venerdì 17 luglio 2009

Ho la netta sensazione che sarà una notte lunga, dolorosa e insonne....Ma ti prometto che sarò più forte di quanto non sia ora...e domani non mi sentirai...domani sarò io a sentirmi lontana, distante....con la voce impastata di sonno mi hai ricordato della poesia di Hikmet....sei sicuro di volerlo sentire davvero quanto di più bello avevo da dirti? Spero tu lo sia, e che lo sia presto. Perchè dentro di me qualcosa, inesorabilmente, si sta dissolvendo...un pò come l'aria greve che mi hai lasciato intorno. Io tornerò a me stessa, alla mia vita, alle mie cose di ogni giorno....tornerò alla mia vertigine, e al mio supplizio. Ma almeno non avrà lasciato che siano gli altri ad avermelo inflitto. Ma tu sul serio vuoi essere gli altri?

Nel crepuscolo estivo


Nel crepuscolo estivo
Inserito originariamente da Marianna_Lentini
....rivedere la luce d'oro che ti ride sul volto...

mercoledì 15 luglio 2009

E' una giornata uggiosa oggi...un'afa insopprimibile sembra chiudersi su una Milano vagamente triste e tetra, una Milano che pare aver firmato la sua ultima resa...In questi casi, quando tutto sembra entrarmi dentro ad una velocità fortissima, dilaniandomi un pò, credo ci siano solo due luoghi al mondo che possano restituirmi la pace: il mio mare, ora lontano, e fugace, nel tempo e nello spazio, e le librerie. Per queste ultime sono selettiva: solo in rari casi mi piacciono quelle grandi e rumorose...le scelgo in quei rari momenti in cui ho voglia di stordirmi, e di vagare senza meta e sensa senso. Il più delle volte scelgo quelle piccole e polverose, frequentate unicamente da pochi affezionati habituè. Oggi me ne sono andata in quella accanto al giardinetto della statale: mi piace star lì, sbirciare tra i libri impolverati, passarmeli nelle mani, sentire il ruvido delle pagine, assaporare l'odore della carta, leggerne alcuni estratti. Oggi mi è capitato tra le mani il libretto di poesie di Michele Mari "Cento poesie d'amore a Ladyhawke": era da tempo che volevo prenderlo, ho sentito un'emozione strana, fortissima, passandolo tra le mani, e mi sono detta: è mio! come fosse sul serio l'unica cosa di cui mi importasse veramente al mondo. L'ho aperto e per puro caso l'occhio mi è caduto su una poesia che parla di un amore nato tra i banchi del Liceo Berchet, in via della Commenda qui a Milano...ho pensato che io passo lì davanti tutte le mattine venendo al lavoro, passo davanti al teatro di quell'amore esclusivo, totalizzante, paralizzante. E ho pensato che vorrei portarti lì, lì dove tutto è iniziato, tra le pagine del libro, nei miei ricordi, nelle mie vene, nell'arabesco danzante dei nostri destini incrociati.

lunedì 13 luglio 2009

Malata di tua assenza

Odio la strada che mi ha riportato verso la mia casa vuota, odio la fermata della metro da dove ti ho visto ripartire per riprendere quell'aereo, odio il mio giardino mentre poso la bici, perchè ieri in quel giardino ero con te, odio il passaggio che mi porta dal retro fino all'ascensore, il posto in cui mi hai scattato quella foto bellissima, odio infilare le chiavi nella toppa e addentrarmi in questa casa silenziosa, odio la mia stanza, che è tornata ad essere così lineare, senza il bellissimo caos delle tue cose, odio le mie lenzuola impregnate del tuo odore ma che non mi restituiscono te. Odio tutto quanto mi ricordi che non ci sei. O forse amo tutto questo ancora di più per il solo fatto che ora Milano, bella e incurante, mi restituisce istantanee di te. Sono malata di tua assenza.
Io guardavo il mondo con occhi diversi fino a pochi giorni fa, avevo ormai questa sorta di sguardo disicantato e triste...poi sei arrivato tu a spargere nuove immagini sui miei orizzonti vili, a infondere rinnovata linfa a quello che sembrava perso, a restituire sorrisi autentici laddove erano rimasti solo ghigni cinici....tu mi hai ricondotto a me stessa, hai costruito ponti e abbattuto barriere inutili...così, in poco tempo e, senza che nemmeno potessi accorgermi di quanto stava accadendo, già navigavo tranquilla nel tuo mare blu cobalto....e ora la ragione di tutto questo mi è chiara....tu c'eri già, c'eri prima, prima di tutto, prima di questo tempo che, incurante, ci rema contro, ma non sa quanto siamo forti io e te.

giovedì 9 luglio 2009

Fluttuare

Fluttuo in uno spazio infinito, in cui, dimentica del tempo, ti cerco sempre...a volte annaspando, a volte ritrovando finanche me stessa nelle trame del tuo sorriso. E in quell'attimo che ha profondità abissali, mi pare di aver colto il senso di tutto, il senso del mio aspettare, il senso della luce adamantina sul mare in un mattino d'estate, poco dopo averti sentito, il senso di quel mio naufragare incurante attraverso un mare cobalto e solo apparentemente minaccioso. E sento un vortice che mi si agita forte dentro, e una gratitudine profonda. Perchè ora ci sei e non ti lascio più andare.