mercoledì 15 ottobre 2008

Ti voglio, a quanto pare. In una maniera malata, ma ti voglio. Ti desidero, nella carne. Così, come se mi si fossi fuso dentro. E' questo desiderio di te che mi frantuma il corpo, le membra, tutto. E lascia inerme, senza resistenza alcuna. Vieni da me. E' un'estate d'ottobre e sarebbe bello averti qui. Con quella tua maniera sfacciata di essere, quel tuo sorriso sarcastico, quel tuo fare strafottente, quel tuo prendermi per il culo. Mi sei nelle mani, posso sentirti. In questa scossa impercettibile che mi vibra nelle mani, tu ci sei. Il desiderio si stempera dentro, ma piano. Poi torna, più violento di prima. E mi sembra di non farcela a sopportarla questa tua fottuta, languida assenza.

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