lunedì 11 febbraio 2008

Voglio una pelle splendida

stringimi madre
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvamibacia il colpevole
se dice la verità
ma si
ma si ma si
ma si
passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy
voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy


Mi sono ripetuta nella testa questa canzone come fosse un mantra...e non riuscivo a chiudere occhio...E pensavo...pensavo che con te ho sbagliato tutto, facendoti credere cose non vere. Intendiamoci: non è che io voglia fare la santarellina, dicendo che non ho affatto voglia di farlo con te...Ma c'è altro. E so che questo "altro" ti spaventa, sebbene non sia affatto qualcosa di nemmeno lontanamente vicino a ciò che definiamo pomposamente amore, parola di cui non credo di conoscere davvero il significato, sebbene ne abusi tantissimo, fin troppo...Ma è comunque altro dal sesso mero, semplice, ferino...E allora ho tentato di celarlo, relegarlo in una parte di me che potrebbe rimanerti sconosciuta, mio malgrado e con mia enorme sofferenza. Adoro quella persona, lo sai. Il punto è che so che ogni mio pensiero troverà in lui la giusta conclusione. Sono certa che lui terminerà ciò che io sto pensando per questa misteriosa, sincrona, sorprendente intesa che ci lega. Con te è diverso. In te non trovo conferme. Tu mi confondi, mi rimetti in discussione, mi contringi a stare di fronte all'imprevedibile. E l'imprevedibile dà le vertigini. E le vertigini eccitano. Le vertigini danno ebbrezza. E più assaporo tutto questo, più tu mi sfuggi. Dalle mani, dalla pancia, da tutto. E ancor più capisco quanto sia ancora prezioso addentrarsi in questi territori lontani, dove non mi avventuravo da tempo, troppo tempo. Ed è questo a darmi ebbrezza, una sensazione di volo visionario, vorticoso, attraverso cui mi spingo lontano. E come nella canzone spero tu venga a salvarmi, a baciare il colpevole...la colpevole sono io, colpevole di troppa indolenza, indolenza da cui tu mi hai tratto fuori. E per questo credo di doverti essere grata.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao Marianna,
non so se ti è arrivata una mia mail.
Cmq un grosso ciao dal Profondo Sud
livio