domenica 2 novembre 2008

Vorrei piangere, ubriacarmi e piangere ancora [...].
E' pesante sentirmi ancora randagia.
Avessi un amore da far tana almeno in un abbraccio.
Neppure quello.
Neppure una malattia, ringraziando il cielo, mi fa calore.
Solo sfinimento.
Sbarrata dentro un sentirmi fuori da tutto.
E niente riesce a essermi fuga.
Neppure la stanchezza.
Ieri sera ho aperto la pentola della mia ultima cena e dentro ho trovato la confessione più sincera che in vita mia mi sono concessa.
Una confessione a fuoco lento.
Io non ho mai veramente amato nessuno.
Ho talmente maciullato i sentimenti con le bugie e le paure che ormai conosco solo un colore che non assomiglia a niente.



Filippo Timi "E lasciamole cadere queste stelle"

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