domenica 21 dicembre 2008
E' che a me proprio non interessa il tuo cazzo duro tra le gambe...mi interessa il pensiero di te nei testi di Jeff Bucley o sulle pagine dei libri, dove tu ci sei sempre....è per questo ce anche se brucia tanto, se costa, se dilania, se taglia la carne, se fa male, male da morire, me ne resto qui, e piango fino a sentire la testa che scoppia di dolore...ma so che se venissi da te, il dolore sarebbe poi mille volte più grande e impossibile da sopportare....e così, come nella canzone di Gainsbourg, mi consola il fatto che l'amore che non faremo mai insieme è il più bello, il più violento, il più puro, il più commovente...
sabato 20 dicembre 2008
Chè io il viso non me lo voglio lavare...chè mi guardo tutte le scie di rimmel che lo solcano e mi ricordo di te e di quest'occasione, di questo treno che passa, come dici tu, solo perchè io lo perda...e con il sottofondo della canzone dei Diaframma, riesco quasi a sentirti più vicino...chè io lo so che tu non sei come vuoi far apparire...se hai dentro le parole di quella canzone, le ferite di cui parla le conosci, e non ci sono cazzi, io conosco quello che ti si agita dentro, e in quel guizzo bellissimo che ti passa solo per un attimo negli occhi, io lo vedo, sì che lo vedo, lo riconosco quel corpuscolo e lo sento mio, almeno quello, solo quello.....
venerdì 19 dicembre 2008
Dieci cose che odio di te
Odio il modo in cui mi parli e il modo in cui ti tagli i capelli...Odio il modo in cui guidi la mia macchina,odio quando mi fissi...Odio i tuoi stupidi stivali anfibi e il modo in cui mi leggi nella mente... Ti odio così tanto che mi fa stare male... mi fa perfino scrivere poesie... Ti odio... Odio quando hai sempre ragione...Odio quando mi menti...Odio quando mi fai ridere...Odio anche di più quando mi fai piangere..Odio quando tu non mi sei intorno, e il fatto che non abbia chiamato... Ma più di tutto odio il fatto che non ti odio...Nemmeno quasi... nemmeno un pochino... nemmeno niente...
lunedì 15 dicembre 2008
C'è un pò di fibrillazione nell'aria non dovuta al Natale, festa nei confronti della quale ho sviluppato una certa idiosincrasia nel corso degli ultimi anni. No no, la fibrillazione è dovuta al fatto che ho prenotato il mio viaggetto a Istanbul e questo è un piccolo sogno che si realizza. E poi è anche dovuta al fatto che una cosa buona il Natale la porta: certi incontri social che mi porteranno a rivedere qualcuno (leggi faccia di bronzo). Per il resto calma piatta, anche perchè number one ha davvero smesso di farmi tremare i polsi, nonostante la breve e intensa parentesi milanese: la verità è che sono stufa e mi illudo di esserne ancora pazzamente innamorata solo per avere un sano motivo per cui star male. Ma la realtà è che il ragazzo in questione non mi fa venire più le farfalle allo stomaco...niente più desideri che a fatica si stemperano dentro...niente più attimi in cui tempo e spazio sembrano sospesi. No, niente di tutto questo. Ce ne faremo forse una ragione. Soprattutto perchè sarai così far away che possiamo anche permetterci il lusso di pensare ad altro.
giovedì 4 dicembre 2008
E non è che non c'ho niente da dire, è che sono impantanata nel pensiero di una certa faccia di bronzo che non posso fare a meno di adorare...perchè ho sempre voluto buoni maestri e pensavo che lui potesse essere il migliore. Ma forse mi sbagliavo, o forse, più semplicemente, la sbagliata sono io. Sbagliata negli approcci e nelle maledette aspettative. Sbagliata. Punto.
martedì 18 novembre 2008
A quanto pare, giusto per ricordarmi le parole di Truman Capote in "Preghiere esaudite", la mia supplica è stata accolta. E' un periodo nero. Vorrei disintegrarmi. Ma prima di farlo vorrei prendere la tua brutta faccia e spiaccicarla contro un muro. Ma poi penso che quando ti vedo mi sei nella pancia. E forse non ce la farei. No, decisamente non ce la farei.
venerdì 14 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
History was just made
domenica 2 novembre 2008
Vorrei piangere, ubriacarmi e piangere ancora [...].
E' pesante sentirmi ancora randagia.
Avessi un amore da far tana almeno in un abbraccio.
Neppure quello.
Neppure una malattia, ringraziando il cielo, mi fa calore.
Solo sfinimento.
Sbarrata dentro un sentirmi fuori da tutto.
E niente riesce a essermi fuga.
Neppure la stanchezza.
Ieri sera ho aperto la pentola della mia ultima cena e dentro ho trovato la confessione più sincera che in vita mia mi sono concessa.
Una confessione a fuoco lento.
Io non ho mai veramente amato nessuno.
Ho talmente maciullato i sentimenti con le bugie e le paure che ormai conosco solo un colore che non assomiglia a niente.
Filippo Timi "E lasciamole cadere queste stelle"
E' pesante sentirmi ancora randagia.
Avessi un amore da far tana almeno in un abbraccio.
Neppure quello.
Neppure una malattia, ringraziando il cielo, mi fa calore.
Solo sfinimento.
Sbarrata dentro un sentirmi fuori da tutto.
E niente riesce a essermi fuga.
Neppure la stanchezza.
Ieri sera ho aperto la pentola della mia ultima cena e dentro ho trovato la confessione più sincera che in vita mia mi sono concessa.
Una confessione a fuoco lento.
Io non ho mai veramente amato nessuno.
Ho talmente maciullato i sentimenti con le bugie e le paure che ormai conosco solo un colore che non assomiglia a niente.
Filippo Timi "E lasciamole cadere queste stelle"
venerdì 31 ottobre 2008
Caro stai tranquillo, chè non sei altro che l'ennesima macchietta nella mia sporca vita...quindi abbassa le tue alette e sottomettiti, chè io ti uso per i miei scopi e poi ti butto via...chè voi mi avete insegnato ad essere così e io lo sarà fino in fondo...e godrò delle vostre sofferenze...chè solo una persona merita il mio bene infinito, e quella persona è qui, vicino a me, sempre...
Sento odore di guai....chè poi mi domando pure dove sia finita la mia totale mancanza di equilibrio quando serve....ma le mie braccia sono arrendevoli...credo di non averle mai sentite così...abbandonate...prendile, e squartale...voglio l'eccesso, la sregolatezza, voglio tutto, voglio la carne, e pure il sangue.
venerdì 17 ottobre 2008
mercoledì 15 ottobre 2008
Ti voglio, a quanto pare. In una maniera malata, ma ti voglio. Ti desidero, nella carne. Così, come se mi si fossi fuso dentro. E' questo desiderio di te che mi frantuma il corpo, le membra, tutto. E lascia inerme, senza resistenza alcuna. Vieni da me. E' un'estate d'ottobre e sarebbe bello averti qui. Con quella tua maniera sfacciata di essere, quel tuo sorriso sarcastico, quel tuo fare strafottente, quel tuo prendermi per il culo. Mi sei nelle mani, posso sentirti. In questa scossa impercettibile che mi vibra nelle mani, tu ci sei. Il desiderio si stempera dentro, ma piano. Poi torna, più violento di prima. E mi sembra di non farcela a sopportarla questa tua fottuta, languida assenza.
lunedì 13 ottobre 2008
domenica 12 ottobre 2008
punte di saggezza
Ma in fondo la situazione politica in darfur è molto più drammatica delle tue mancate risposte, non c'è dubbio.
L'ossimoro con le gambe
Io sono un ossimoro vivente: perchè chiamo chiunque altro per non chiamare te? Non sarebbe tutto più semplice se chiamassi te? O forse no? O forse invece diventerebbe tutto più complicato, difficile, incredibilmente complesso? E perchè questo vino che mi sto scolando non aiuta? Perchè per tutti gli altri funziona e con te invece ho un blocco? Me lo spieghi tu perchè il pensiero di te mi si liquefa dentro, così caldo e invitante, e nello stesso tempo mi gela così le vene? Perchè tutte queste contraddizioni, queste moltitudini dentro quando penso a te?
Ho ceduto
Annalisa è già stata avvertita telefonicamente, in modo da evitarle inutili traumi: ebbene sì, ho ceduto al dark flared jeans....La depre produce questi effetti devastanti...Ma devo ammettere che, al di là di tutte le mie resistenze, sono meravigliosi e mi donano persino, è incredibile! In ogni caso senza i miei skinny non mi riconosco...dammi un segno di vita ti prego, o a tutto il resto si aggiungeranno pure sti disturbi della personalità.
giovedì 9 ottobre 2008
Delle ottiche dicotomiche
Va bene, capita spesso che, durante le mie impareggiabili serate alcoliche, tipo quella bellissima di ieri (concerto dei Babyjane a Le Scimmie, mitica Barbara, ti adoro, e adoro anche te Elena), io, trasportata dall'estasi indotta dal vinello rosso che mi tracanno a litri, inizi a scrivere delle enormi cagate che poi mando via sms allo sventurato di turno (leggi: la cotta della settimana). Ora, come mi fa giustamente notare il saggio uomo del 54 (leggi: l'avvocato per eccellenza, Marco), se non c'era nulla da perdere, o da rompere, ecco, in un'ottica dicotomica, rompendo il nulla ho salvato il tutto! E giù a brindare di nuovo per restare fedeli alla nostra vera natura.
La realtà è che poi mi ritrovo qui a sorridere pensando che per fortuna il mio sventurato interlocutore conserva ancora quel barlume di ironia (che sono convinta possieda in abbondanza, sebbene non lo dia a vedere) tale da rispondermi quasi a tono...e io continuo ad adorarlo per questo....fino alla prossima settimana per lo meno, o fino ad un cazzo di turning point che spero arrivi prima o poi (meglio poi comunque, chè devo ancora tanto divertirmi io).
La realtà è che poi mi ritrovo qui a sorridere pensando che per fortuna il mio sventurato interlocutore conserva ancora quel barlume di ironia (che sono convinta possieda in abbondanza, sebbene non lo dia a vedere) tale da rispondermi quasi a tono...e io continuo ad adorarlo per questo....fino alla prossima settimana per lo meno, o fino ad un cazzo di turning point che spero arrivi prima o poi (meglio poi comunque, chè devo ancora tanto divertirmi io).
mercoledì 8 ottobre 2008
Chè la serenità
...non ha mai destato grande interesse nella sottoscritta..presa da tutto ciò che raschia, sventra, rende l'anima livida...chè a me tutte ste manfrine sullo star bene con una persona sembrano una grande presa per i fondelli, chè la vita vera è fatta di picchi, di intensità, di pianti che squassano lo stomaco e risa profonde con le lacrime agli occhi, e di giorni di una felicità tale da apparire infinita, e che invece termina con l'alba del nuovo giorno....ecco, e a me pare che tutto questo la serenità non possa dartelo, perchè la serenità è mediocre, infima...e a me non interessa...ma fino a quando potrò sopportare tutto questo? E l'amore, quello vero, non le mie puntuali cotte che contano un nonnulla, l'amore, dicevo, quanto realmente ha a che fare con questo illividirmi l'anima?
sabato 4 ottobre 2008
E lasciamole cadere queste stelle
"Non a tutte le donne è dato di incontare e vivere l'amore.
Il mistero non è scoprire di chi sia figlia la colpa.
Il mistero è che ogni donna, anche torchiata da questo continuo delitto di tutti i girni, con l'anima sfruttata, decapitata, la donna resiste.
La donna e il cielo si somigliano.
Sconfinato è lo sguardo di meraviglia e terrore che un uomo può perdere in entrambi"
Filippo Timi
...ed è così che continuo a vivere l'abisso di ogni giorno e a restarne paradossalmente affascinata, avvinta...come se null'altro avesse senso se non la dolce tortura di questo tuo non esserci.
Il mistero non è scoprire di chi sia figlia la colpa.
Il mistero è che ogni donna, anche torchiata da questo continuo delitto di tutti i girni, con l'anima sfruttata, decapitata, la donna resiste.
La donna e il cielo si somigliano.
Sconfinato è lo sguardo di meraviglia e terrore che un uomo può perdere in entrambi"
Filippo Timi
...ed è così che continuo a vivere l'abisso di ogni giorno e a restarne paradossalmente affascinata, avvinta...come se null'altro avesse senso se non la dolce tortura di questo tuo non esserci.
venerdì 3 ottobre 2008
Temeraria
E va bene, sto andando consapevolmente incontro al pericolo. E quindi? Se no perdo le mie insane buone abitudini no? E poi se ci vado incontro con quella bella giacca che fa tanto stile Audrey chi mi ferma?
domenica 28 settembre 2008
Simbiosi
donami una vacanza di pietra
senza memoria concreta
che ancora mi sento le dita
fondersi nella tua fica
mentre ti rubo energia
poi tu ti rubi la mia
donami una vacanza di pietra
senza memoria concreta
senza tragedie o rumore
che niente si possa svegliare
Afterhours - Simbiosi
senza memoria concreta
che ancora mi sento le dita
fondersi nella tua fica
mentre ti rubo energia
poi tu ti rubi la mia
donami una vacanza di pietra
senza memoria concreta
senza tragedie o rumore
che niente si possa svegliare
Afterhours - Simbiosi
Milano non è la verità - parte seconda
Che sì che sì, mi sarebbe piaciuto giocare, perchè è vero, io il gioco lo amo, soprattutto se lo vedo guizzare in certi occhi, ma poi è giusto che resti solo questo desiderio volere anelito, e questo mio volerti raccontare cosa altro sarei dietro quelle mie maschere frivole? Che tanto a te che importa?
Milano non è la verità
...no che non lo è, soprattutto se ora non faccio altro che pensare a Venezia, a quelle sue calli percorse nell'ultima notte, con un pò di magone nel cuore, e provare la mancanza, lacerante e sorprendente a un tempo, di tutto quel circo impossibile attraverso cui sono passata, con delle consapevolezze nuove dentro...con la certezza straordinaria e rassicurante di quante persone adorabili mi circondino giorno per giorno, persone a cui non sarò mai abbastanza grata....e mi viene da pensare che poi in fondo non importa come le cose finiscano, ma importa tutto quello che resta dentro, impresso, vergato, da sentirlo quasi bruciare sulla pelle...e mi sembra che con certe persone sia del tutto inutile raccontarsela, chè tanto è come se ci si fosse detto tutto ormai da tempo...
domenica 21 settembre 2008
dentro o fuori
Ma tu, tu che arrivi e sconvolgi i miei piani, e le mie tranquille domeniche di inizio autunno, e i miei cieli sereni, tu chi ti credi di essere? Chi ti credi di essere quando mi dici che ti manco e rivanghi certe cose che speravo di aver seppellito, mentre scopro che ancora mi si agitanto dentro, indomite come quel cazzo di mare smosso dalla tramontana che mi dipingi puntualmente, si si proprio tu...stai dentro o fuori?
venerdì 19 settembre 2008
Un patto col diavolo
Vabbè c'ho sta macchia nera che mi balla nell'occhio da circa un mese...e finalmente oggi vado da sto benedetto oculista che con quest'aria incurante, mentre compila il fatidico responso della visita, mi fa: "Non si preoccupi, nulla di grave, sono cose che possono succede ai miopi CON L'ETA'". Con l'età? Balbetto io. Come con l'età? A me? Ma proprio a me?
Me ne torno in ufficio con questo vago stordimento nella testa, ripasso per il mio delizioso giardinetto, quello dietro l'università di cui avevo già scritto, e mi accorgo che ora è ricoperto da un manto di foglie che iniziano a cadere leggere leggere dagli alberi. Ed in un momento è come se sentissi chiara, nitida, la sensazione lacerante del tempo che passa. Incurante. Se ne sbatte, alla grande. E tu ancora non rispondi. Quindi, per dirla tutta ne ne sbatti pure tu.
Posso firmarlo o no sto patto col diavolo per fermarlo il tempo una volta per tutte?
Me ne torno in ufficio con questo vago stordimento nella testa, ripasso per il mio delizioso giardinetto, quello dietro l'università di cui avevo già scritto, e mi accorgo che ora è ricoperto da un manto di foglie che iniziano a cadere leggere leggere dagli alberi. Ed in un momento è come se sentissi chiara, nitida, la sensazione lacerante del tempo che passa. Incurante. Se ne sbatte, alla grande. E tu ancora non rispondi. Quindi, per dirla tutta ne ne sbatti pure tu.
Posso firmarlo o no sto patto col diavolo per fermarlo il tempo una volta per tutte?
giovedì 18 settembre 2008
Certezze
Vabbè, vediamo un pò, considerata la cordiale telefonata di amicizia di ieri sera, l'ennesima direi, con buona pace delle mie velleità amorose, considerato che mia sorella mi chiama unicamente per mettermi al corrente delle sue nuove avventure sentimentali, considerato che mia madre minaccia il divorzio da mio padre con la sottoscritta a fare da intermediario, considerato che lavoro cinquanta ore al giorno perchè sto benedetto circo di Venezia riesca nella migliore delle maniere possibili, e non importa che io non riesca nemmeno più a pensare solo un secondo a me, stordita come sono da tutto sto bailamme, considerato che non c'è nessuno e dico nessuno che sia disposto ad ascoltarmi anche solo un minuto, mentre io devo esserci sempre per tutti, con la risposta giusta e la pacca sulla spalla, considerato che non c'ho manco più voglia di piangere, chè tanto manco i cieli sono più umani, direbbe Hrabal, ecco considerato tutto questo, oggi mi resta un'unica certezza: che io non smetterò mai i miei skinny jeans per lasciar posto a sti benedetti wide leg. NO NO NO. Son certezze che aiutano, intendiamoci.
mercoledì 17 settembre 2008
This is our last goodbye
...e vale anche per te, si si perchè anche di te mi sono rotta. Chè mica si può andare avanti così, a credere che prima o poi arriverai, a farmi altalene visionarie nella testa, a sentire questo sapore amaro ogni volta che guardo il mio telefono muto da giorni. Fottiti, chè di te in fondo non mi importa molto più che del tempo che farà domani.
domenica 14 settembre 2008
"...era molto più forte di un'ubriacatura perchè l'alcol dopo un pò ti lascia in pace e tutto ritorna come prima [...]. Allora per un istante ho avuto questo pensiero tutto mi è stato chiaro non era altro che una recita un continuo rimandare altrove il dolore che ci prende ogni volta che ci accorgiamo che c'è sempre qualcuno che stravolge completamente la tua vita e allora ti inventi delle cose per tenere occupato il tempo per non accorgerti del tempo per non sentire il rumore del cuore che diventa sempre più forte e dice sentimi, adesso esisti, adesso esisti, e tu cerchi di impazzire, di non capire più nulla, di capire tutto quello che non c'entra nulla, impari a memoria le capitali del Sudamerica, studi i dribbling di Tardelli, la perifrastica passiva, confronti le marche, i diversi tipi di carne in scatola"
Aldo Nove, Amore mio infinito
E dove sei tu in questa domenica spettrale, lunare, sulfurea, in questa Milano immersa in una triste grigia luce autunnale, finalmente mi verrebbe da dire, chè c'è sta pioggia salvifica, provvidenziale, che inonda tutto, e inonda anche me, e mi sembra quasi di star bene, di star bene con questo vuoto di te dentro, che tutto riempie e tutto colma.
Aldo Nove, Amore mio infinito
E dove sei tu in questa domenica spettrale, lunare, sulfurea, in questa Milano immersa in una triste grigia luce autunnale, finalmente mi verrebbe da dire, chè c'è sta pioggia salvifica, provvidenziale, che inonda tutto, e inonda anche me, e mi sembra quasi di star bene, di star bene con questo vuoto di te dentro, che tutto riempie e tutto colma.
sabato 13 settembre 2008
Ecco, mi accorgo di essere sull'orlo del baratro in situazioni imbarazzanti come quella di oggi, quando mi ritrovo in quei graziosi negozietti da sedicenni e queste ultime mi danno del lei...e io che fingo di fare l'eterna giovinetta con il caschetto del motorino in mano e le felpine col cappuccio...Dio quanto mi pesano sti 28 maledetti...
giovedì 11 settembre 2008
martedì 9 settembre 2008
Malgrée moi
Anche io ho i miei momenti di defaillance, malgrée moi.
L'importante è ripigliarsi il giorno dopo, o almeno fingere che sia così. però se continui a ballarmi nella testa non è che mi rendi il compito facile....
L'importante è ripigliarsi il giorno dopo, o almeno fingere che sia così. però se continui a ballarmi nella testa non è che mi rendi il compito facile....
lunedì 8 settembre 2008
...e sai che c'è?
C'è che io avrei voluto essere la TUA "cosa più bella che mi sia mai successa", ma non ce l'ho fatta, non ce l'ho fatta, perchè non sono abbastanza...abbastanza cosa non lo so...abbastanza forte? Abbastanza intelligente colta bella affascinante sicura di me stessa spietata? Non lo so. Ma è il mio più grande rammarico e il mio più grande rimorso.
La cosa più bella che mi sia successa
Ho avuto un piccolo scambio di idee con una persona che gode di tutta la mia stima...e quello che mi ha scritto mi ha fatto pensare a me, alla mia miseria...al fatto che io non sarò mai la "cosa più bella che mi sia successa" per nessuno, semplicemente per il fatto che non lo sono nemmeno per me stessa...e forse è questa la ragione per cui certe "cose dell'amore" mi resteranno per sempre sconosciute...e lo dico con tutta la tristezza, la rabbia e l'odio per me stessa possibili...e mi sento piccola, infima, e inutilmente in lacrime.
domenica 7 settembre 2008
(fanculopensiero)
"Fanculopensiero.
Forse non si può dire.
Forse somiglia di più a uno slogan che al titolo di un libro.
Forse dà fastidio.
E poi quelle parentesi. Perchè?
Ma vi è mai capitato di inseguire un obiettivo e di scoprire che avete impegnato tutte le vostre forze invano, perchè quello che cercavate era altrove?
Vi siete mai aggrappati all'orgoglio e all'ambizione finendo per ferire voi stessi e le persone che amate?
Quante volte avete dovuto ammettere che fuori dal cerchio del vostro io non capite granchè e giurate, mentendo, di aver cercato una strada negli altri e con gli altri?
Ora fermatevi, smettere per un attimo di fare quello che state facendo, appoggiate per terra questo libro e chiedetevi: Cos'è che in questo momento vorrei fare più di ogni altra cosa?
E fatelo"
Da (fanculopensiero) di Maksim Cristan.
Ecco io adesso ne faccio la mia linea guida per l'inverno che verrà. Non sono poi tanto sicura che saranno rose e fiori, però.
Forse non si può dire.
Forse somiglia di più a uno slogan che al titolo di un libro.
Forse dà fastidio.
E poi quelle parentesi. Perchè?
Ma vi è mai capitato di inseguire un obiettivo e di scoprire che avete impegnato tutte le vostre forze invano, perchè quello che cercavate era altrove?
Vi siete mai aggrappati all'orgoglio e all'ambizione finendo per ferire voi stessi e le persone che amate?
Quante volte avete dovuto ammettere che fuori dal cerchio del vostro io non capite granchè e giurate, mentendo, di aver cercato una strada negli altri e con gli altri?
Ora fermatevi, smettere per un attimo di fare quello che state facendo, appoggiate per terra questo libro e chiedetevi: Cos'è che in questo momento vorrei fare più di ogni altra cosa?
E fatelo"
Da (fanculopensiero) di Maksim Cristan.
Ecco io adesso ne faccio la mia linea guida per l'inverno che verrà. Non sono poi tanto sicura che saranno rose e fiori, però.
venerdì 5 settembre 2008
"E io sentivo forte quello che era il mio posto. E gli dicevo che non avevo paura. Che non doveva avere paura nemmeno lui. Che per colpa di qualcosa del genere anch’io avevo perso tutte le persone che amavo e che ad abbandonarle fossi stata io era semplicemente un dettaglio. Comunque le avevo perse, comunque avevo perso. Ci ho messo un po’ per capire che quello che dicevo a Lorenzo quando lo trovavo in quelle condizioni cadeva nello stesso pozzo senza fondo in cui precipitava lui, dove non c’era possibilità di risonanza, di comprensione, d’ascolto. A quel tempo ero ancora così arrogante e presuntuosa da credere che esistessero parole talmente giuste da raggiungerlo proprio dove si era perso. Da entrargli dentro, e portarmi con loro. Da farlo alzare da quel divano, fargli fare una doccia, farlo vestire, uscire. Fare una cosa qualsiasi. Per esempio accorgersi che c’ero. Ma quelle parole non esistevano, non esistono. Rimane la possibilità di qualche gesto. Come comprare del detersivo e lavare tutte le stoviglie nel lavello. Aprire le persiane. Farlo sentire importante. Pregarlo di leggermi una poesia di Marian Moore. Farmi spiegare la differenza fra analogico e digitale. Prenderglielo in bocca piano, dolcemente, e poi sempre un po’ più forte, finché non gli venisse duro, finché non venisse. Allora si sentisse un po’ meglio, come si sta quando si vomita o si va al bagno dopo un’indigestione. Il sesso in certi casi, anche quando si fa, non c’entra niente."
Chiara Gamberale - La zona cieca
Ecco, in quell'ultima frase è racchiusa la ragione di tante mie cazzate...
Chiara Gamberale - La zona cieca
Ecco, in quell'ultima frase è racchiusa la ragione di tante mie cazzate...
giovedì 4 settembre 2008
Grazie a Serena e al suo Giardino Segreto, fonte inesauribile di cose preziose come questa:
"Eppure son io che tu ami ma tu non lo sai
e in questo tuo non saperlo
era la separazione.
La separazione sfuggiva alla gravità, non aveva peso
non posso dire che fosse come una piuma, anche una piuma ha il suo peso
la separazione non aveva peso, era lì."
Nazim Hikmet
"Eppure son io che tu ami ma tu non lo sai
e in questo tuo non saperlo
era la separazione.
La separazione sfuggiva alla gravità, non aveva peso
non posso dire che fosse come una piuma, anche una piuma ha il suo peso
la separazione non aveva peso, era lì."
Nazim Hikmet
mercoledì 3 settembre 2008
Ma tu come una spina maledetto
E poi ci sei di nuovo tu, e le giornate strane, vie laggiù al mare che si svuotano all'improvviso, il vociare dei bambini e il trambusto estivo scomparsi in un solo momento, e temporali che arrivano a segnare la fine dell'estate....e io lontana, qui a pensare a tutto questo nel caos milanese, insieme all'immagine trasognata di te e a grumi di presenze che si depositano piano piano dentro...chè se chiudo gli occhi mi sembra quasi di poter essere lì, e di vivermelo questo settembre là dove sarebbe logico, naturale essere...vicino a te.
martedì 2 settembre 2008
Suggestioni di oggi

"Sembrava tutto così intatto puro pratico perfetto"...ecco appunto, sembrava...
A quanto pare, date lontanzanze non casuali, telefonate notturne a chi non dovrei (o forse sì, ma questo resterà sempre un mistero), l'unica cosa che oggi possa tirarmi un pò su di morale, sebbene dopo il rilassante pomeriggio di ieri tra idromassaggio e bagno turco non possa proprio lamentarmi, è la mise di Natalie Portman a Venezia...Ritorniamo puntuali alla solita solfa...e così fino alla prossima estate...o al nostro prossimo incontro..
sabato 30 agosto 2008
Interrogativi amletici parte 2°
Bene, mi ha chiamata...E allora me lo spiega qualcuno perchè non riesco ad essere contenta?!
Interrogativi amletici
Che poi noi si parla tanto, ma tanto tanto...e poi si ricade sempre nelle solite trappole tortuose...cambiano le facce ma non la comitiva da cui ci va a pescare i guai...che dico io, come ti ho scritto, se sto cavolo di mondo finirà davvero nel 2012 come hanno predetto Maya, Aztechi, Inca o chi altro per loro, il mio numero ce l'hai e che aspetti a chiamarmi????
mercoledì 27 agosto 2008
Rentrée
"L'amore è come la grazia di Dio - l'astuzia non serve".
Ecco. Al ritorno dalle tanto sospirate e mai così tanto odiate (perchè poi?) vacanze, ritrovo una Milano ancora semi-deserta e immersa in un'aria quasi irreale, con una temperatura deliziosamente mite e me la godo alla grande. E non mi sento lacerare dentro,nonostante le solite odiate distanze che mi separano inevitabilmente dalle persone che amo. Non so se sia dovuto ad un impercettibile cambiamento dentro, a questa serenità indefinita e a me quasi del tutto sconosciuta, o a circostanze che sono state sicuramente meno intense...ma questo è, e fa un pò di tristezza a pensarci.
Poi con Annalisa ci capita di parlare dell'editoriale di addio a Repubblica di Concita De Gregorio, che andrà a dirigere l'Unità. E' una strana combinazione che proprio oggi mi capiti di leggerlo, perchè l'editoriale riporta passi di una lettera di Cesare Pavese datata agosto 1950 e proprio nella notte tra il 27 e il 28 agosto Pavese si uccise. Ma al di là di queste coincidenze, quello che mi ha profondamente commosso è che Concita De Gregorio abbia scritto questa splendida pagina di addio che sembra quasi dipingere il mio stato d'animo da rientro:
"Non si può bruciare la candela dalle due parti. Nel mio caso l'ho bruciata tutta da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto. Dico questo non per impietosirti (...) l'amore è come la grazia di Dio - l'astuzia non serve".
"Ti voglio un falò di bene. Chiamiamolo l'ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora"
(Lettera di Cesare Pavese a "una ragazza, Bocca di Magra")
E più avanti passi di Kavafis:
"Stanno i giorni futuri innanzi a noi come una fila di candele accese - dorate, calde e vivide. Restano i giorni del passato, penosa riga di candele spente"
E poi ci sono delle parole scritte dalla De Gregorio stessa:
"Abbiamo acceso una lampada su dettagli apparenti, eppure così densi di senso. Non abbiamo avuto paura, avendone. Ci siamo parlati come avremmo fatto una sera dopo cena: con leggerezza delle cose gravi, con gravità delle cose leggere"
Ecco....è così che mi voglio portare dentro la galassia delle persone che amo, chè loro lo sanno perfettamente, al di là di tutti i meri accadimenti, di come io me li porti sempre dentro. Perchè con loro è stato così, che fossero sere a cena o bicchieri scolati nelle notti rarefatte al Soul Food, con loro tutto ha sempre acquistato un senso, le mie giornate hanno acquistato senso, le mie ore, i miei attimi, e proprio in quella maniera lì, un'altalena dal movimento dosato di leggerezza e gravità insieme. E anche per me quelle candele che stanno lì a rappresentare il passato non sono affatto spente. Stanno lì, in un anfratto sperduto di me, ma prezioso. E oltre quell'anfratto c'è poi lo spazio per le persone nuove, quelle con una certa luce che brilla, anzi brucia, negli occhi neri e che mi ha folgorato, persone per le quali davvero vorrei che non servisse nessuna astuzia e non ci fosse nessuna paura.
Ecco. Al ritorno dalle tanto sospirate e mai così tanto odiate (perchè poi?) vacanze, ritrovo una Milano ancora semi-deserta e immersa in un'aria quasi irreale, con una temperatura deliziosamente mite e me la godo alla grande. E non mi sento lacerare dentro,nonostante le solite odiate distanze che mi separano inevitabilmente dalle persone che amo. Non so se sia dovuto ad un impercettibile cambiamento dentro, a questa serenità indefinita e a me quasi del tutto sconosciuta, o a circostanze che sono state sicuramente meno intense...ma questo è, e fa un pò di tristezza a pensarci.
Poi con Annalisa ci capita di parlare dell'editoriale di addio a Repubblica di Concita De Gregorio, che andrà a dirigere l'Unità. E' una strana combinazione che proprio oggi mi capiti di leggerlo, perchè l'editoriale riporta passi di una lettera di Cesare Pavese datata agosto 1950 e proprio nella notte tra il 27 e il 28 agosto Pavese si uccise. Ma al di là di queste coincidenze, quello che mi ha profondamente commosso è che Concita De Gregorio abbia scritto questa splendida pagina di addio che sembra quasi dipingere il mio stato d'animo da rientro:
"Non si può bruciare la candela dalle due parti. Nel mio caso l'ho bruciata tutta da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto. Dico questo non per impietosirti (...) l'amore è come la grazia di Dio - l'astuzia non serve".
"Ti voglio un falò di bene. Chiamiamolo l'ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora"
(Lettera di Cesare Pavese a "una ragazza, Bocca di Magra")
E più avanti passi di Kavafis:
"Stanno i giorni futuri innanzi a noi come una fila di candele accese - dorate, calde e vivide. Restano i giorni del passato, penosa riga di candele spente"
E poi ci sono delle parole scritte dalla De Gregorio stessa:
"Abbiamo acceso una lampada su dettagli apparenti, eppure così densi di senso. Non abbiamo avuto paura, avendone. Ci siamo parlati come avremmo fatto una sera dopo cena: con leggerezza delle cose gravi, con gravità delle cose leggere"
Ecco....è così che mi voglio portare dentro la galassia delle persone che amo, chè loro lo sanno perfettamente, al di là di tutti i meri accadimenti, di come io me li porti sempre dentro. Perchè con loro è stato così, che fossero sere a cena o bicchieri scolati nelle notti rarefatte al Soul Food, con loro tutto ha sempre acquistato un senso, le mie giornate hanno acquistato senso, le mie ore, i miei attimi, e proprio in quella maniera lì, un'altalena dal movimento dosato di leggerezza e gravità insieme. E anche per me quelle candele che stanno lì a rappresentare il passato non sono affatto spente. Stanno lì, in un anfratto sperduto di me, ma prezioso. E oltre quell'anfratto c'è poi lo spazio per le persone nuove, quelle con una certa luce che brilla, anzi brucia, negli occhi neri e che mi ha folgorato, persone per le quali davvero vorrei che non servisse nessuna astuzia e non ci fosse nessuna paura.
lunedì 28 luglio 2008
Time has told me
Chè ieri sera non riuscivo a chiudere occhio e c'avevo in testa sta canzone di Nick Drake che mi nuotava leggera leggera...
Time has told me
You're a rare rare find
A troubled cure
For a troubled mind.
And time has told me
Not to ask for more
Someday our ocean
Will find its shore.
So I`ll leave the ways that are making me be
What I really don't want to be
Leave the ways that are making me love
What I really don't want to love.
Time has told me
You came with the dawn
A soul with no footprint
A rose with no thorn.
Your tears they tell me
There's really no way
Of ending your troubles
With things you can say.
And time will tell you
To stay by my side
To keep on trying'til there's no more to hide.
So leave the ways that are making you be
What you really don't want to be
Leave the ways that are making you love
What you really don't want to love.
Time has told me
You're a rare rare find
A troubled cure
For a troubled mind.
And time has told me
Not to ask for more
For some day our ocean
Will find its shore.
Time has told me
You're a rare rare find
A troubled cure
For a troubled mind.
And time has told me
Not to ask for more
Someday our ocean
Will find its shore.
So I`ll leave the ways that are making me be
What I really don't want to be
Leave the ways that are making me love
What I really don't want to love.
Time has told me
You came with the dawn
A soul with no footprint
A rose with no thorn.
Your tears they tell me
There's really no way
Of ending your troubles
With things you can say.
And time will tell you
To stay by my side
To keep on trying'til there's no more to hide.
So leave the ways that are making you be
What you really don't want to be
Leave the ways that are making you love
What you really don't want to love.
Time has told me
You're a rare rare find
A troubled cure
For a troubled mind.
And time has told me
Not to ask for more
For some day our ocean
Will find its shore.
domenica 27 luglio 2008
per tutte quelle volte in cui ho creduto sul serio di annullarti dalla mia testa
Chè non se ne può più delle mie altalene emotive....ma sono il tratto che mi caratterizza di più, anche se qualcuno ultimamente mi ha fatto notare giustamente quanto sia sorprendente questo mio cambiare idea, gusti e umore con la facilità con cui cambio scarpe...ma è ben nota la mia passione per queste ultime e per le mie moltitudini interne anche...quindi tant'è...in ogni caso, solo lui riesce a rendermi felice e triste con la stessa, estrema facilità...solo lui può e non so come ci riesca ogni volta...
giovedì 24 luglio 2008
Non posso farcela
lunedì 21 luglio 2008
Questa è la mia ennesima resa...ennesima inutile battaglia e stessa ridicola resa...allora vuoi smetterla o no di chiamare e farmi cadere il castello di rabbia e certezze? Anzi no, fallo ancora, ti prego...Perchè ogni volta che lo fai è 'na botta di adrenalina...come aprire la porta di casa e trovare un pacco regalo con dentro una Muse Bag di Saint Laurent..O quasi!
domenica 20 luglio 2008
Dimenticami
Vorrei chiederti
almeno una grazia
di andartene lontano senza ricordarmi.
Al tempo dei tempi,
quando le rive del Gange
erano così vicine
io ero piena di vecchia sapienza.
Poi mi hanno lasciato sola
come qualcosa
di cui non aver cura
e ne ho sofferto.
Sono sempre stata giovane
come una ragazza
ma la gente non mi ha tradotto
in nessuna lingua.
L'unica cosa che posso dire
è che non ho mai pianto
e da tempo ho smesso
di chiedermi il perchè
del mistero della vita.
Mi chiedo come mai la vita
si risveglia ogni mattina
quando io avrei giurato a tutti
che sarei morta ieri sera.
Alda Merini
almeno una grazia
di andartene lontano senza ricordarmi.
Al tempo dei tempi,
quando le rive del Gange
erano così vicine
io ero piena di vecchia sapienza.
Poi mi hanno lasciato sola
come qualcosa
di cui non aver cura
e ne ho sofferto.
Sono sempre stata giovane
come una ragazza
ma la gente non mi ha tradotto
in nessuna lingua.
L'unica cosa che posso dire
è che non ho mai pianto
e da tempo ho smesso
di chiedermi il perchè
del mistero della vita.
Mi chiedo come mai la vita
si risveglia ogni mattina
quando io avrei giurato a tutti
che sarei morta ieri sera.
Alda Merini
mercoledì 16 luglio 2008
La rabbia si è sbollita un pò...Non faccio altro che ascoltare a ripetizione Dakota degli Stereophonics e a sentire una sorta di dolore lontano...lontano nel tempo, come se appartenesse ad un passato remoto, ma non si rassegnasse a rimanere relegato in quelli anfratti polverosi...così torna a infestare un pò del mio presente, e forse a renderlo più vivo...In fondo gli ostacoli non vengono mai senza una ragione e i legami tra le persone non sono mai frutto della casualità...Adesso è questo pensiero a confortarmi un pò...e so che una persona forse non è quella che credevo io, ma non posso biasimarla. L'unica è continuare a volergli bene come ho sempre fatto.
lunedì 14 luglio 2008
Chè a noi le personcine dolci, remissive e pudiche ci piacciono così tanto, ma così tanto, che noi quasi per reazione siamo corrotte, sboccate e aggressive. Così, per distinguerci in negativo. E per poterlo essere fino in fondo, ci riprendiamo questo blog, che in fondo trattasi di nostro intoccabile spazio. Chè mica ci si auticensura sul serio per compiacerti. E lo diciamo. Tu credevi veramente di conoscermi. E invece no. Chè non hai capito un emerito cazzo, caro il mio ingenuotto. E adesso ti stupisco, dicono i Lombroso. Loro lo dicono e io lo urlo. Bello chiaro, nero su bianco, così come chiara è la tua piccolezza. Pic-co-lez-za. Lo ripeto, bello scandito. Chè te sei libero di fare quel che vuoi. E io altrettanto libera di dire quello che penso. E' una bella notte milanese, un pò ventosa, ma bella. E io tornavo a casa in motorino. Passando davanti a quel famoso posto del brunch, in un solo secondo, con i Lombroso sparati nelle orecchie, ho realizzato. Realizzato che questo è l'ultimo pensiero che io ti rivolgo e queste le ultime parole che io ti scrivo. Puah.
sabato 12 luglio 2008
A volte resto io stessa perplessa da come certe notizie mi scivolino di dosso, di come riesca a reagire con indifferenza sovrumana davanti a certe rivelazioni. Chè poi rivelazioni non lo sono affatto, chè i miei polli li conosco ormai fin troppo bene...Non capisco se questa freddezza derivi da un sostanziale disinteresse che non riesco a confessare nemmeno a me stessa o dallo schifo totale che sento in certe situazioni. Ma in fondo chissenefrega.
giovedì 10 luglio 2008
mercoledì 9 luglio 2008
Alla ricerca della scarpa perduta
Ieri in quel delirante girone dantesco che è Zara nel periodo dei saldi ho trovato la scarpa della mia via, e dico QUELLA DELLA VITA, mica una qualsiasi, miseramente spaiata. Mi sono gettata furente nella mischia insieme alla Ceci per poter trovare la povera piccola scarpa perduta, perchè tornasse dalla sua mammina come una redenta figliola prodiga, e invece niente. E quelle iene di commesse manco una mano mi hanno dato, acide nullafacenti che non sono altro. Ma sanno cosa può significare questo per la mia già labile salute mentale? No che non lo sanno, altrimenti si sarebbe buttate a capofitto anche loro alla ricerca della scarpa perduta. Ma oggi ho sguinzagliato l'infallibile Michi. E che Dio ce la mandi buona. O saranno altri giramenti. Si vede che non c'ho un cazzo altro a cui pensare eh? D'altra parte nessun uomo, e dico NESSUNO, potrebbe starmi tanto bene addosso come quei fantastici tronchetti in vernice nera.
lunedì 7 luglio 2008
C'è che io sto periodo qui sto sviluppando una preoccupante idiosincrasia per tutto, e in particolare per le coppie convinte e felici di essere tali, per le conoscenti single rompicoglioni come poche, che col cavolo che le faccio entrare nel mio club esclusivo "Carrie Bradshaw & Co. de noantri", e poi per certi soggettoni che adoro ma che dovrei non dico eliminare dalla mia vita, ma almeno impegnarmi a ridimensionare, e poi per i furbetti che mi lusingano a distanza e poi lo so già che quando sarò giù, voglio proprio ma proprio vedere se hanno il coraggio di fare i piacioni. Oggi girano come le eliche dei motoscafi. Così senza motivo.
Listening to: Just friends, Amy Winehouse (giusto per restare in tema)
Listening to: Just friends, Amy Winehouse (giusto per restare in tema)
domenica 6 luglio 2008
venerdì 4 luglio 2008
Modì
Ieri con Stani e Sere ho visto un bel film, "I colori dell'anima", la storia della vita di Amedeo Modigliani. Oddio, non che il film fosse un capolavoro, sebbene gli interpreti fossero superbi (un Andy Garcia straordinario come sempre), ma è stata più che altro la vita del pittore a colpirci di più, l'amore estremo per Jeanne, la sua donna, e i fantasmi del passato che per tutta la vita non hanno mai smesso di tormentarlo. Il film inizia con Jeanne che pronuncia queste parole:
"Avete mai amato così profondamente qualcuno da condannare voi stessi all'inferno per l'eternità? Io l'ho fatto".
Lo ha fatto fino in fondo, in effetti. Perchè Jeanne Hébuterne si è ammazzata subito dopo la morte di Modigliani, con il loro secondo figlio in grembo. E' una storia meravigliosa, intensa e disperata. Una storia di anime grandi. Fin troppo grandi. Noi ne siamo lontani. Noi e il nostro infimo, piccolo inferno. Noi che siamo solo "ordinary people".
"Avete mai amato così profondamente qualcuno da condannare voi stessi all'inferno per l'eternità? Io l'ho fatto".
Lo ha fatto fino in fondo, in effetti. Perchè Jeanne Hébuterne si è ammazzata subito dopo la morte di Modigliani, con il loro secondo figlio in grembo. E' una storia meravigliosa, intensa e disperata. Una storia di anime grandi. Fin troppo grandi. Noi ne siamo lontani. Noi e il nostro infimo, piccolo inferno. Noi che siamo solo "ordinary people".
mercoledì 2 luglio 2008
E oggi a mente lucida, smaltito il gin di ieri sera, posso dirlo: dire che quei quaranta minuti in cui ti ho parlato dopo la nostra sfuriata sono stati la mia panacea. Quello che ho scritto sotto lo lascio. Lo lascio, come lascio tutto quello che ho vomitato negli ultimi giorni, solo per una ragione: perchè vorrei restasse sempre nero su bianco tutto quello che di estremo, nel bene e nel male, sento per te. E perchè vorrei che, vergato così, lo vedessi anche tu.
martedì 1 luglio 2008
Cancellato. E spero per sempre. Chè tutto quel livore dal mio Stefano io non me l'aspettavo. Chè in fondo cos'è? Si tratta solo di cancellare l'anno della mia vita che ha avuto più senso...l'anno in cui sono stata più felice in assoluto...chè in fondo ci si abitua a tutto, anche a questo....e forse lo si supera...forse, anche se le ossa mie sembrano dissolversi e tutto sembra liquefarsi un un mare di dolore....e vorrei annegarci dentro e non esserci più, sparire, sparire per sempre, e ricordare poco, ricordare solo ciò che conta davvero e che forse non c'è mai stato. Anche se ammetterlo dilania e taglia la carne. Solo Daniele andando via mi aveva fatto così male.
lunedì 30 giugno 2008
Singletudine
E anche stasera, io single impenitente, mi ritrovo in mezzo alle coppie e parto per la tangente ripensando a sabato scorso: unica zitella (è inutile che stiamo qui a nasconderci dietro alla terminologia british, de zitellaggine trattasi) esco insieme a sole coppie, troppo tardi per rendermi conto del guaio in cui mi ero cacciata. Innanzitutto mi fanno sedere nell'angolo più sperduto del Magnolia, lontanissima dalla strategica zona di attacco. E vabbè. Ma nel momento in cui attaccano a dire "e quanto è bello il mio brillocco di qua, e quanto è bello il mio brillocco di là", eh no!, io non li reggo più e con la scusa di rifornirmi di birra (quei 4-5 litri, giusto per superare la situazione) mi allontano, diretta in zona acchiappo. Per fortuna incontro la mia tesora Elena, che però va via subito. E dopo aver ricevuto qualche sguardo lascivo alla mia fighissima tiered skirt, decido di tornare alla base. Giusto perchè squilla il cellulare e dal nome sul display prevedo che non si tratterà di un simpatico scambio di idee. Ma lasciamo pure da parte questo PICCOLO INCRESCIOSO EPISODIO e concentriamoci sul fatto che la mia singletudine è triste solo per una ragione: che qua le amiche nelle mie stesse condizioni scarseggiano e quindi l'unica cosa che mi cruccia davvero è l'impossibilità aberrante di creare un Carrie Bradshaw & Co de noantri. Ecco cosa mi fa star male davvero. Mica altro. No no.
Listening to: Amy Winehouse, Stronger than me
Listening to: Amy Winehouse, Stronger than me
Turbe
Mi turba, ancora. E forse mi turberà sempre. Come ho fatto a nasconderlo a me stessa per tutto questo tempo? E per quale ragione? Per salvare le apparenze? Chi mi conosce bene ha ragione. Voglio fuggire via.
domenica 29 giugno 2008
Sai che c'è? Che a volte ho un bisogno fuso nel sangue, bisogno di sentire che ci sei per me, di capire che genere di amici siamo, e di sapere che non ti stai dimenticando di me. Mentre io, il più delle volte, vorrei scordarmi completamente di me stessa e di quello che sento. Chè tutto così sarebbe molto più semplice. E forse ti farei meno paura. Sto così sto periodo. Che a volte mi succede, e lo sai. E' estate e tu sei non ci sei. E ogni volta che ascolto il mio cazzo di mp3 c'è sempre una canzone a ricordarmi di tutto quello che ci lega. E poi ci sono i libri sulla mia mensola, e ci sono i nostri amici e i posti che in cui siamo stati insieme. E tutto, proprio tutto non fa altro che urlare di te, sempre, inevitabilmente. Sta cambiando il tempo, si alza il vento e tra poco pioverà. Chè poi sto qui a fare la presuntuosetta. Poi stanotte, come la scorsa, vado a dormire e ti sogno. Mi perdoni?
Che poi, se proprio ci penso, in fondo questa tua caduta abissale dalla mia top five c'era un pò da aspettarsela, chè se sto blog doveva diventare un'arma a doppio taglio per me, cazzo, mi ci sarei dovuta metter giù prima a scrivere certi cattivi pensieri che mi passano per la testa e smetterla con le celebrazioni inutili. Perchè, nella migliore delle ipotesi, questa sono io. E hai ragione tu. In fondo non ho nulla da rimproverarti se non il fatto che a volte semplicemente non ci sei. No, no, non ci sei. Però d'ora in avanti voglio essere io a decidere il momento in cui non ci sarai. Anzi in cui non ci sarete, tu e le tue fottute paure.
venerdì 27 giugno 2008
Molto iena
Allora, ieri mi è stato fatto notare di aver avuto pensieri poco carini nei confronti di qualcuno. Ora, io accetto tutte le osservazioni e mi prendo tutte le critiche del caso, ma non mi pento di quanto scritto. E rinuncio anche a ricevere segnali che mi inducano a cambiare idea. Perchè sono troppo convinta che suddetti segnali non arriveranno, per lo meno nell'immediato. Anzi, io mando anche al diavolo a sto giro. Si si, questa volta mi sa proprio che lo faccio. Se voglio riesco ad essere molto iena, io. E lo faccio anche senza dolermene. Dio, sono proprio nera.
mercoledì 25 giugno 2008
Inversione di rotta
Ragazzi, fa il fotoreporter, gira il mondo, è un radical chic di sinistra, ha degli occhi azzurri che potrebbero penetrarmi tre strati di epidermide e lasciarmi lì, inerme, inebetita e felicemente sospesa. Tenetemi le braccia, mi tremano. Che da quanto non mi succedeva na roba così manco me lo ricordo. Ma cazzo se sono felice....che me lo ritrovo lì, in mezzo a quel bailamme, proprio lì in cima alle scale, mentre rientro nella sontuosa sala del Principe di Savoia, lì come una visione, con quella sua aria finto trasandata in mezzo a quei matusa super pettinati. E gli attacco un bottone su Giappone e fiori di ciliegio che sicuro mi avrà preso per una mezza svitata (senza andarci poi tanto lontano, in realtà). E poi rientro in sala, e mi sento così, un'ubriacatura folle nella testa, e poi quel pensiero mi si insinua nella testa, e lo scaccio via, ma invano. E me lo ritrovo lì di nuovo piantato nella testolina, al mattino, dopo questa notte strana, stranissima, infinita. E poi lo rivedo, e lo saluto, è in partenza, e il mio saluto sembra quasi supplichevole. Lo supplica di restare, ancora un pò, solo un pò.
martedì 24 giugno 2008
Violenza
Ieri sera, tornata a casa dopo un duro allenamento in palestra, reso ancora più duro dalla consapevolezza di aver rinunciato ad una sfilata di Versace (con inviti in prima linea giusto dietro a Santo per intenderci) per sta bendetta fissa del dimagrire e per le mie condizioni pietose, mi sono messa a guardare prima una puntata del mio Sex and the City, preziosa panacea di tutti i mali, e poi a leggere un romanzo di Auster. E mentre ero lì, distesa sul mio letto, ad ascoltare i rumori attutiti delle auto che sfrecciano in tangenziale, mi è montata dentro una rabbia, solo all'apparenza inspiegabile. Chè l'origine di questo nervoso la conosco bene, oh sì, che la conosco bene. Chè se solo avessi davanti quella persona, nella sua piccolezza, con quel tourbillon inutile che è la sua vita, sono sicura che sì, se ce l'avessi davanti gli torcerei il collo e poi la polverizzerei. Così per il solo gusto gratuito di usargli violenza. La violenza che merita. Per questa sua superficialità che rasenta la mollezza. In fondo di una persona che non apprezza Auster, che non apprezza Marai, io che me ne faccio? Che cazzo me ne faccio dico io? Chè sono più idiota io che continuo a farmi certe domande, ecco.
lunedì 23 giugno 2008
domenica 22 giugno 2008
Divorzio a Buda
"Eppure è proprio lei la fonte di tutto. Da lei si irradia qualcosa di indefinibile che riempie di spirito l'insulsa materia, che la rende tanto sagace, resistente alla fatica, ingegnosa."
"Io non accetto compromessi. Le mie condizioni sono spietate. Non mi accontento di uno scialbo, incolore consenso, io ho dato inizio a una campagna di conquista, l'obiettivo non è solo il bottino, bensì un'autentica approvazione, un'incondizionata dedizione, voglio tutto, non solo il tiepido e indulgente favore di una donna, voglio i suoi ricordi infangati dal tempo, ogni suo pensiero, voglio udire i segreti della sua infanzia, l'oggetto del suo primo desiderio, voglio conoscerne corpo e anima, la composizione delle cellule nervose, non amo soltanto uno sguardo, una voce, il movimento di una mano, bensì la meravigliosa struttura nella sua interezza."
Sandor Marai, Divorzio a Buda
Listening to: Tom Baxter, Better
"Io non accetto compromessi. Le mie condizioni sono spietate. Non mi accontento di uno scialbo, incolore consenso, io ho dato inizio a una campagna di conquista, l'obiettivo non è solo il bottino, bensì un'autentica approvazione, un'incondizionata dedizione, voglio tutto, non solo il tiepido e indulgente favore di una donna, voglio i suoi ricordi infangati dal tempo, ogni suo pensiero, voglio udire i segreti della sua infanzia, l'oggetto del suo primo desiderio, voglio conoscerne corpo e anima, la composizione delle cellule nervose, non amo soltanto uno sguardo, una voce, il movimento di una mano, bensì la meravigliosa struttura nella sua interezza."
Sandor Marai, Divorzio a Buda
Listening to: Tom Baxter, Better
La prima volta
Cercando di trovare (peraltro inutilmente) scampo alla terribile calura milanese, arrivata, come ogni anno, all'improvviso e implacabile, mi chiudo al buio della mia stanza e leggo Divorzio a Buda, altro capolavoro del mio adorato Sandor Marai. Stavo appunto leggendo il passo, così reale nella descrizione, del primo incontro tra il protagonsita e sua moglie...e ho pensato alla prima volta che devo averti visto, la prima volta in assoluto nella mia vita, in quella nostra adolescenza così lontana, che a tratti mi pare una visione assolutamente remota nel tempo...come deve essere stato vederti quella prima volta? Non sapere, non avere il minimo sentore, che poi avrei sentito quello che sento ora? Mi sono sforzata ma quella prima volta si perde negli spazi remoti della mente, un tempo così lontano che potrebbe benissimo non essere esistito affatto. Ho pensato quanto sia triste non riuscire più a rievocare quella volta, avere questo ricordo confuso e vago di quelle sere, di quei giorni lontani. Ma poi ho capito che l'importante è che tu ci sia in questo presente, chè quel passato impossibile da rievocare in fondo mi appartiene, ci appartiene, e non ce lo toglie nessuno.
"...e si meravigliano di quale caso straordinario abbia fatto incrociare le lro strade, e per di più quanto tutto sia stato incredibilmente semplice..." S. Marai - Divorzio a Buda
Listening to: Only love is real - Carole King
"...e si meravigliano di quale caso straordinario abbia fatto incrociare le lro strade, e per di più quanto tutto sia stato incredibilmente semplice..." S. Marai - Divorzio a Buda
Listening to: Only love is real - Carole King
sabato 21 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
Il Divo e il Genio
Ieri sera con ritardo davvero imperdonabile da parte mia sono andata a vedere Il Divo di Sorrentino. L'unico commento plausibile che riesco a partorire è il seguente: mi inchino davanti a sua maestà Paolo (e al suo fedele Toni). Non ci sono altre parole. Già solo il primo minuto del film, con un incipit rockettaro col sottofondo di Toop Toop dei Cassius e le immagini dell'era stragista del nostro paese, è praticamente una goduria. Per non parlare del resto, della resa a tratti visionaria a tratti western a tratti vagamente pulp, con rimandi a Tarantino, Leone e Risi.
Sorrentino è geniale e Il Divo è uno dei miglior film italiani degli ultimi venti anni, anzi il migliore.
"Se è vero che un cristiano deve porgere l'altra guancia, è anche vero che il Signore, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due". Giulio Andreotti
Sorrentino è geniale e Il Divo è uno dei miglior film italiani degli ultimi venti anni, anzi il migliore.
"Se è vero che un cristiano deve porgere l'altra guancia, è anche vero che il Signore, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due". Giulio Andreotti
martedì 17 giugno 2008
Post Baustelle
Vabbè, bigio bellamente al lavoro con la copertura provvidenziale di Lavi e Roberto, e scappo in Fnac per l'incontro con i Baustelle. Non ne so tanto, so solo che devono presentare un video o qualcosa del genere. Ma io mi fido del loro genio creativo e vado convinta. Lo sono meno per quanto riguarda la mia sciatta mise di oggi, felpina e Converse lerce ai piedi, una mise dettata più da esigenze meteorologiche che da altro. Però nel tragitto un tizio, con accento sfottò tipicamente partenopeo, mi grida "bambolina" e io col mio cappuccio sulla testa stile paranoid park mi sento vagamente rinfrancata e vado bella spedita. Arrivata lì, resto un pò perplessa....praticamente salgo le scale mobili insieme ad uno stuolo di quindicenni vestite tali e quali a me...e penso che io ho il doppio della loro età e la loro stessa maniera di vestire e le loro stesse passioni/ossessioni. E' un pensiero che un pò mi inquieta. Anche perchè sto stuolo di quindicenni simil altermative con i loro begli occhiali da nerd mi impediscono di veder colui che più di tutti indossa con vero stile suddetti occhiali, vale a dire il finto trasandato super affascinante Francesco Bianconi. Vabbè la situazione ha un che di surreale e vagamente irritante per me, che mi delizio con il loro documentario girato in Sicilia (interessante e dotato di un certo intento antropologico, se vogliamo) e me ne vado con questa sensazione di inadeguatezza....sentendomi quasi sul serio in una puntata di Sex and the Ciy, in cui Carrie si domanda incredula quanto si sia poco credibili a vestire da quindicenni alla soglia dei fatidici trenta. Ma in fondo me li porto bene.
Listening to: Baustelle, Antropophagus
"Vorrei tu ti ricordassi di me. Se tu ti ricordassi di me non mi importerebbe nulla neanche se tutti gli altri mi dimenticassero". H. Murakami - Kafka sulla spiaggia
Listening to: Baustelle, Antropophagus
"Vorrei tu ti ricordassi di me. Se tu ti ricordassi di me non mi importerebbe nulla neanche se tutti gli altri mi dimenticassero". H. Murakami - Kafka sulla spiaggia
domenica 15 giugno 2008
Libertà...
Mah...poi penso che in fondo sta libertà che ho mi calza proprio a pennello, che me la godo tutta, e mi piace...mi piace così tanto da riuscire a sorridere anche in questa domenica di giugno che ha più il sapore dell'autunno che i colori dell'estate...e resto in attesa, un'attesa maliziosamente sospesa, perchè racchiude in sè infinite possibilità...
venerdì 13 giugno 2008
Aprirò il giardino quando arriverai

Oggi mi è capitata una di quelle cose che sembrano nulla e ti cambiano la giornata...Dovevo andare in via San Barnaba a recuperare delle cose e per fare più in fretta sono passata per una sorta di sentierino accanto all'università...mi sono ritrovata in questo giardinetto chiuso tra i bellissimi chiostri della Statale e il retro della chiesa paleocristiana di corso di Porta Romana. E' un angolo meraviglioso, incastonato come qualcosa di infinitamente prezioso nel centro della città, ma immerso in una pace lontana dalla calura e dal caos milanese...credo di esserci passata davanti un miliardo di volte e di non essermi mai accorta della bellezza stupefacente di quel posto...Sarà che da quando è tornato tutto alla mente, sì sì l'idea di quella persona che mi nuota sempre nella testa, divento anche più ricettiva rispetto allo splendore del mondo...Perchè in quell'angolo di pace vorrei poterlo portare, aprendo piano quel cancelletto in ferro battuto, per condividere con lui anche questo...
Listening to: Nel mio giardino, Cristina Donà
giovedì 12 giugno 2008
mercoledì 11 giugno 2008
...era giugno anche allora, e tutto torna un pò nella testa, nuota, brucia, fa male...quello scambio di sudori e lacrime, quel bere insieme a te fino al massimo che il corpo potesse sopportare...mica lo sapevo dove stavamo andando...e anche ora che tutto è chiaro nella testa, sono certa lo rifarei mille e mille volte ancora...tutto quello che ho fatto con te....Però adesso guardami e fottiti...
Listening to: dakota - Stereophonics
Listening to: dakota - Stereophonics
martedì 10 giugno 2008
"...C'è stato un tempo in cui ho avuto qualcosa che era troppo perfetto. Per questo dopo non ho potuto fare altro che disprezzare me stessa. Ecco la mia maledizione. Una maledizione alla quale finchè sarò in vita non potrò sottrarmi"
Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia
Listenig to: Cristina Donà, I'm in you
Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia
Listenig to: Cristina Donà, I'm in you
lunedì 9 giugno 2008
torto marcio
...e le aspettative si ridimensionano neanche tanto rovinosamente, e si comprende che forse si aveva torto marcio, che sì, forse la perfezione di certi attimi non verrà mai scalfita da nulla, ma lo splendore del mondo forse è meglio conservarlo davvero solo per sè, e nessun altro al mondo...
Nel momento stesso in cui ho sentito questa consapevolezza dentro, ho rimesso piede nel confortante suolo milanese...e ho sentito questo vago senso di sollievo nell'essere tornata alla mia rassicurante vita di tutti i giorni, lontano da te e dalla tua futile perversa fiera delle vanità...Ti voglio bene, un mondo di bene ma, cristo!, non ti sopporto più! L'ho detto, e mi sento meglio...e adesso inizia la fase del "mi ti scrollo di dosso"...adieu!
Nel momento stesso in cui ho sentito questa consapevolezza dentro, ho rimesso piede nel confortante suolo milanese...e ho sentito questo vago senso di sollievo nell'essere tornata alla mia rassicurante vita di tutti i giorni, lontano da te e dalla tua futile perversa fiera delle vanità...Ti voglio bene, un mondo di bene ma, cristo!, non ti sopporto più! L'ho detto, e mi sento meglio...e adesso inizia la fase del "mi ti scrollo di dosso"...adieu!
martedì 3 giugno 2008
Come risacca post sbronza
Che se non considero i guai degli ultimi giorni, tipo la carta di identità rovinosamente smarrita poco prima della mia partenza e per fortuna ritrovata, cazzo, io non sto più nella pelle all'idea di partire...che in realtà non mi manca il mare, e non mi manca la terra rossa che gira languidamente su stessa...è altro quello che mi manca...e oggi, poi, tutto questo fermento dentro, questo dolce tormento che mi attanaglia le braccia....boh, a dirla tutto, ma proprio tutta, sto da dio...e penso che c'è una voce vagamente roca che mi balla nella testa, e una certa maniera di guardarmi, tra il tenero e il languido, chè quando mi guarda così mah! il cervello potrebbe partirmi e andare in pappa, e attraversare orizzonti infinti e tornare di nuovo indietro, con quella stessa dolcemente nauseante risacca post sbronza....mamma come sto oggi...fermatemi!
venerdì 30 maggio 2008
un peccato se non....
Che i livelli di sfacciataggine da me raggiunti non si commentano, ma in fondo chissenefrega! Mi sembra finalmente di essere tornata in me da quando gioco a fare la lolita tentatrice....chè farei un collage di tutte le canzoni che ci piacciono e ci metterei dentro il guazzabuglio di pensieri contorti e vagamente perversi che mi si agitano dentro...insieme a queste mani che si agitano pure loro... e non trovano pace, divorate come sono da un desiderio...e sarebbe un peccato se non...
martedì 27 maggio 2008
Il top
lunedì 26 maggio 2008
Una poesia di Salvatore Toma
Rubata dal blog di Livio Romano (spero mi perdoni!), e niente come queste parole oggi mi sono sembrate adatte a descrivere il mio stato d'animo:
Non si può soffocare a lungo un amore
lo si può ritardare
questo sì
per vari comodi
o per estreme deludenti sensazioni
ma alla fine trionfa
lo si può nascondere con violenza
per anni
o con indifferenza
lo si può pietosamente subire
e soffrire in silenzio
ma alla fine trionfa
è un plagio istintuale
rapace
che ci assale
Serenamente
ci opprime.
Non si può soffocare a lungo un amore
lo si può ritardare
questo sì
per vari comodi
o per estreme deludenti sensazioni
ma alla fine trionfa
lo si può nascondere con violenza
per anni
o con indifferenza
lo si può pietosamente subire
e soffrire in silenzio
ma alla fine trionfa
è un plagio istintuale
rapace
che ci assale
Serenamente
ci opprime.
domenica 25 maggio 2008
E questa è la mia resa
Niente. Non ce n'è per nessuno. Chè le mie ore dell'inutile pentimento post sbornia sono sempre per te. E anche le ore dei giorni normali, e quelle dei giorni neri, e quelle dei giorni felici. Sono tue. Non c'è storia e ho deciso che sì, io mi arrendo. Questa è la mia resa e io la firmo. La smetto di portare avanti questo ridicolo tentativo donchicciottesco di esserti solo amica. Fammi quello che vuoi. Ne ho bisogno. Ho bisogno delle lacrime e del sangue. Dello svegliarmi in piena notte e sentire che lo stomaco mi si torce dentro per la voglia che ho di te. Ho bisogno delle urla di ieri, e delle notti infinite con te. Di questo taglio lacerante dentro. Di stare viva.
Non so come tu riesca ogni volta ad arrivare alla radice del mio essere, con ogni seppure insignificante gesto, così, senza sforzo alcuno. Solo tu puoi, e io mi arrendo. Amici un cazzo.
Non so come tu riesca ogni volta ad arrivare alla radice del mio essere, con ogni seppure insignificante gesto, così, senza sforzo alcuno. Solo tu puoi, e io mi arrendo. Amici un cazzo.
giovedì 22 maggio 2008
Il Nulla 2
Il fantastico mood di oggi continua: parlando con quel gran simpaticone del panda in estinzione, mi è venuto in mente che in fondo per consolarmi quest'estate potrei lanciare un nuovo trend indossando la pancera a fiorellini della Sora Lella. Anche il panda suddetto conferma l'appeal sexy di questa visione. E così, per completare il quadretto, mi ritroverò presto sulla ridente spiaggia di San Foca con ombrellone, sdraio e parmigiana di rito a rifarmi della fame patita ora. Amen.
Il Nulla - Baustelle
"Mi spieghi che dietro ogni campo di grano c'è il Divino c'è Van Gogh.
Io invece temo il peggio"
Oggi mi sono alzata così. Con le parole di questa canzone. Altro che primavera. Forse mordo. O anche no.
Ma è meglio non toccarmi, chè l'unico pensiero che oggi mi farebbe star meglio è quello di potermi staccare la pelle di dosso come l'ex figo Robbie Williams nel video di Rock Dj.
Ma in fondo se anche lui è diventanto un ciccione putridone almeno ho qualche chance in più di conquistarlo. AHHH!!!!
Io invece temo il peggio"
Oggi mi sono alzata così. Con le parole di questa canzone. Altro che primavera. Forse mordo. O anche no.
Ma è meglio non toccarmi, chè l'unico pensiero che oggi mi farebbe star meglio è quello di potermi staccare la pelle di dosso come l'ex figo Robbie Williams nel video di Rock Dj.
Ma in fondo se anche lui è diventanto un ciccione putridone almeno ho qualche chance in più di conquistarlo. AHHH!!!!
mercoledì 21 maggio 2008

A quanto pare finalmente i cugini snob guardano con interesse al risorto cinema italiano: il fatto che nel nostro Paese esistano giovani e geniali registi come Garrone e Sorrentino dovrebbe indurci a smetterla con la nostra rovinosa e ormai anacronistica zappa sui piedi. Intanto domani vado a veder Gomorra, in attesa trepidante de Il Divo e dell'ennesima magistrale interpretazione di Servillo.
E' così che si fa
"Con quanti uomini è andata a letto?"
"Cinque, forse sei"
"Non sono tanti al giorno d'ggi"
"E' stata una settimana fiacca"
da Palle in canna (1993)
"Cinque, forse sei"
"Non sono tanti al giorno d'ggi"
"E' stata una settimana fiacca"
da Palle in canna (1993)
martedì 20 maggio 2008

Se il magnesio e il guaranà che sto assumendo in dosi massicce negli ultimi tempi, sfiorando una simil-tossicodipendenza dai risvolti preoccupanti (vedi irritabilità estrema e conseguente intolleranza omicida, in caso di astinenza), mi facessero sentire una dea come questa qui affianco....Ma almeno ho azzeccato il colore dell'abito per il matrimonio-evento dell'anno. E già non è poco.
domenica 18 maggio 2008
Della frivolezza
sabato 17 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008
Mi capita a volte di rileggere vecchi post del mio blog...sembra una lista infinita di piagnistei...sono stanca...Se proprio devo star male voglio che sia per un motivo autentico, di quelli che davvero ti squarciano la carne...e invece sono stata per un tempo infinito a credere di soffrire per persone che mi hanno fatto sentire piccola, infima, inadeguata...E ora mi chiedo...sono davvero io questa? Corrisponde davvero a me questa specie di eroina piangente simil-"sense and sensibility"? Dov'è finita la persona ironica e soprattutto autoironica che ero un tempo? Perchè ho sotterrato me stessa sotto questa montagna di merda? Perchè ho permesso agli altri di farlo? Perchè ho continuato a dilaniarmi in questa maniera? Per chi? Per cosa, cazzo??? Mi trascino, e sono stanca. E allora ho pensato che vorrei che anche questo mio scrivere assuma un tono diverso, vorrei un nuovo inizio, vorrei che il mio scrivere segnasse questa piccola rivoluzione. Però non so perchè abbandonare questa Marianna, poi, faccia così male...
domenica 4 maggio 2008
La parte adamantina di me..
Questo tu sei...la parte adamantina di me, la parte illuminata, quella che rischiara e risplende...e non so come si chiami tutto questo...so solo che oggi lo sferragliare del treno tagliava come mille schegge sulla pelle inerme...e poi c'era quel tramonto...e c'eri tu, e quel tuo sorriso grande, infinito, nella luce triste del crepuscolo...e c'erano mille altri pensieri che avrei voluto non sfuggissero più...e ora c'è questa casa vuota, e la forma del tuo viso impressa nelle mani, mani che ti hanno accarezzato, strazianti e inermi, anche quelle insieme a tutto il resto...e c'è questa primavera triste...questo tempo che non passa più...tutto questo rende soli...maledettamente soli...
domenica 27 aprile 2008
Squarciare...
...Speravo arrivasse qualcuno che squarciasse, penetrasse questa coltre fitta che è la mia solitudine e la prendesse a morsi...E invece non è successo nulla...Sono passati giorni interi in cui me ne sono stata inerme tra queste quattro mura...La primavera non aveva mai prodotto su di me un effetto così devastante...Oggi mi sono sforzata e sono uscita nel sole caldo...me ne sono stata al parco a leggere mentre la luce del sole si stemperava in un bellissimo tramonto...ma non riesco più e reggere nemmeno queste pennellate di bellezza...sono rientrata quasi subito nel mio rassicurante bozzolo e mi sono sentita immediatamente meglio, meglio nell'opprimente spazio occupato dall'odio per me stessa...e aspetto te, aspetto te per aprire quel giardino di cui parlo sempre, quel giardino cantato da CRistina Donà, con i mille frutti da desiderare...ma mai ti ho sentito così lontano, mai...mai come ora, in cui aspetto che tu produca la breccia nella coltre...fallo, ti prego....fallo presto..
venerdì 18 aprile 2008
The weight of my words
Sto ascoltando i Kings of Convenience in una grigia mattinata di pioggia, la primavera sembra un miraggio lontano ed è quasi dolcemente triste starsene al caldo mentre fuori minuscole gocce infinite inondano Milano. Nelle penombra della mia canera questa mattina ho ripreso in mano il taccuino su cui scrivo i miei pensieri che poi riporto sapientemente sul blog, e mi sono accorta che le pagine bianche ormai si sprecano. Ed è come se quel vuoto sulle pagine fosse la metafora di quello che mi accade dentro. In reatà non è così, in realtà è semplicemente difficile mettere nero su bianco questo periodo: sto rivalutando troppe cose, forse persino la mia stessa maniera di vivere e giudicare le persone. Semplicemente credo che sia arrivato il momento di crescere sul serio, credo che sia arrivato il tempo di porre fine a quella insana tendenza che ho di pensare, come in Tokyo blues, che si possa oscillare eternamente tra i diciotto e i diciannove anni. E' arrivato il tempo di lasciare che quell'intensità tanto agognata, quella tristezza in cui amavo cullarmi, quella vertigine che cercavo affannosamente, lasci spazio ad altre più mature consapevolezze. Questo mi sta portando a lasciarmi dietro alcune persone, forse tra le più care che avevo. Ma quella loro stessa ricerca furiosa di un altrove che anche io inseguivo le porta lontano da me, inevitabilmente, come in questa canzone, credo che non possano più sentire il peso delle mie parole. Fa male, brucia, ma tant'è. Tokyo blues continua ad essere dentro me. Ma Naoko devo lasciarmela dietro e fare spazio a Midori, se voglio continuare a vivere
domenica 30 marzo 2008
E vabbè...ndo stai? Io seratona proprio...infatti sono già tornata a casa..con un turbine di pensieri nella testa...chè poi chissà perchè mi son venuti proprio oggi...giornata splendida...sentore di primavera...e io che ho iniziato a pensare a cosa cazzo serve tutto quello che faccio? Io mille amici, mille impegni, un'agenda fittissima...ma tutto questo dove cazzo mi sta portando? A cosa serve?Cosa è davvero importante? Ho cercato di accantonarli....e sono uscita in questo insolito sole milanese...pomeriggio nei vicoli di Brera, con una persona che è stato davvero un piacere conoscere meglio (cazzo la vita è davvero stranissimma e riserva sorprese infinite), poi cena da amici, e concerto, e nel bel mezzo del concerto, ecco di nuovo quella sensazione indefinita che mi attanaglia...e niente....inforco il motorino...passo a prendere mia sorella in lacrime, per un'altra delusione amorosa, l'ennesima sua e di mille altre persone, ma non mia, non più...e penso all'amore, all'infimo sistema di dipendenze che è l'amore, e al fatto che io non lo voglio, che sto bene così, e solo voglio capire dove cavolo sto andando....e se mai lo capirò, quello sarà un giorno speciale, meraviglioso, e quel giorno correrò da te a dirtelo...anche se non lo meriti...perchè ci sono cose che non riuscirò a capire mai...e questo tuo silenzio un pò dilania, anche se non lo ammetto...ed è sabato notte, e non bastano manco le note di pioggia dei Massive Attack, non basta più nulla, basterebbe forse il suono della tua voce, ma forse in fondo nemmeno quello...
mercoledì 26 marzo 2008
La prima immagine che ho di te
La prima immagine che ho di te
è un occhio di candido smarrimento
su un monitor divenuto prigione.
La seconda immagine che ho di te
è il tuo corpo perduto in un locale
e poi il suo liquefarsi in mesi di guerra.
La terza immagine che ho di te
è una bocca immobile in una stanza.
Tu mi ammali: è l’innesto perfetto.
Via: http://vertigine.wordpress.com/
è un occhio di candido smarrimento
su un monitor divenuto prigione.
La seconda immagine che ho di te
è il tuo corpo perduto in un locale
e poi il suo liquefarsi in mesi di guerra.
La terza immagine che ho di te
è una bocca immobile in una stanza.
Tu mi ammali: è l’innesto perfetto.
Via: http://vertigine.wordpress.com/
martedì 25 marzo 2008
Primavera
Chè poi se ci penso mi sembra tutto già così lontano, effimero....Ho avuto pensieri da squarciare la carne...Ho fissato a lungo le sue braccia, quel loro movimento impercettibilmente nervoso, e le mani forti, vigorose, che picchiettavano ritmicamente il manubrio...e quella canzone ripescata nelle trame di pensieri lontani...E' stato tutto così veloce, in fondo. Ed è stato solo questo, a ben pensarci. Null'altro che questo e una serie di pensieri leggeri che si sono rincorsi per poi arrestarsi così all'improvviso. E io che pensavo ci saremmo intesi...Così sono tornata di nuovo alla mia vita, in questa Milano dall'aria insolitamente limpida, ed è altro quello che mi manca davvero...Non te..il pensiero di te si è dissolto così velocemente...che quasi spiace che non riesca più a pensare a qualcuno con lo stesso struggimento di un tempo...quello struggimento che mi faceva piangere al pensiero di quello che saremmo potuti essere...Con te questo pensiero non mi ha attraversato, non mi ha trafitto...è una possibilità persa ma poco importa. E sono tornata al pensiero di colui che "tutti i giorni mi sorprende con un messaggio destabilizzante", alla vertigine del suo messaggio destabilizzante, a quello che ci siamo dati e ancora ci daremo, senza paure e infondati timori.
mercoledì 12 marzo 2008
Le cose che non so fare
Una bellissima poesia tratta dal blog di Livio Romano che si conferma uno dei miei preferiti e un contenitore infinito di perle...
Le cose che non so fare
di Matteo Greco
Non so cucire le ore che seguono e che precedono,
non so tenerle in tasca,
non so trovare l’angolo della casa in cui stanno meglio.
Non so svegliarmi assieme alle ossa, addormentarmi coi miei piedi.
Come un ospite indesiderato
Passo la notte nel cuore
E sporco dappertutto.
Non so accendere le parole, spegnere il silenzio fra due dita.
Tendo al nulla
E alle sue declinazioni.
Non so tradurre le mani con cui mi guardi, conservare un bacio nel portafogli.
Non so piegare la tristezza e i tovaglioli, stendere al vento le cose che non dici.
Non so chiudermi di fuori
E aspettare che sia finito.
Non so perderti nella borsa, farti scappare dalle mani mentre ti decoro.
Non so dimenticarti in fondo al frigo.
Non so perdere la chiave.
Non so cancellarti.
Mi fanno male le pagine.
Non so dissodare le otto e un quarto della sera.
Spegnere la notte sul comodino.
Infilarmi in un lungo bacio buio.
Non so come sarà.
Mi porto dietro questa sedia vuota
Salendo e scendendo per il giorno.
Non so asciugarmi questo abbraccio freddo che mi dai sotto la pelle.
Le cose che non so fare
di Matteo Greco
Non so cucire le ore che seguono e che precedono,
non so tenerle in tasca,
non so trovare l’angolo della casa in cui stanno meglio.
Non so svegliarmi assieme alle ossa, addormentarmi coi miei piedi.
Come un ospite indesiderato
Passo la notte nel cuore
E sporco dappertutto.
Non so accendere le parole, spegnere il silenzio fra due dita.
Tendo al nulla
E alle sue declinazioni.
Non so tradurre le mani con cui mi guardi, conservare un bacio nel portafogli.
Non so piegare la tristezza e i tovaglioli, stendere al vento le cose che non dici.
Non so chiudermi di fuori
E aspettare che sia finito.
Non so perderti nella borsa, farti scappare dalle mani mentre ti decoro.
Non so dimenticarti in fondo al frigo.
Non so perdere la chiave.
Non so cancellarti.
Mi fanno male le pagine.
Non so dissodare le otto e un quarto della sera.
Spegnere la notte sul comodino.
Infilarmi in un lungo bacio buio.
Non so come sarà.
Mi porto dietro questa sedia vuota
Salendo e scendendo per il giorno.
Non so asciugarmi questo abbraccio freddo che mi dai sotto la pelle.
martedì 4 marzo 2008
Presto ti riavrò...
...e con o senza il tuo permesso ed inutili parole ti verrò a cercare...
Così canta Cristina Donà stasera....In un altro tempo e in un altro luogo lo avrei creduto possibile...Poi tutto è cambiato...il cambiamento è arrivato piano ed impercettibilmente eppure a me è parso che sia arrivato all'improvviso, come la primavera dopo un lungo inverno, o come uno schiaffo crudele che ti investe in pieno il viso...Credo di averci fatto l'abitudine col tempo, per un istinto che definirei quasi di sopravvivenza...Dovevo, o sarei precipitata in un inferno...Poi, a volte, ma solo a volte, bastano chiacchierate sul fare della notte, le luci là fuori che illuminano la stanza di una bellissima luce fioca, la voce mia e tua che si fondono e intrecciano discorsi senza fine, discorsi che continuano in un'altalena infinita da un anno a questa parte...ecco basta questo e mi monta di nuovo dentro quel pensiero che ho definito febbrile e ostinato e stanco nello stesso tempo...E mi chiedi di pensarti...come se davvero ci fosse l'esigenza di chiederlo...Ti penserei comunque...ma a volte i pensieri che ti rivolgo sono carichi di un odio raro, forte, viscerale, che sembra riscaldarmi le interiora quasi, e mi cola dentro, investe le vene come sangue bollente che si fonde, e sento un rombo nelle orecchie...sì a volte ti odio così...perchè le parole a volte non mi bastano...vorrei te, un te silente, solo questo vorrei...e nulla più..
Così canta Cristina Donà stasera....In un altro tempo e in un altro luogo lo avrei creduto possibile...Poi tutto è cambiato...il cambiamento è arrivato piano ed impercettibilmente eppure a me è parso che sia arrivato all'improvviso, come la primavera dopo un lungo inverno, o come uno schiaffo crudele che ti investe in pieno il viso...Credo di averci fatto l'abitudine col tempo, per un istinto che definirei quasi di sopravvivenza...Dovevo, o sarei precipitata in un inferno...Poi, a volte, ma solo a volte, bastano chiacchierate sul fare della notte, le luci là fuori che illuminano la stanza di una bellissima luce fioca, la voce mia e tua che si fondono e intrecciano discorsi senza fine, discorsi che continuano in un'altalena infinita da un anno a questa parte...ecco basta questo e mi monta di nuovo dentro quel pensiero che ho definito febbrile e ostinato e stanco nello stesso tempo...E mi chiedi di pensarti...come se davvero ci fosse l'esigenza di chiederlo...Ti penserei comunque...ma a volte i pensieri che ti rivolgo sono carichi di un odio raro, forte, viscerale, che sembra riscaldarmi le interiora quasi, e mi cola dentro, investe le vene come sangue bollente che si fonde, e sento un rombo nelle orecchie...sì a volte ti odio così...perchè le parole a volte non mi bastano...vorrei te, un te silente, solo questo vorrei...e nulla più..
lunedì 3 marzo 2008
Ci sono. Ho solo frapposto tra me e il mondo una sorta di doppio vetro a mò di protezione...Ho creato un hortus conclusus dove non è ammesso nessuno....solo le canzoni dei Baustelle a ripetizione, buoni libri, tanto lavoro e tanta palestra...Sembra non servirmi davvero altro...Ho posto fine a patimenti e struggimenti vari ed eventuali. Non è un miracolo. E' quello che mi merito questo mio piccolo giardino interiore, esclusivissimo e lontano da tutto e tutti.
C'è stato un piccolo anticipo di primavera in questi giorni, e mi sono goduto ieri un crepuscolo bellissimo, con la finestra che dava sul parco, aperta come nelle notti d'estate....Nel mio giardino c'è questo, e c'è anche altro...Ci sono pensieri segreti che però sembrano dissolversi, piano e finemente....E pazienza anche se accade questo. Perchè questo è il mio giardino, e ora che ci sono arrivata non lo lascio più.
C'è stato un piccolo anticipo di primavera in questi giorni, e mi sono goduto ieri un crepuscolo bellissimo, con la finestra che dava sul parco, aperta come nelle notti d'estate....Nel mio giardino c'è questo, e c'è anche altro...Ci sono pensieri segreti che però sembrano dissolversi, piano e finemente....E pazienza anche se accade questo. Perchè questo è il mio giardino, e ora che ci sono arrivata non lo lascio più.
lunedì 11 febbraio 2008
Voglio una pelle splendida
stringimi madre
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvamibacia il colpevole
se dice la verità
ma si
ma si ma si
ma si
passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy
voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
Mi sono ripetuta nella testa questa canzone come fosse un mantra...e non riuscivo a chiudere occhio...E pensavo...pensavo che con te ho sbagliato tutto, facendoti credere cose non vere. Intendiamoci: non è che io voglia fare la santarellina, dicendo che non ho affatto voglia di farlo con te...Ma c'è altro. E so che questo "altro" ti spaventa, sebbene non sia affatto qualcosa di nemmeno lontanamente vicino a ciò che definiamo pomposamente amore, parola di cui non credo di conoscere davvero il significato, sebbene ne abusi tantissimo, fin troppo...Ma è comunque altro dal sesso mero, semplice, ferino...E allora ho tentato di celarlo, relegarlo in una parte di me che potrebbe rimanerti sconosciuta, mio malgrado e con mia enorme sofferenza. Adoro quella persona, lo sai. Il punto è che so che ogni mio pensiero troverà in lui la giusta conclusione. Sono certa che lui terminerà ciò che io sto pensando per questa misteriosa, sincrona, sorprendente intesa che ci lega. Con te è diverso. In te non trovo conferme. Tu mi confondi, mi rimetti in discussione, mi contringi a stare di fronte all'imprevedibile. E l'imprevedibile dà le vertigini. E le vertigini eccitano. Le vertigini danno ebbrezza. E più assaporo tutto questo, più tu mi sfuggi. Dalle mani, dalla pancia, da tutto. E ancor più capisco quanto sia ancora prezioso addentrarsi in questi territori lontani, dove non mi avventuravo da tempo, troppo tempo. Ed è questo a darmi ebbrezza, una sensazione di volo visionario, vorticoso, attraverso cui mi spingo lontano. E come nella canzone spero tu venga a salvarmi, a baciare il colpevole...la colpevole sono io, colpevole di troppa indolenza, indolenza da cui tu mi hai tratto fuori. E per questo credo di doverti essere grata.
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvamibacia il colpevole
se dice la verità
ma si
ma si ma si
ma si
passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy
voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
Mi sono ripetuta nella testa questa canzone come fosse un mantra...e non riuscivo a chiudere occhio...E pensavo...pensavo che con te ho sbagliato tutto, facendoti credere cose non vere. Intendiamoci: non è che io voglia fare la santarellina, dicendo che non ho affatto voglia di farlo con te...Ma c'è altro. E so che questo "altro" ti spaventa, sebbene non sia affatto qualcosa di nemmeno lontanamente vicino a ciò che definiamo pomposamente amore, parola di cui non credo di conoscere davvero il significato, sebbene ne abusi tantissimo, fin troppo...Ma è comunque altro dal sesso mero, semplice, ferino...E allora ho tentato di celarlo, relegarlo in una parte di me che potrebbe rimanerti sconosciuta, mio malgrado e con mia enorme sofferenza. Adoro quella persona, lo sai. Il punto è che so che ogni mio pensiero troverà in lui la giusta conclusione. Sono certa che lui terminerà ciò che io sto pensando per questa misteriosa, sincrona, sorprendente intesa che ci lega. Con te è diverso. In te non trovo conferme. Tu mi confondi, mi rimetti in discussione, mi contringi a stare di fronte all'imprevedibile. E l'imprevedibile dà le vertigini. E le vertigini eccitano. Le vertigini danno ebbrezza. E più assaporo tutto questo, più tu mi sfuggi. Dalle mani, dalla pancia, da tutto. E ancor più capisco quanto sia ancora prezioso addentrarsi in questi territori lontani, dove non mi avventuravo da tempo, troppo tempo. Ed è questo a darmi ebbrezza, una sensazione di volo visionario, vorticoso, attraverso cui mi spingo lontano. E come nella canzone spero tu venga a salvarmi, a baciare il colpevole...la colpevole sono io, colpevole di troppa indolenza, indolenza da cui tu mi hai tratto fuori. E per questo credo di doverti essere grata.
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