mercoledì 28 gennaio 2009

Nell'etereo paese della dimenticanza

Mi illudo di viaggiare eterea con le mie scarpine blu nell'ovattato paese della dimenticanza...e non ho capito un cazzo invece....perchè di etereo, dolce, ovattato qui non c'è proprio un bel nulla, c'è solo la carne che impaziente, folle, desiderosa, chiede di te, di te, di te e di niente altro che del tuo fottuto muso da radical chic, del tuo sguardo che mi penetra strati di epidermide e di quella tua dannatissima beffarda maniera di trattarmi.

E poi ho buone parole anche per voi....voi che accantono più che volentieri, chè le mie merdose notti buie sono molto meglio dei vostri patetici giorni sonnacchiosi.

martedì 27 gennaio 2009

E' da una settimana o quasi che non ti nomino, non ti scrivo, non ti chiamo...E sto già bene, o almeno così pare...e come mai però quando chiudo gli occhi è te che vedo?

giovedì 22 gennaio 2009

Quando ci sei di mezzo tu

E va bene, continuiamo pure così...deliberately destroying myself...Inizio quasi a prenderci gusto...quando finirà sto stillicidio finirà anche il divertimento, quello stupido inutile diversivo che tu rappresenti, e che non so per quale dannata ragione rende leggera quest'aria greve intorno. Dovrei anche smetterla di sentire questo morboso sottile piacere frammisto a dolore che mi provoca anche il solo sentir pronunciare quel tuo fottuto ridicolo nome. E imparare ad usare la punteggiatura quando scrivo di te, chè sembra quasi che sia dimentica di tutto quando ci sei di mezzo tu.

mercoledì 14 gennaio 2009

Il pensiero di te mi sta scorticando la pelle. E credo di non aver mai sentito per qualcuno un desiderio tanto aberrante e lancinante...

giovedì 8 gennaio 2009

Dei sospiri di Buckley, di morsi e altri giochi

Tu questa notte sei stato per me come il sospiro di Jeff Buckley al principio di Halleluja...un sospiro che ha in sè qualcosa di sacro e insieme languido, carnale, terreno...un sospiro che richiama un odore pungente, quello dell'acredine del sesso, e insieme un sapore vagamente buono e dolciastro, di pelli sudate e corpi stanchi. Ed era da tempo che non sentivo tutto questo...questa marcia di vittoria dentro, questa pacificazione di me con me.

martedì 6 gennaio 2009

Istanbul


Via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano

Ci sono stati giorni duri, giorni in cui ho creduto che la mia testa partisse per davvero, e ho avuto paura, una fottutissima paura di non poter tornare più indietro...Ho pianto fino a sentirmi squassare le viscere dal dolore e mi sono fatta male, male per davvero, un male che ha lasciato segni...ora per fortuna tutto si sta cicatrizzando, il dolore lancinante sembra diluirsi, liquefarsi...c'è un silenzio irreale in una Milano innevata come poche altre volte..e Lecce e Istanbul sono già così lontane...mi manca molto più la seconda, le sue moschee che svettano verso il cielo orgogliose, i colori caldi del Gran Bazar e del Mercato delle Spezie, il cielo triste sul Bosforo, quell'atmosfera insolitamente sospesa in cui la prepotenza, la ubris occidentale sembrano rotte dal canto del muezzin che richiama alla preghiera, come se qualcosa di infinitammente sacro e ancestrale richiamasse tutto a sè. Tutto questo mi ha reso dimentica di tutto ciò che negli ultimi giorni mi aveva fatto sentire umiliata...e ho ritrovato me stessa e lo spirito per questo nuovo anno..."via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano".