stringimi madre
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvamibacia il colpevole
se dice la verità
ma si
ma si ma si
ma si
passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy
voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
Mi sono ripetuta nella testa questa canzone come fosse un mantra...e non riuscivo a chiudere occhio...E pensavo...pensavo che con te ho sbagliato tutto, facendoti credere cose non vere. Intendiamoci: non è che io voglia fare la santarellina, dicendo che non ho affatto voglia di farlo con te...Ma c'è altro. E so che questo "altro" ti spaventa, sebbene non sia affatto qualcosa di nemmeno lontanamente vicino a ciò che definiamo pomposamente amore, parola di cui non credo di conoscere davvero il significato, sebbene ne abusi tantissimo, fin troppo...Ma è comunque altro dal sesso mero, semplice, ferino...E allora ho tentato di celarlo, relegarlo in una parte di me che potrebbe rimanerti sconosciuta, mio malgrado e con mia enorme sofferenza. Adoro quella persona, lo sai. Il punto è che so che ogni mio pensiero troverà in lui la giusta conclusione. Sono certa che lui terminerà ciò che io sto pensando per questa misteriosa, sincrona, sorprendente intesa che ci lega. Con te è diverso. In te non trovo conferme. Tu mi confondi, mi rimetti in discussione, mi contringi a stare di fronte all'imprevedibile. E l'imprevedibile dà le vertigini. E le vertigini eccitano. Le vertigini danno ebbrezza. E più assaporo tutto questo, più tu mi sfuggi. Dalle mani, dalla pancia, da tutto. E ancor più capisco quanto sia ancora prezioso addentrarsi in questi territori lontani, dove non mi avventuravo da tempo, troppo tempo. Ed è questo a darmi ebbrezza, una sensazione di volo visionario, vorticoso, attraverso cui mi spingo lontano. E come nella canzone spero tu venga a salvarmi, a baciare il colpevole...la colpevole sono io, colpevole di troppa indolenza, indolenza da cui tu mi hai tratto fuori. E per questo credo di doverti essere grata.
lunedì 11 febbraio 2008
domenica 10 febbraio 2008
sabato 9 febbraio 2008
Chè sembra quasi primavera
Me ne vado in giro a piedi nudi chè sembra quasi primavera...e mi confondo tra la folla carnevalesca di bambini e adulti che paiono impazziti in una luce solare così forte e insolita...e poi me ne sto seduta in caffetteria, sola soletta, io e il mio giornale e la mia tazza di caffè americano, mi incanto un pò a guardare la luce dolcemente rosea del Duomo per metà ristrutturato...e penso a quando in questo posto ci siamo stati insieme...e l'inverno era alle porte...mentre ora sembra essere tornata questa primavera dal cielo terso e dall'aria limpida...e penso che è passato quasi un anno dacchè ci siamo ritrovati...e ancora penso che in fondo non ci perderemo mai più io e te, mai mai mai...e che se io sono il tuo prezioso concentrato di stile, tu sei prezioso e basta.Punto. E poi sorrido, un sorriso segreto, che è sempre dentro di me, mi alzo e mi lascio tutto alle spalle ed esco di nuovo nella luce che mi acceca. E u ci sei ancora.
venerdì 1 febbraio 2008
E le mie mani hanno applaudito il mondo..
perchè il mondo è ora davvero come avrei voluto che fosse, per lo meno quello che è il mio piccolo mondo...Ho finalmente il lavoro che desideravo e questo è davvero meraviglioso, come se davvero avessi acquistato quella completezza che mi mancava...e non c'è più ombra di sofferenza, di carni dilaniate da desideri inappagati, se non quello di lui...quello di lui che ricorre ancora...la sua voce al telefono resta sempre un suono sinuoso che si insinua nella carne, dolce, languida, è qualcosa di scivoloso, vischioso, che mi scorre lentamente dentro, scorre piano attraverso gli anfratti infiniti del mio corpo, che come sempre lo accoglie, avido e desideroso...Però non fa più male...è come se ormai avessi acquisito la completa rassegnazione per quella che è la nostra situazione...so che questo lo renderà felice e orgoglioso di me...Io non so come mi sento davvero; so solo che continuerò a vivere tutto questo come una grande occasione mancata, come se credessi in un destino che assegna a priori e poi toglie, toglie impunemente, e ti lascia con una sensazione di irrealizzato che ti accompagnerà per tutta la tua dannata esistenza, e sarà, forse, davvero l'unica spinta che ti consentirà di andare avanti e sperare. Questo tu sei per me...come in quel sonetto di Shakespeare di cui ti ho parlato, credo, (d'altra parte credo di averti detto tutto quello che serbo dentro, come a nessun altro al mondo, perchè tu sei tu, e non c'è nessuno al mondo che possa destarmi dentro quello che desti tu), già...così tu sei per me, "come il cibo per la vita, o come le dolci pioggerelle estive per la terra"....o come questo riff energico, disperato e straziante dei Radiohead...Tu sei questo, e molto altro, molto di più, tu sei l'irrealizzato e l'irrealizzabile e l'indicibile....
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