domenica 14 settembre 2008

"...era molto più forte di un'ubriacatura perchè l'alcol dopo un pò ti lascia in pace e tutto ritorna come prima [...]. Allora per un istante ho avuto questo pensiero tutto mi è stato chiaro non era altro che una recita un continuo rimandare altrove il dolore che ci prende ogni volta che ci accorgiamo che c'è sempre qualcuno che stravolge completamente la tua vita e allora ti inventi delle cose per tenere occupato il tempo per non accorgerti del tempo per non sentire il rumore del cuore che diventa sempre più forte e dice sentimi, adesso esisti, adesso esisti, e tu cerchi di impazzire, di non capire più nulla, di capire tutto quello che non c'entra nulla, impari a memoria le capitali del Sudamerica, studi i dribbling di Tardelli, la perifrastica passiva, confronti le marche, i diversi tipi di carne in scatola"

Aldo Nove, Amore mio infinito

E dove sei tu in questa domenica spettrale, lunare, sulfurea, in questa Milano immersa in una triste grigia luce autunnale, finalmente mi verrebbe da dire, chè c'è sta pioggia salvifica, provvidenziale, che inonda tutto, e inonda anche me, e mi sembra quasi di star bene, di star bene con questo vuoto di te dentro, che tutto riempie e tutto colma.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono una cretina ...perchè sto piangendo...mi chiedo come possa essere così sensibile al dolore, mio, degli altri..il tuo dolore Marianna...è come se sviscerassi una parte di me...quella che tengo nascosta e di cui ho paura...ed eravamo vicine anche ieri , perchè anche qui tutto intorno ere pioggia , pioggia ma purtroppo non Francia...

Marianna ha detto...
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Marianna ha detto...

...e noi non siamo Amelie....ma va bene così...io adoro Milano quando è così..è la mia Milano, quella che mi consente di valutare tutto da una certa distanza...forse quella giusta...e anche di sentirlo sì questo dolore, ma di cullarmici un pò, volendomi un pò più bene e sai quanto è difficile per me....