domenica 30 marzo 2008

E vabbè...ndo stai? Io seratona proprio...infatti sono già tornata a casa..con un turbine di pensieri nella testa...chè poi chissà perchè mi son venuti proprio oggi...giornata splendida...sentore di primavera...e io che ho iniziato a pensare a cosa cazzo serve tutto quello che faccio? Io mille amici, mille impegni, un'agenda fittissima...ma tutto questo dove cazzo mi sta portando? A cosa serve?Cosa è davvero importante? Ho cercato di accantonarli....e sono uscita in questo insolito sole milanese...pomeriggio nei vicoli di Brera, con una persona che è stato davvero un piacere conoscere meglio (cazzo la vita è davvero stranissimma e riserva sorprese infinite), poi cena da amici, e concerto, e nel bel mezzo del concerto, ecco di nuovo quella sensazione indefinita che mi attanaglia...e niente....inforco il motorino...passo a prendere mia sorella in lacrime, per un'altra delusione amorosa, l'ennesima sua e di mille altre persone, ma non mia, non più...e penso all'amore, all'infimo sistema di dipendenze che è l'amore, e al fatto che io non lo voglio, che sto bene così, e solo voglio capire dove cavolo sto andando....e se mai lo capirò, quello sarà un giorno speciale, meraviglioso, e quel giorno correrò da te a dirtelo...anche se non lo meriti...perchè ci sono cose che non riuscirò a capire mai...e questo tuo silenzio un pò dilania, anche se non lo ammetto...ed è sabato notte, e non bastano manco le note di pioggia dei Massive Attack, non basta più nulla, basterebbe forse il suono della tua voce, ma forse in fondo nemmeno quello...

mercoledì 26 marzo 2008

La prima immagine che ho di te

La prima immagine che ho di te
è un occhio di candido smarrimento
su un monitor divenuto prigione.
La seconda immagine che ho di te
è il tuo corpo perduto in un locale
e poi il suo liquefarsi in mesi di guerra.
La terza immagine che ho di te
è una bocca immobile in una stanza.
Tu mi ammali: è l’innesto perfetto.



Via: http://vertigine.wordpress.com/

martedì 25 marzo 2008

Primavera

Chè poi se ci penso mi sembra tutto già così lontano, effimero....Ho avuto pensieri da squarciare la carne...Ho fissato a lungo le sue braccia, quel loro movimento impercettibilmente nervoso, e le mani forti, vigorose, che picchiettavano ritmicamente il manubrio...e quella canzone ripescata nelle trame di pensieri lontani...E' stato tutto così veloce, in fondo. Ed è stato solo questo, a ben pensarci. Null'altro che questo e una serie di pensieri leggeri che si sono rincorsi per poi arrestarsi così all'improvviso. E io che pensavo ci saremmo intesi...Così sono tornata di nuovo alla mia vita, in questa Milano dall'aria insolitamente limpida, ed è altro quello che mi manca davvero...Non te..il pensiero di te si è dissolto così velocemente...che quasi spiace che non riesca più a pensare a qualcuno con lo stesso struggimento di un tempo...quello struggimento che mi faceva piangere al pensiero di quello che saremmo potuti essere...Con te questo pensiero non mi ha attraversato, non mi ha trafitto...è una possibilità persa ma poco importa. E sono tornata al pensiero di colui che "tutti i giorni mi sorprende con un messaggio destabilizzante", alla vertigine del suo messaggio destabilizzante, a quello che ci siamo dati e ancora ci daremo, senza paure e infondati timori.

mercoledì 12 marzo 2008

Le cose che non so fare

Una bellissima poesia tratta dal blog di Livio Romano che si conferma uno dei miei preferiti e un contenitore infinito di perle...

Le cose che non so fare
di Matteo Greco


Non so cucire le ore che seguono e che precedono,
non so tenerle in tasca,
non so trovare l’angolo della casa in cui stanno meglio.
Non so svegliarmi assieme alle ossa, addormentarmi coi miei piedi.
Come un ospite indesiderato
Passo la notte nel cuore
E sporco dappertutto.
Non so accendere le parole, spegnere il silenzio fra due dita.
Tendo al nulla
E alle sue declinazioni.
Non so tradurre le mani con cui mi guardi, conservare un bacio nel portafogli.
Non so piegare la tristezza e i tovaglioli, stendere al vento le cose che non dici.
Non so chiudermi di fuori
E aspettare che sia finito.
Non so perderti nella borsa, farti scappare dalle mani mentre ti decoro.
Non so dimenticarti in fondo al frigo.
Non so perdere la chiave.
Non so cancellarti.
Mi fanno male le pagine.
Non so dissodare le otto e un quarto della sera.
Spegnere la notte sul comodino.
Infilarmi in un lungo bacio buio.
Non so come sarà.
Mi porto dietro questa sedia vuota
Salendo e scendendo per il giorno.
Non so asciugarmi questo abbraccio freddo che mi dai sotto la pelle.

martedì 4 marzo 2008

Presto ti riavrò...

...e con o senza il tuo permesso ed inutili parole ti verrò a cercare...


Così canta Cristina Donà stasera....In un altro tempo e in un altro luogo lo avrei creduto possibile...Poi tutto è cambiato...il cambiamento è arrivato piano ed impercettibilmente eppure a me è parso che sia arrivato all'improvviso, come la primavera dopo un lungo inverno, o come uno schiaffo crudele che ti investe in pieno il viso...Credo di averci fatto l'abitudine col tempo, per un istinto che definirei quasi di sopravvivenza...Dovevo, o sarei precipitata in un inferno...Poi, a volte, ma solo a volte, bastano chiacchierate sul fare della notte, le luci là fuori che illuminano la stanza di una bellissima luce fioca, la voce mia e tua che si fondono e intrecciano discorsi senza fine, discorsi che continuano in un'altalena infinita da un anno a questa parte...ecco basta questo e mi monta di nuovo dentro quel pensiero che ho definito febbrile e ostinato e stanco nello stesso tempo...E mi chiedi di pensarti...come se davvero ci fosse l'esigenza di chiederlo...Ti penserei comunque...ma a volte i pensieri che ti rivolgo sono carichi di un odio raro, forte, viscerale, che sembra riscaldarmi le interiora quasi, e mi cola dentro, investe le vene come sangue bollente che si fonde, e sento un rombo nelle orecchie...sì a volte ti odio così...perchè le parole a volte non mi bastano...vorrei te, un te silente, solo questo vorrei...e nulla più..

lunedì 3 marzo 2008

Ci sono. Ho solo frapposto tra me e il mondo una sorta di doppio vetro a mò di protezione...Ho creato un hortus conclusus dove non è ammesso nessuno....solo le canzoni dei Baustelle a ripetizione, buoni libri, tanto lavoro e tanta palestra...Sembra non servirmi davvero altro...Ho posto fine a patimenti e struggimenti vari ed eventuali. Non è un miracolo. E' quello che mi merito questo mio piccolo giardino interiore, esclusivissimo e lontano da tutto e tutti.
C'è stato un piccolo anticipo di primavera in questi giorni, e mi sono goduto ieri un crepuscolo bellissimo, con la finestra che dava sul parco, aperta come nelle notti d'estate....Nel mio giardino c'è questo, e c'è anche altro...Ci sono pensieri segreti che però sembrano dissolversi, piano e finemente....E pazienza anche se accade questo. Perchè questo è il mio giardino, e ora che ci sono arrivata non lo lascio più.