venerdì 1 febbraio 2008

E le mie mani hanno applaudito il mondo..

perchè il mondo è ora davvero come avrei voluto che fosse, per lo meno quello che è il mio piccolo mondo...Ho finalmente il lavoro che desideravo e questo è davvero meraviglioso, come se davvero avessi acquistato quella completezza che mi mancava...e non c'è più ombra di sofferenza, di carni dilaniate da desideri inappagati, se non quello di lui...quello di lui che ricorre ancora...la sua voce al telefono resta sempre un suono sinuoso che si insinua nella carne, dolce, languida, è qualcosa di scivoloso, vischioso, che mi scorre lentamente dentro, scorre piano attraverso gli anfratti infiniti del mio corpo, che come sempre lo accoglie, avido e desideroso...Però non fa più male...è come se ormai avessi acquisito la completa rassegnazione per quella che è la nostra situazione...so che questo lo renderà felice e orgoglioso di me...Io non so come mi sento davvero; so solo che continuerò a vivere tutto questo come una grande occasione mancata, come se credessi in un destino che assegna a priori e poi toglie, toglie impunemente, e ti lascia con una sensazione di irrealizzato che ti accompagnerà per tutta la tua dannata esistenza, e sarà, forse, davvero l'unica spinta che ti consentirà di andare avanti e sperare. Questo tu sei per me...come in quel sonetto di Shakespeare di cui ti ho parlato, credo, (d'altra parte credo di averti detto tutto quello che serbo dentro, come a nessun altro al mondo, perchè tu sei tu, e non c'è nessuno al mondo che possa destarmi dentro quello che desti tu), già...così tu sei per me, "come il cibo per la vita, o come le dolci pioggerelle estive per la terra"....o come questo riff energico, disperato e straziante dei Radiohead...Tu sei questo, e molto altro, molto di più, tu sei l'irrealizzato e l'irrealizzabile e l'indicibile....

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