domenica 29 giugno 2008
Sai che c'è? Che a volte ho un bisogno fuso nel sangue, bisogno di sentire che ci sei per me, di capire che genere di amici siamo, e di sapere che non ti stai dimenticando di me. Mentre io, il più delle volte, vorrei scordarmi completamente di me stessa e di quello che sento. Chè tutto così sarebbe molto più semplice. E forse ti farei meno paura. Sto così sto periodo. Che a volte mi succede, e lo sai. E' estate e tu sei non ci sei. E ogni volta che ascolto il mio cazzo di mp3 c'è sempre una canzone a ricordarmi di tutto quello che ci lega. E poi ci sono i libri sulla mia mensola, e ci sono i nostri amici e i posti che in cui siamo stati insieme. E tutto, proprio tutto non fa altro che urlare di te, sempre, inevitabilmente. Sta cambiando il tempo, si alza il vento e tra poco pioverà. Chè poi sto qui a fare la presuntuosetta. Poi stanotte, come la scorsa, vado a dormire e ti sogno. Mi perdoni?
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7 commenti:
Io non credo alla paura, sai? Credo invece che la paura sia un alibi non attaccabile. Slegati le ali e vola più alto.
Grazie Sere, ci provo promesso, ma lui me le tarpa sempre quelle ali
E' solo un omuncolo da due soldi mascherato da uomo speciale. Non farti fregare, ché puoi avere di più.
Il fotoreporte per esempio? :) Sere ce la faremo! Intanto se per favore vuoi aiutarmi a risolvere l'increscioso problema del post singletudine te ne sarò grata :)
Quand'è che torna dal Giappone il ragazzo? Mandargli un salutino col Facebook? Così, solo per sapere come va laggiù ;-)
nuuuuu mi vergogno!!
Ma noooooo!!!!! Il Giappone è la scusa perfetta: te c'hai la fissa, lui sta là...argomento perfetto! E daaiiii!!!!
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