lunedì 14 luglio 2008
Chè a noi le personcine dolci, remissive e pudiche ci piacciono così tanto, ma così tanto, che noi quasi per reazione siamo corrotte, sboccate e aggressive. Così, per distinguerci in negativo. E per poterlo essere fino in fondo, ci riprendiamo questo blog, che in fondo trattasi di nostro intoccabile spazio. Chè mica ci si auticensura sul serio per compiacerti. E lo diciamo. Tu credevi veramente di conoscermi. E invece no. Chè non hai capito un emerito cazzo, caro il mio ingenuotto. E adesso ti stupisco, dicono i Lombroso. Loro lo dicono e io lo urlo. Bello chiaro, nero su bianco, così come chiara è la tua piccolezza. Pic-co-lez-za. Lo ripeto, bello scandito. Chè te sei libero di fare quel che vuoi. E io altrettanto libera di dire quello che penso. E' una bella notte milanese, un pò ventosa, ma bella. E io tornavo a casa in motorino. Passando davanti a quel famoso posto del brunch, in un solo secondo, con i Lombroso sparati nelle orecchie, ho realizzato. Realizzato che questo è l'ultimo pensiero che io ti rivolgo e queste le ultime parole che io ti scrivo. Puah.
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