lunedì 30 giugno 2008

Singletudine

E anche stasera, io single impenitente, mi ritrovo in mezzo alle coppie e parto per la tangente ripensando a sabato scorso: unica zitella (è inutile che stiamo qui a nasconderci dietro alla terminologia british, de zitellaggine trattasi) esco insieme a sole coppie, troppo tardi per rendermi conto del guaio in cui mi ero cacciata. Innanzitutto mi fanno sedere nell'angolo più sperduto del Magnolia, lontanissima dalla strategica zona di attacco. E vabbè. Ma nel momento in cui attaccano a dire "e quanto è bello il mio brillocco di qua, e quanto è bello il mio brillocco di là", eh no!, io non li reggo più e con la scusa di rifornirmi di birra (quei 4-5 litri, giusto per superare la situazione) mi allontano, diretta in zona acchiappo. Per fortuna incontro la mia tesora Elena, che però va via subito. E dopo aver ricevuto qualche sguardo lascivo alla mia fighissima tiered skirt, decido di tornare alla base. Giusto perchè squilla il cellulare e dal nome sul display prevedo che non si tratterà di un simpatico scambio di idee. Ma lasciamo pure da parte questo PICCOLO INCRESCIOSO EPISODIO e concentriamoci sul fatto che la mia singletudine è triste solo per una ragione: che qua le amiche nelle mie stesse condizioni scarseggiano e quindi l'unica cosa che mi cruccia davvero è l'impossibilità aberrante di creare un Carrie Bradshaw & Co de noantri. Ecco cosa mi fa star male davvero. Mica altro. No no.





Listening to: Amy Winehouse, Stronger than me

Turbe

Mi turba, ancora. E forse mi turberà sempre. Come ho fatto a nasconderlo a me stessa per tutto questo tempo? E per quale ragione? Per salvare le apparenze? Chi mi conosce bene ha ragione. Voglio fuggire via.

domenica 29 giugno 2008

Sai che c'è? Che a volte ho un bisogno fuso nel sangue, bisogno di sentire che ci sei per me, di capire che genere di amici siamo, e di sapere che non ti stai dimenticando di me. Mentre io, il più delle volte, vorrei scordarmi completamente di me stessa e di quello che sento. Chè tutto così sarebbe molto più semplice. E forse ti farei meno paura. Sto così sto periodo. Che a volte mi succede, e lo sai. E' estate e tu sei non ci sei. E ogni volta che ascolto il mio cazzo di mp3 c'è sempre una canzone a ricordarmi di tutto quello che ci lega. E poi ci sono i libri sulla mia mensola, e ci sono i nostri amici e i posti che in cui siamo stati insieme. E tutto, proprio tutto non fa altro che urlare di te, sempre, inevitabilmente. Sta cambiando il tempo, si alza il vento e tra poco pioverà. Chè poi sto qui a fare la presuntuosetta. Poi stanotte, come la scorsa, vado a dormire e ti sogno. Mi perdoni?
Che poi, se proprio ci penso, in fondo questa tua caduta abissale dalla mia top five c'era un pò da aspettarsela, chè se sto blog doveva diventare un'arma a doppio taglio per me, cazzo, mi ci sarei dovuta metter giù prima a scrivere certi cattivi pensieri che mi passano per la testa e smetterla con le celebrazioni inutili. Perchè, nella migliore delle ipotesi, questa sono io. E hai ragione tu. In fondo non ho nulla da rimproverarti se non il fatto che a volte semplicemente non ci sei. No, no, non ci sei. Però d'ora in avanti voglio essere io a decidere il momento in cui non ci sarai. Anzi in cui non ci sarete, tu e le tue fottute paure.

venerdì 27 giugno 2008

Molto iena

Allora, ieri mi è stato fatto notare di aver avuto pensieri poco carini nei confronti di qualcuno. Ora, io accetto tutte le osservazioni e mi prendo tutte le critiche del caso, ma non mi pento di quanto scritto. E rinuncio anche a ricevere segnali che mi inducano a cambiare idea. Perchè sono troppo convinta che suddetti segnali non arriveranno, per lo meno nell'immediato. Anzi, io mando anche al diavolo a sto giro. Si si, questa volta mi sa proprio che lo faccio. Se voglio riesco ad essere molto iena, io. E lo faccio anche senza dolermene. Dio, sono proprio nera.

mercoledì 25 giugno 2008

Inversione di rotta

Ragazzi, fa il fotoreporter, gira il mondo, è un radical chic di sinistra, ha degli occhi azzurri che potrebbero penetrarmi tre strati di epidermide e lasciarmi lì, inerme, inebetita e felicemente sospesa. Tenetemi le braccia, mi tremano. Che da quanto non mi succedeva na roba così manco me lo ricordo. Ma cazzo se sono felice....che me lo ritrovo lì, in mezzo a quel bailamme, proprio lì in cima alle scale, mentre rientro nella sontuosa sala del Principe di Savoia, lì come una visione, con quella sua aria finto trasandata in mezzo a quei matusa super pettinati. E gli attacco un bottone su Giappone e fiori di ciliegio che sicuro mi avrà preso per una mezza svitata (senza andarci poi tanto lontano, in realtà). E poi rientro in sala, e mi sento così, un'ubriacatura folle nella testa, e poi quel pensiero mi si insinua nella testa, e lo scaccio via, ma invano. E me lo ritrovo lì di nuovo piantato nella testolina, al mattino, dopo questa notte strana, stranissima, infinita. E poi lo rivedo, e lo saluto, è in partenza, e il mio saluto sembra quasi supplichevole. Lo supplica di restare, ancora un pò, solo un pò.

martedì 24 giugno 2008

Violenza

Ieri sera, tornata a casa dopo un duro allenamento in palestra, reso ancora più duro dalla consapevolezza di aver rinunciato ad una sfilata di Versace (con inviti in prima linea giusto dietro a Santo per intenderci) per sta bendetta fissa del dimagrire e per le mie condizioni pietose, mi sono messa a guardare prima una puntata del mio Sex and the City, preziosa panacea di tutti i mali, e poi a leggere un romanzo di Auster. E mentre ero lì, distesa sul mio letto, ad ascoltare i rumori attutiti delle auto che sfrecciano in tangenziale, mi è montata dentro una rabbia, solo all'apparenza inspiegabile. Chè l'origine di questo nervoso la conosco bene, oh sì, che la conosco bene. Chè se solo avessi davanti quella persona, nella sua piccolezza, con quel tourbillon inutile che è la sua vita, sono sicura che sì, se ce l'avessi davanti gli torcerei il collo e poi la polverizzerei. Così per il solo gusto gratuito di usargli violenza. La violenza che merita. Per questa sua superficialità che rasenta la mollezza. In fondo di una persona che non apprezza Auster, che non apprezza Marai, io che me ne faccio? Che cazzo me ne faccio dico io? Chè sono più idiota io che continuo a farmi certe domande, ecco.

lunedì 23 giugno 2008

"Mi fa disperare
il pensiero di te
e di me non so darti di più
Vedrai vedrai
vedra che cambierà
Forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà"

Luigi Tenco, Vedrai vedrai

domenica 22 giugno 2008

Divorzio a Buda

"Eppure è proprio lei la fonte di tutto. Da lei si irradia qualcosa di indefinibile che riempie di spirito l'insulsa materia, che la rende tanto sagace, resistente alla fatica, ingegnosa."

"Io non accetto compromessi. Le mie condizioni sono spietate. Non mi accontento di uno scialbo, incolore consenso, io ho dato inizio a una campagna di conquista, l'obiettivo non è solo il bottino, bensì un'autentica approvazione, un'incondizionata dedizione, voglio tutto, non solo il tiepido e indulgente favore di una donna, voglio i suoi ricordi infangati dal tempo, ogni suo pensiero, voglio udire i segreti della sua infanzia, l'oggetto del suo primo desiderio, voglio conoscerne corpo e anima, la composizione delle cellule nervose, non amo soltanto uno sguardo, una voce, il movimento di una mano, bensì la meravigliosa struttura nella sua interezza."

Sandor Marai, Divorzio a Buda

Listening to: Tom Baxter, Better

La prima volta

Cercando di trovare (peraltro inutilmente) scampo alla terribile calura milanese, arrivata, come ogni anno, all'improvviso e implacabile, mi chiudo al buio della mia stanza e leggo Divorzio a Buda, altro capolavoro del mio adorato Sandor Marai. Stavo appunto leggendo il passo, così reale nella descrizione, del primo incontro tra il protagonsita e sua moglie...e ho pensato alla prima volta che devo averti visto, la prima volta in assoluto nella mia vita, in quella nostra adolescenza così lontana, che a tratti mi pare una visione assolutamente remota nel tempo...come deve essere stato vederti quella prima volta? Non sapere, non avere il minimo sentore, che poi avrei sentito quello che sento ora? Mi sono sforzata ma quella prima volta si perde negli spazi remoti della mente, un tempo così lontano che potrebbe benissimo non essere esistito affatto. Ho pensato quanto sia triste non riuscire più a rievocare quella volta, avere questo ricordo confuso e vago di quelle sere, di quei giorni lontani. Ma poi ho capito che l'importante è che tu ci sia in questo presente, chè quel passato impossibile da rievocare in fondo mi appartiene, ci appartiene, e non ce lo toglie nessuno.

"...e si meravigliano di quale caso straordinario abbia fatto incrociare le lro strade, e per di più quanto tutto sia stato incredibilmente semplice..." S. Marai - Divorzio a Buda

Listening to: Only love is real - Carole King

sabato 21 giugno 2008

Per Annalisa


...perchè sono sicura che ti piacerà follemente...Io sono assolutamente estasiata...

venerdì 20 giugno 2008

Il Divo e il Genio

Ieri sera con ritardo davvero imperdonabile da parte mia sono andata a vedere Il Divo di Sorrentino. L'unico commento plausibile che riesco a partorire è il seguente: mi inchino davanti a sua maestà Paolo (e al suo fedele Toni). Non ci sono altre parole. Già solo il primo minuto del film, con un incipit rockettaro col sottofondo di Toop Toop dei Cassius e le immagini dell'era stragista del nostro paese, è praticamente una goduria. Per non parlare del resto, della resa a tratti visionaria a tratti western a tratti vagamente pulp, con rimandi a Tarantino, Leone e Risi.
Sorrentino è geniale e Il Divo è uno dei miglior film italiani degli ultimi venti anni, anzi il migliore.

"Se è vero che un cristiano deve porgere l'altra guancia, è anche vero che il Signore, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due". Giulio Andreotti

martedì 17 giugno 2008

Post Baustelle

Vabbè, bigio bellamente al lavoro con la copertura provvidenziale di Lavi e Roberto, e scappo in Fnac per l'incontro con i Baustelle. Non ne so tanto, so solo che devono presentare un video o qualcosa del genere. Ma io mi fido del loro genio creativo e vado convinta. Lo sono meno per quanto riguarda la mia sciatta mise di oggi, felpina e Converse lerce ai piedi, una mise dettata più da esigenze meteorologiche che da altro. Però nel tragitto un tizio, con accento sfottò tipicamente partenopeo, mi grida "bambolina" e io col mio cappuccio sulla testa stile paranoid park mi sento vagamente rinfrancata e vado bella spedita. Arrivata lì, resto un pò perplessa....praticamente salgo le scale mobili insieme ad uno stuolo di quindicenni vestite tali e quali a me...e penso che io ho il doppio della loro età e la loro stessa maniera di vestire e le loro stesse passioni/ossessioni. E' un pensiero che un pò mi inquieta. Anche perchè sto stuolo di quindicenni simil altermative con i loro begli occhiali da nerd mi impediscono di veder colui che più di tutti indossa con vero stile suddetti occhiali, vale a dire il finto trasandato super affascinante Francesco Bianconi. Vabbè la situazione ha un che di surreale e vagamente irritante per me, che mi delizio con il loro documentario girato in Sicilia (interessante e dotato di un certo intento antropologico, se vogliamo) e me ne vado con questa sensazione di inadeguatezza....sentendomi quasi sul serio in una puntata di Sex and the Ciy, in cui Carrie si domanda incredula quanto si sia poco credibili a vestire da quindicenni alla soglia dei fatidici trenta. Ma in fondo me li porto bene.

Listening to: Baustelle, Antropophagus


"Vorrei tu ti ricordassi di me. Se tu ti ricordassi di me non mi importerebbe nulla neanche se tutti gli altri mi dimenticassero". H. Murakami - Kafka sulla spiaggia

domenica 15 giugno 2008

Divina

Zooey Deschanel con un abito DI-VI-NO di Monique Lhuillier! Lo voglio!

Libertà...

Mah...poi penso che in fondo sta libertà che ho mi calza proprio a pennello, che me la godo tutta, e mi piace...mi piace così tanto da riuscire a sorridere anche in questa domenica di giugno che ha più il sapore dell'autunno che i colori dell'estate...e resto in attesa, un'attesa maliziosamente sospesa, perchè racchiude in sè infinite possibilità...

venerdì 13 giugno 2008

Aprirò il giardino quando arriverai


Oggi mi è capitata una di quelle cose che sembrano nulla e ti cambiano la giornata...Dovevo andare in via San Barnaba a recuperare delle cose e per fare più in fretta sono passata per una sorta di sentierino accanto all'università...mi sono ritrovata in questo giardinetto chiuso tra i bellissimi chiostri della Statale e il retro della chiesa paleocristiana di corso di Porta Romana. E' un angolo meraviglioso, incastonato come qualcosa di infinitamente prezioso nel centro della città, ma immerso in una pace lontana dalla calura e dal caos milanese...credo di esserci passata davanti un miliardo di volte e di non essermi mai accorta della bellezza stupefacente di quel posto...Sarà che da quando è tornato tutto alla mente, sì sì l'idea di quella persona che mi nuota sempre nella testa, divento anche più ricettiva rispetto allo splendore del mondo...Perchè in quell'angolo di pace vorrei poterlo portare, aprendo piano quel cancelletto in ferro battuto, per condividere con lui anche questo...


Listening to: Nel mio giardino, Cristina Donà

giovedì 12 giugno 2008

"Mi hai dato due incarichi: 1) Non telefonarti. 2) Non vederti. Adesso sono un uomo occupato"

Viktor Sklovskij


....bè pure io sono occupata ora...o almeno, me lo auguro...

mercoledì 11 giugno 2008

...era giugno anche allora, e tutto torna un pò nella testa, nuota, brucia, fa male...quello scambio di sudori e lacrime, quel bere insieme a te fino al massimo che il corpo potesse sopportare...mica lo sapevo dove stavamo andando...e anche ora che tutto è chiaro nella testa, sono certa lo rifarei mille e mille volte ancora...tutto quello che ho fatto con te....Però adesso guardami e fottiti...


Listening to: dakota - Stereophonics

martedì 10 giugno 2008

"...C'è stato un tempo in cui ho avuto qualcosa che era troppo perfetto. Per questo dopo non ho potuto fare altro che disprezzare me stessa. Ecco la mia maledizione. Una maledizione alla quale finchè sarò in vita non potrò sottrarmi"

Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia

Listenig to: Cristina Donà, I'm in you
...e poi c'è questo temporale fortissimo e splendido, quest'odore pungente di erba bagnata, questa milano che si ferma quasi estasiata, e c'è ancora la sensazione che tutto,anche questo, sia sempre per te...e c'è anche il vago sentore di essere un pò recidiva...

lunedì 9 giugno 2008

torto marcio

...e le aspettative si ridimensionano neanche tanto rovinosamente, e si comprende che forse si aveva torto marcio, che sì, forse la perfezione di certi attimi non verrà mai scalfita da nulla, ma lo splendore del mondo forse è meglio conservarlo davvero solo per sè, e nessun altro al mondo...
Nel momento stesso in cui ho sentito questa consapevolezza dentro, ho rimesso piede nel confortante suolo milanese...e ho sentito questo vago senso di sollievo nell'essere tornata alla mia rassicurante vita di tutti i giorni, lontano da te e dalla tua futile perversa fiera delle vanità...Ti voglio bene, un mondo di bene ma, cristo!, non ti sopporto più! L'ho detto, e mi sento meglio...e adesso inizia la fase del "mi ti scrollo di dosso"...adieu!

martedì 3 giugno 2008

Come risacca post sbronza

Che se non considero i guai degli ultimi giorni, tipo la carta di identità rovinosamente smarrita poco prima della mia partenza e per fortuna ritrovata, cazzo, io non sto più nella pelle all'idea di partire...che in realtà non mi manca il mare, e non mi manca la terra rossa che gira languidamente su stessa...è altro quello che mi manca...e oggi, poi, tutto questo fermento dentro, questo dolce tormento che mi attanaglia le braccia....boh, a dirla tutto, ma proprio tutta, sto da dio...e penso che c'è una voce vagamente roca che mi balla nella testa, e una certa maniera di guardarmi, tra il tenero e il languido, chè quando mi guarda così mah! il cervello potrebbe partirmi e andare in pappa, e attraversare orizzonti infinti e tornare di nuovo indietro, con quella stessa dolcemente nauseante risacca post sbronza....mamma come sto oggi...fermatemi!