi porto dentro...Ma passerà, forse, come è passato dodici anni fa. Anche se viene da chiedersi se sia davvero passato tutto o se gli strascichi di quello che è stato allora non me li sia in realtà portati dentro, come conflitti irrisolti che non ho mai voluto davvero affrontare. Semplicemente perchè adesso come allora non ne avrei la forza. E così, ciclicamente,ritornano. Ma poi penso che c'è tutto il resto, e il resto ha una bellissima luce diafana, una consistenza adamantina, quasi. E lo ritrovo nei ricordi dell'estate, in quell'inanellare conversazioni pigre davanti a una birra calda, in quel qualcosa che ancora esiste dentro e la cui proiezione è negli occhi di qualcuno, e mi dà una forza enorme.
lunedì 8 ottobre 2007
Creep
Non è un caso che sia tornata in mente, così all'improvviso. Ma va bene, va tutto bene. Stavolta avrò tutto sotto controllo. Spero.
I don't care if it hurts,
I want to have control.
I want a perfect body,
I want a perfect soul.
I want you to notice,when I'm not around.
You're so fucking special,I wish I was special.
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here
Periodo denso, quest'ultimo...pieno, fin troppo pieno...non solo di cose da fare ma anche di pensieri, cattivi pensieri, a dire il vero...E cosi l'ho fatto ancora, e' terribile e aberrante, ma non riesco a farne a meno...e' come se nell'attimo dopo, l'attimo che segue quella pulsione insopportabile, mi sentissi completamente libera...libera da quella sensazione di inadeguatezza che mi sovrasta sempre, come una sorta di divinita' cattiva e implacabile...Sento il rumore sordo che quel gesto produce e mi sembra abbia la stessa disperata consistenza di un grido d'aiuto...ma spero sempre che qualcuno non arrivi in mio soccorso...
In mezzo a questo mare un po' torbido c'e' la lettura del libro del figlio del commissario Calabresi, un libro commovente che racconta la pena senza fine delle famiglie di vittime del terrorismo, e un breve viaggio a Madrid, in cui ho ritrovato dopo anni Priscilla ed e' sembrato che per un attimo si potesse tornare a quell'inverno a Barcellona, che resta dentro al cuore, sempre.
In mezzo a questo mare un po' torbido c'e' la lettura del libro del figlio del commissario Calabresi, un libro commovente che racconta la pena senza fine delle famiglie di vittime del terrorismo, e un breve viaggio a Madrid, in cui ho ritrovato dopo anni Priscilla ed e' sembrato che per un attimo si potesse tornare a quell'inverno a Barcellona, che resta dentro al cuore, sempre.
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